Mi impressiona sempre l'odio che trasuda dai servizi di cronaca dei mezzi della cosiddetta informazione. Tutti, senza eccezione (be', in effetti fanno eccezione Avvenire e il Foglio, e forse pochi altri, ma i “grandi” giornali e tutte le TV si comportano come dico) costruiscono il mostro e lo condannano subito, scavando in particolari scabrosi (inventandoli, se non ci sono) con il gusto del maiale che grufola nel fango. Dopo di che chiedono con insistenza a vittime e familiari:”Potete perdonare?”, ottenendo, come si aspettano, una risposta negativa. Cosi' la mentalita' della vendetta ha preso il posto della comprensione cristiana e la nostra societa' e' sempre piu' spietata. Ogni tanto comunque c'e' un piccolo segno che non tutto e' scomparso nell'omologazione giustizialista: qualche tempo fa il TG5 ha trasmesso un servizio sull'alluvione a Cagliari: la giornalista intervistava una signora che aveva avuto la casa gravemente danneggiata dall'acqua: solite domande, ma a un certo punto la signora ha detto:”Ma guardi, grazie al cielo la casa di fronte a noi e' stata risparmiata”. Stupore della giornalista che, incredula, ha richiesto:”Ma la sua casa e' stata danneggiata”, e la signora”Si', ma grazie al cielo quella (la casa di fronte) non si e' fatta niente”. Capite? Le importava di piu' il segno della grazia divina per un'altra famiglia che i suoi guai. Mi pare che finche' sopravvive questa visione del mondo ci sia speranza, e cerchiamo di coltivarla.
Due notizie politicamente scorrette: in Sudafrica ci sono state violenze contro immigrati stranieri: e' interessante notare come hanno dato la notizia i mezzi della cosiddetta informazione: hanno cercato tutti i modi per evitare di dire che i violenti, che hanno ucciso in modo orribile decine di persone, sono neri, che hanno ucciso altri neri che in qualche modo minacciavano il loro misero tenore di vita. L'altra notizia viene dall'India, e riporta il ripetersi di sanguinosi attentati contro chi non e' induista, da parte, appunto, di induisti fanatici. Non c'e' bisogno di dire che le conseguenze peggiori le subiscono i cristiani, soggetti a uccisioni e distruzioni di chiese, scuole, e case. Come esempio della tolleranza orientale non c'e' male.
Il Libano e' ancora in guerra, Hezbollah e' all'attacco. Risulta difficile non pensare che il riarmo e il consolidamento delle posizioni dei filoiraniani sia avvenuto all'ombra di quella missione Unifil fortemente voluta da Prodi e D'Alema. E adesso la presenza cristiana in Libano e' sempre piu' in pericolo, nella disattenzione di tutti, tranne che del Papa. Non so cosa possiamo fare, penso pero' che potremmo premere sui politici che abbiamo eletto perche' i cristiani libanesi non siano abbandonati al nemico.
Non posso ignorare la morte di mons. Rahho. I cristiani sono attaccati e uccisi in tante parti del mondo, nella disattenzione, e anzi nella derisione, degli autonominatisi saggi e buoni: noi, a cui la Provvidenza ha finora risparmiato aggressioni fisiche, ricordiamoci dei nostri fratelli nelle preghiere, e sosteniamoli in tutti i modi possibili.
Una volta tanto alla notizia e' stato dato il rilievo che merita: banditi hanno rapito il vescovo di Mosul, in Iraq, uccidendo gli uomini della sua scorta. Possiamo fare poco altro che pregare, per la salvezza di mons. Faraj Rahho e per le sofferenze dei nostri fratelli costretti a scegliere fra la vita propria e dei loro cari e la fuga verso un occidente poco accogliente.
Dall'Iraq arriva un'altra notizia, questa non interessante per la cosiddetta informazione di massa, e riportata dall'agenzia Zenit: altri banditi nelle scorse settimane hanno rapito quaranta ragazzini da una scuola; tre di questi erano cristiani, e i rapitori li hanno minacciati con le armi perche' si convertissero all'Islam. Notate che convertirsi all'Islam e' facilissimo, non come per il Cristianesimo che richiede un lungo catecumenato: basta pronunciare una formula davanti a due testimoni, e si e' mussulmani. Non si puo' tornare indietro, pena la morte. I tre ragazzini si sono fermamente rifiutati, al che i rapitori, probabilmente per intervento miracoloso, hanno rilasciato tutto il gruppo. Mi impressiona e mi richiama come fuori dall'Europa il cristianesimo richieda un attaccamento, una serieta', ben diversa dall'abitudine con cui spesso viviamo le proposte della Chiesa.
Qualcuno puo' spiegarmi perche' dovrei gioire per l'indipendenza del Kossovo? Sono colpito, oggi come negli ultimi anni, dall'accanimento della comunita' internazionale contro la Serbia: e' stato ovviamente doveroso far cessare le sopraffazioni sulle minoranze etniche, ma poi si e' passati all'accanimento terapeutico, rivolto,guarda un po', contro cristiani a favore di mussulmani; senza poi indagare se le persecuzioni etniche si sono invertite, come fanno pensare notizie che ogni tanto arrivano dai Balcani centrali. Quanto poi alla questione in se', che motivo c'e' per l'autonomia del Kossovo? Solo la volonta' di una parte della popolazione. Ma allora perche' non concedere al Sud Tirolo di tornare con l'Austria, come vuole la parte sicuramente maggiore della popolazione, o perche' non restituire l'Istria all'Italia, dopo la tragica pulizia etnica degli ultimi anni 40 del secolo scorso? Il Kossovo poi e' una parte storicamente importantissima della Serbia, in cui i cristiani serbi hanno resistito per secoli ai turchi mussulmani, proteggendo un'Europa non ancora pronta a difendersi. Supporre complotti anticristiani e' antistorico,pero' un dubbio viene...