Incredibile il clamore intorno al referendum svizzero sui nuovi minareti: un aspetto tutto sommato secondario in un paese nemmeno parte dell'Unione Europea. Eppure buonisti e progressisti si sono immediatamente lanciati a rivendicare la liberta' di religione e il rispetto per l'altro.
Pero', pensiamoci: se dopo anni di martellamento pacifista, buonista, multiculturalista, relativista, e via andare, perfino un paese non cattolico come la Svizzera mostra chiaramente che i popoli europei non vogliono la cosiddetta integrazione a senso unico imposta dai vertici nazionali e sovranazionali; non si tratta di odio ne' di razzismo, semplicemente gli europei si rendono conto che la societa' in cui vivono non e' perfetta ma e' un buon passo verso una societa' in cui vivere bene, e non vogliono tornare indietro.
A questo proposito, proprio oggi il Foglio del lunedi' riporta un articolo del Venerdi' di Repubblica che ripropone uno dei tanti aspetti discutibili della cosiddetta integrazione modello Europa: il problema della poligamia diffusa nella societa' islamica. Sono decine di migliaia, secondo il giornale non accusabile di pregiudizi razzisti (per lo meno verso gli islamici, verso i cristiani e' un'altra storia), le famiglie poligame in Italia, e molte di piu' in Europa.
Notiamo intanto che ci hanno sempre raccontato che la poligamia era un costume praticamente scomparso nelle societa' mussulmane moderne; si vede allora che tutti i poligami sono venuti in Europa; scherzi a parte, e' possibile che lo strappo con la propria societa' renda piu' facile la scelta poligamica. Resta il fatto che la norma islamica consente la poligamia, tutta pro-maschio, in un modo che la societa' occidentale rifiuta completamente. Bene, il concetto di integrazione che vogliono imporci vuole far coesistere la garanzia occidentale, ma diciamo pure cristiana, per la donna, e la supremazia maschile islamica. I popoli europei non accettano questa coabitazione, vogliono tenersi e garantire le liberta' faticosamente conquistate in tanti secoli, e anzi le vogliono estendere a chi abita vicino a loro, e quindi si oppongono a qualsiasi passo sembri portare nella direzione che detestano. Secondo me hanno ragione.
Anche se sono simmetricamente ridicole le proposte come quella di mettere la croce sulla bandiera italiana, o l'obbligo di esposizione del crocefisso sotto pena di multa. Il problema vero non e' l'esposizione di un simbolo, ma la liberta' di educazione, in modo che diverse umanita' possano verificarsi a vicenda. Il problema vero per un cristiano non e' la difesa di norme o simboli ma la possibilita' di manifestare la presenza di Cristo in tutta la sua ricchezza.
Ho scritto a Avvenire la lettera seguente:
E cosi' anche Avvenire ha manifestato contro Berlusconi. Si', ho letto le precisazioni sul perche' della partecipazione, ma, scusate, non spostano minimamente il fatto che la manifestazione sia stata ideata da un giornale ben preciso per uno scopo ben preciso: in sostanza, la liberta' di gettare letame (per usare un eufemismo). Ora, che chi ha ricevuto in faccia una tonnellata di letame non piu' di un mese fa vada allegramente a chiederne ancora mi meraviglia non poco. Tuttavia e' vero che i cattolici sono campioni nel far parte di un gruppo la cui identita' e' stata precisata da un certo Vladimir Ulianov, in arte Lenin, come “utili idioti”, non per un giudizio culturale o morale, ma semplicemente per indicare persone specializzate nel procurare la corda con cui impiccarli. Se poi vogliamo arrivare al merito della questione, come si fa a dire che in Italia non c'e' liberta' di stampa? Proprio Avvenire dovrebbe testimoniare che se mai e' difficile far valere in pubblico idee definite fuori moda, come la difesa della vita e della famiglia, o far conoscere quali sono veramente le posizioni della Chiesa, mentre non c'e' alcuna difficolta' nel propagandare il relativismo etico o posizioni di morte, eutanasia e aborto. Ecco, mi pare che la manifestazione di ieri abbia voluto rivendicare la liberta' di propagandare in tutti i modi relativismo e morte, anche demolendo una parte politica che, pur fra contraddizioni e incertezze, ha finora difeso la vita e la famiglia. E non tiriamo fuori l'ipocrisia volterriana del “combattero' le tue idee ma sosterro' la tua liberta' di dirle”: era gia' una balla quando la diceva Voltaire, stiamo parlando di politica, non di angelici ideali: e concludo: era una manifestazione politica, contro chi sta arginando la deriva relativista, sostenere chi cerca di abbattere la diga e' una strana forma di masochismo.
