Secondo me si possono fare alcune osservazioni:
sulla DC:
non ha molto senso ridurre il quarantennio di vita della DC ai soli ultimi anni, quelli del centrosinistra e della deriva a sinistra. Nel 1945 l'Italia era un paese occupato, presidiato dal piu' gran partito comunista dell'occidente, proveniente da una dittatura ventennale, trasformato da monarchia a repubblica, e quindi senza neanche piu' gli organi di governo. Il governo DC, cattolico, ha consentito il passaggio a una democrazia vera, poi verso uno sviluppo reale, senza traumi sociali. Ricordate cos'e' successo in Grecia e in Cecoslovacchia. E guardate come anche la Germania, guidata da Adenauer, si e' risollevata dalla guerra. Poi c'e' stata la deriva verso sinistra, gli ammiccamenti ai comunisti, l'alleanza con i socialisti.
Il problema di preservare l'identita' cristiana semplicemente non si poneva, non si e' posto fino alla fine del secolo, quando la DC aveva perso la forza ideale dei primi anni. Ma non solo la DC, pensate all'Azione Cattolica, alle ACLI, in generale al mondo cattolico.
su Casini e la necessita' di un partito cattolico:
penso sia vero, oggi un partito cattolico non serve, serve molto di piu' l'azione dei cattolici presenti nei partiti multiculturali di questi anni. Per questo sono contrario all'iniziativa di Giuliano Ferrara, che per altri versi sta svolgendo un ruolo prezioso nel mantenere desto il dibattito su temi che altri, specie Veltroni e Berlusconi, vogliono smorzare. Casini poi non ha mai mostrato grande passione per la difesa dell'identita' cristiana dell'Italia, se non a parole. Qualcuno ricorda una sua iniziativa su questo?
Ecco, un partito cattolico potrebbe farsi un suo spazio essendo combattivo, all'attacco. Stando a rimorchio si e' inutili.
sulla presenza dei cattolici:
mi ha colpito una frase dell'articolo di Galli della Loggia:
Diciamolo chiaramente: sono stati in special modo dei non credenti, ovvero dei credenti estranei però ai chiusi e sempre circospetti circuiti iniziatici delle organizzazioni cattoliche, sono stati loro che hanno fatto uscire il grande tema della religione e della fede, nonché del rapporto di entrambe con il mondo contemporaneo, dal chiuso in cui, almeno qui da noi, esso era andato a finire.
Sono d'accordo: il mondo cattolico tende a parlarsi internamente, e cosi' a illudersi di essere presente nella societa': pero' per portare in pubblico la discussione sulla vita c'e' voluto Giuliano Ferrara e il Foglio: e' vero che pesa l'ostracismo dei mezzi della cosiddetta informazione, ma c'e' anche un cullarsi nei propri ambienti accoglienti. Certo ci sono le eccezioni: in SOL ci sono parecchi amici presenti sul WEB, io, nel mio piccolo, nel Meeting per l'Amicizia fra i Popoli proclamo al mondo la mia fede in tutti gli ambienti, trent'anni fa ho partecipato al Movimento Popolare che poneva pubblicamente l'antropologia cristiana, ma siamo troppo pochi, bisogna uscire, mostrarsi.
Buon lavoro a tutti