Cari amici, non e' facile scrivere del vergognoso attacco di Feltri, o meglio della stampa berlusconiana, a Dino Boffo. Non perche' non sia chiaro cosa c'e' da dire, ma perche' e' una vicenda talmente assurda che ripugna parlarne. Riassumo: Feltri ha inaugurato la sua direzione dell'organo della famiglia Berlusconi lanciando la notizia della condanna del direttore di Avvenire per molestie telefoniche a una signora di Terni, moglie dell'uomo a cui Boffo era sentimentalmente legato; il tutto nel 2001 (se non sbaglio); notate che il vero contenuto del messaggio e':”Boffo e' omosessuale!”.
Il motivo dell'attacco feltresco era che chi ha gravi colpe personali non deve criticare la condotta di altri, cioe', in termini piu' semplici, non deve criticare Berlusconi. Che l'iniziativa non sia stata del solo Feltri e' dimostrato dall'accodarsi di Panorama e Il Tempo.
A parte la motivazione grettamente moralistica, su cui se mai discuteremo dopo, l'indecenza della faccenda e' nella totale falsita' delle accuse, che anche Feltri e' stato costretto a ammettere implicitamente, cambiando giorno dopo giorno il contenuto dei suoi articoli:
Andiamo in ordine: l'omosessualita', contenuto principale delle prime accuse, e' totalmente assente dai documenti giudiziari, ed e' contenuta solo in una informativa di polizia talmente evidentemente falsa da far ritenere che Feltri l'abbia pubblicata anche se sapeva benissimo che e' una bufala.
Non c'e' stata nessuna condanna di Boffo perche' non c'e' stato nessun processo: c'e' stata una multa decisa da un gip (Giudice per le indagini preliminari) che ha proceduto d'ufficio, multa non contestata da Boffo proprio perche' convinto dell'inconsistenza della vicenda. Non c'e' stato processo perche' in primo luogo non c'e' stata querela, per i motivi che scrivo subito.
Le chiamate, che ci sono state, erano state fatte da un cellulare aziendale, assegnato al direttore, ma disponibile anche a altri, da qualcuno che la destinataria non ha riconosciuto, pur conoscendo molto bene Boffo; la spiegazione che viene data, che Boffo non conferma per discrezione, e' che fossero opera di un collaboratore con gravi problemi di droga, morto poco dopo; uso un'espressione dubitativa non perche' pensi che non sia vero, ma perche', come ho detto, l'interessato non conferma per discrezione.
Questo e' quanto e' successo: anche Feltri si e' reso conto della clamorosa bufala, perche' la campagna mediatica si e' spostata progressivamente dall'omosessualita' alla necessita' della totale verginita' dei personaggi pubblici, argomento pericoloso, perche' chi e' senza peccato scagli la prima pietra, come ha detto un tale qualche anno fa.
Ma l'aspetto che mi fa veramente imbestialire, e che mi fa dubitare della lucidita' mentale di Berlusconi e soci, e' che Boffo stava guidando Avvenire in una linea di sostanziale appoggio al governo, resistendo alle richieste di molti cattolici di tenere un atteggiamento piu' duro in materia di morale personale del premier e di accoglienza all'immigrazione. Allora perche' distruggere un punto importante di collegamento fra centrodestra e Chiesa? A quel che leggo non sono il solo a chiedermelo allibito, ma non ho trovato risposte convincenti. Un suggerimento l'ho trovato non ricordo dove: la scomparsa di Baget Bozzo ha lasciato Berlusconi senza un consigliere valido per i rapporti con la Chiesa. Certamente l conseguenze, negative, sui rapporti fra centrodestra e Chiesa le vedremo in futuro, forse gia' in occasione delle prossime elezioni.
Tre punti per finire: la calunnia sull'omosessualita' di Boffo, scrivono fonti sicure, girava gia' in ambito cattolico da alcuni anni. Evidentemente la posizione del direttore di Avvenire ha suscitato molte invidie, e peccati peggiori di quello attribuito all'incolpevole Boffo.
Molti, troppi, preferiscono credere alle storie infondate di Feltri, e cosi' dare lezioni di comportamento all'autorita' della Chiesa. Sottolineo che la ricostruzione che ho scritto sopra e', allo stato attuale delle mie conoscenze, la piu' plausibile. Perche' si deve credere a un moralista a comando piuttosto che a un bravo giornalista, spesosi al servizio della Chiesa?
Nel chiedersi il perche' di questa squallida vicenda non si deve dimenticare che l'Avvenire di Dino Boffo e' stato in prima linea nella difesa della vita, ai tempi del referendum sulla legge 40, poi, anche di piu', in difesa della vita di Eluana Englaro. Non cosi' decisi sono stati Feltri e Berlusconi, il quale proprio in questi ultimi giorni ha dichiarato che lascera' liberta' di voto (certo, decide lui) nella discussione sullalegge sul fine vita. Che allora si sia voluto togliere di mezzo un deciso difensore della vita?
Difendiamo la verita', e' un valore laico che solo i cattolici, e non tutti, difendono.
Ma insomma, non se ne puo' piu'. E' mai possibile che la discussione politica in Italia si riduca ai costumi sessuali di SB? Evidentemente l'opposizione e' talmente priva di argomenti che non puo' fare altro che rilanciare le meschine vicende di una prostituta (non basta chiamarla escort, il mestiere e' quello). I fatti hanno dimostrato che e' una strategia perdente, ma evidentemente il partito di Repubblica non ha nient'altro in mano. Forse lo scopo e' allontanare l'elettorato cattolico, ma lo sperato anatema delle gerarchie della Chiesa non e' arrivato e gli unici a mostrare scandalo sono i moralisti di professione che in ogni caso votano Prodi o Bindi.
Attenzione, dai Vescovi, e anche dal Papa, sono arrivati richiami, ma non politici: la sottolineatura e' stata sull'effetto diseducativo che comportamenti superficiali esibiti da persone ad alta visibilita' hanno per i giovani. C'e' differenza fra preoccupazione educativa e richiamo politico. Sono buffi questi moralisti che strillano all'ingerenza se la Chiesa difende la vita, e poi cercano di stiracchiarne gli interventi per mettere in difficolta' un governo che in altro modo non riescono a scalfire. Sono ancora piu' ridicoli se pensiamo che dagli ambienti che fanno le pulci a SB partono le campagne per la legalizzazione della prostituzione, per il declassamento dell'amore a sesso, con annessa propaganda nelle scuole, per la distruzione della famiglia stabile e la precarizzazione del rapporto di coppia, e cosi' via.
Voglio comunque precisare che anche a me danno fastidio gli atteggiamenti da galletto del presidente del Consiglio: se pensasse di meno alle donne forse avrebbe agito piu' tempestivamente nel fallito salvataggio di Eluana, e nell'altrettanto fallita elezione di Mauro a presidente del Parlamento Europeo.
E comunque e' ripugnante la presa di posizione di Europa (editoriale del 21 luglio):
...
ora Berlusconi medita di rovesciare in maniera melodrammatica la recita.
Vacanze austere fra i terremotati, niente feste né festini e, dicono, l’idea di un pellegrinaggio in Puglia. Non a Bari naturalmente: a Pietrelcina.
Noi speriamo che non sia vero. Intanto nell’interesse di Berlusconi medesimo: fare la scena del penitente dopo aver rivendicato quella dell’impenitente servirebbe solo a riaprire tutti i dossier immaginabili, anche quelli ormai dimenticati.
Poi per rispetto verso padre Pio: per quanto discutibile sia, la religiosità che si accende intorno alla devozione per il frate è un bene prezioso per tanti italiani.
Invadere questo territorio per opportunità politica suonerebbe blasfemo e soprattutto inverosimile, data la nota anarchia etica del premier.
Può darsi che Berlusconi, alla ricerca di assoluzioni e nuova verginità, stia cercando di sostituire l’udienza papale che gli viene negata. Se però pensa di approfittare del fatto che padre Pio, a differenza di Benedetto, non può rifiutare la visita, fa male i suoi calcoli: meglio non indispettire chi (per chi ci crede) i miracoli li sa fare davvero
ricordate che Europa era il giornale della Margherita, cioe' dei cattolici adulti: e infatti lo si nota nel giudizio sprezzante sulla devozione per padre Pio e il dubbio sui miracoli. Eppure la vita di padre Pio e' piena di peccatori accolti e perdonati, convertiti in molti casi: certamente avrebbe accolto anche Silvio, se mai, nel caso, ne avrebbe smascherato il pentimento fasullo, se tale e'.
Dio ci salvi dai moralisti.
Bene amici, le elezioni sono passate e si puo' tentare qualche considerazione. Intanto mi sembra evidente che la sinistra ha preso uno schiaffone che fara' fatica a dimenticare; per le europee si consola con il calo del 2% (da 37,38 a 35,26) del PdL, trascurando il fatto che il PD ha perso il 7% (da 33,17 a 26,13) rispetto alle politiche del 2008, per le amministrative il crollo e' indiscutibile. Perfino la cintura rossa si sta rompendo: gia' essere arrivati al ballottaggio in citta' come Bologna e Firenze, o, nel nostro piccolo, Rimini e Forli', vuol dire che il monopolio delle COOP e del PCI si sta rompendo. Dite che non c'e' piu' il PCI? Lui no, ma il monopolio si', e finalmente sta cedendo. Quanto poi ai risultati in se', mi sembra anche evidente che il PdL e' andato peggio di quanto si poteva sperare, e questo grazie alla campagna moralistica dei moralmente superiori. Berlusconi nelle ultime fasi della campagna non si e' comportato da Berlusconi, e' stato nervoso e reattivo, e cosi' ha rinunciato a quella che e' la sua arma migliore, il tranquillo ottimismo con cui affrontare le difficolta'. Evidentemente gli attacchi personali sono arrivati a segno, gli hanno fatto male: e' un uomo, non un tiranno spietato, con molti vizi e qualche virtu'. Ma neanche cosi' i moralmente superiori hanno strappato la fiducia della gente, se non forse di qualche cattolico duro e puro, piu' simile a un calvinista che a un figlio “di chi perdono' a Maddalena” (De Andre', Via della Croce, album La Buona Novella,1970). Detto questo, mi sembra anche opportuno aggiungere che si conferma che il PdL e' Berlusconi, il che fa preoccupare per il futuro. SB non e' eterno e non si vede chi possa prenderne il posto: e' il destino dei leader, non avere un successore. Tuttavia fa ben sperare, al contrario, il successo negli enti locali: vuol dire che qualche figura credibile comincia a venir fuori, ha della strada da fare, ma arrivera'. Come dimostra il successo della Lega, simile a quello di analoghi partiti europei, la gente vera rifiuta fermamente il concetto di multiculturalismo e falsa integrazione imposto dai moralmente superiori, compresi, purtroppo, molti cattolici; speriamo che si possa ragionare finalmente con calma su cosa vuol dire veramente integrazione.
Fra due settimane i referendum beneficeranno del traino dei ballottaggi: io non ritirero' le schede dei referendum, votero' solo per il ballottaggio: ogni passo verso il maggioritario puro riduce la rappresentativita' del nostro sistema politico, come molti hanno scoperto in colpevole ritardo.
Preghiamo per i nostri fratelli colpiti dal terremoto, e contribuiamo in tutti i modi che potremo allo sforzo per alleviare le loro sofferenze. Il mistero delle nostra fragilita' di fronte a forze immensamente piu' grandi di noi dovrebbe spingerci a cercare l'abbraccio di chi ha creato noi, i terremoti, e tutto l'universo, eppure il rifiuto della semplice verita' che non ci siamo fatti da noi, e neanche facciamo il nostro destino, e' tanto profondo che anche la tragedia di queste ore riesce solo a spingere a meschine recriminazioni su misure non prese e allarmi non dati.
Badate bene, non predico certo il fatalismo: dobbiamo fare tutto il possibile per migliorare le condizioni di vita e la sicurezza, ma alla fine dei conti non riusciamo a sfuggire alla semplice verita' che non siamo onnipotenti, e la posizione piu' razionale e' accettarlo e di conseguenza chiedere di riuscire a vedere il pino che il nostro creatore ha voluto per noi. Oggi chi aveva il compito di soccorrere le vittime del terremoto, per lavoro o volontariamente, si e' mosso subito, e sta lavorando bene: eppure i soliti stanno cercando tutti gli appigli per denigrare. Dico allora che:
allo stato attuale della scienza i terremoti NON sono prevedibili; gli esperimenti di Giampaolo Giuliani basati sulla misurazione del radon liberato dal terreno sono, per quel che ne so, interessanti, ma non hanno ancora una base dati sufficiente a estrapolarne leggi scientificamente provate. Lui stesso in momenti diversi ha espresso diverse certezze, almeno stando alle interviste trasmesse dalla TV. E pensate cosa vorrebbe dire lanciare l'allarme: fra due giorni (e il preavviso del “metodo Giuliani” e' molto piu' breve) ci sara' un terremoto a Milano: come pensate si potrebbero gestire due o tre milioni di persone che tutte insieme fanno provviste e benzina e lasciano la citta'? Di fronte a una catastrofe certa si potrebbe tentare di organizzare una cosa simile, ma senza certezza chi rischierebbe?
Un altro intelligentone ha lamentato che gli edifici non fossero tutti antisismici: ma costui ha mai fatto un giro nelle nostre citta'? Sa che non si puo' accomodare una ringhiera senza mille permessi, e un conto in banca molto ricco? La sistemazione antisismica deve diventare la priorita' delle poltiiche urbanistiche? Allora fuori i soldi per privati e enti pubblici, e rivediamo le norme che tutelano rigidamente i centri storici.
E, per favore, basta con le scene di commozione, un po' di fantasia; aspetto con ansia che un poveretto che ha perso la famiglia e ogni cosa nel crollo della propria casa faccia ingoiare il microfono al giornalista che gli chiede come si sente: sarebbe finalmente un atto di vera informazione.
Non mi illudo, lo sciacallaggio continuera', sia quello dei giornalisti a caccia di commozione a poco prezzo, che quello di cacciatori di indignazione a prezzo ancora minore, lasciando nell'ombra chi lavora. Tanto per fare un esempio, dall'ANSA:
Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite, infine, può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell'Abruzzo, in via Celestino V: il Banco Alimentare, mediante la sua rete di enti e associazioni convenzionati nell'Aquilano, ha già iniziato ad inviare i prodotti nelle zone colpite dal terremoto.
Qui i riferimenti del Banco
Associazione Banco Alimentare Abruzzo – Onlus
Via Celestino V 4 - 65129 Pescara (PE) Tel. 085-43.13.975
Contrariamente a quanto si dice, i cattolici dove serve ci sono:
La lettera che il papa ha inviato ai vescovi del mondo e' veramente impressionante; un po' perche' e' di per se' clamoroso che il Papa senta il bisogno di richiamare i suoi confratelli nell'episcopato all'atteggiamento giusto da tenere verso la vita della Chiesa, e molto per il tono accorato e preoccupato del testo.
Qualche osservazione:
Non mi pare contino molto le questioni di metodo, cioe' se alcune informazioni potevano essere raccolte piu' tempestivamente, a me sembra che la preoccupazione del Papa vada al cuore del problema: per molti cattolici la missione della Chiesa non e' il primo criterio nel giudicare la realta'. Infatti cosa dice il Papa? Ripete piu' volte che la Chiesa esiste per portare Dio agli uomini “Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento“ “Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall'orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l'umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più”. Allora la Chiesa deve cercare innanzi tutto l'unita' dei credenti, perche' “La loro discordia, infatti, la loro contrapposizione interna mette in dubbio la credibilità del loro parlare di Dio”. Allora, si chiede il Papa, “era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che "ha qualche cosa contro di te" (cfr. Matteo 5, 23s) e cercare la riconciliazione?” “In questo caso” vuol dire nel rapporto con la comunita' lefebvriana.
Fino qui tutto abbastanza normale, il richiamo alla misericordia e all'unita' e' consueto nella Chiesa. Ora pero' arriva il colpo duro, “A volte si ha l'impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo, almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo.” con la successiva citazione di San Paolo:”Che la libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!" Diciamolo, ha fotografato la realta': il mondo pacifista e buonista di oggi ammette veramente dei gruppi sui quali si puo' picchiare impunemente, anzi, che bisogna picchiare, se no non si e' corretti; uno di questi bersagli ammessi e' proprio la Chiesa, come l'esperienza quotidiana dimostra. Che poi anche all'interno della Chiesa ci siano parti picchiabili e' a dir poco triste, anche se indiscutibile, ed e' motivo per intensificare le preghiere perche' la Madre di tutti noi apra i cuori dei suoi figli all'incontro con Cristo presente.
Ma sul caso si sono buttati anche i dispensatori di buoni consigli al Papa, tutti convinti di essere piu' bravi di quel caro vecchietto, tanto buono, ma fuori dal mondo. Il rimprovero piu' comune e' che il Papa, e la Chiesa tutta, non sanno stare al passo con i tempi, non riescono a capire cosa vuole la gente: due osservazioni: non gli e' mai venuto il dubbio che la Chiesa e il Papa sappiano benissimo qual e' il passo dei tempi, e non gli interessi seguirlo? E, seconda osservazione, sono proprio sicuri che la cosiddetta opinione pubblica non sia orientata da qualcuno che ha scopi precisi, proprio opposti a quelli della Chiesa? Io sono convinto che la Chiesa, che esiste da molto piu' tempo di qualsiasi istituzione conosciuta, sappia benissimo cosa e' il mondo e a cosa mirano le tendenze sociali, solo che ha degli scopi non necessariamente compatibili con esse: vedi sopra cosa scrive il Papa: se i geni che credono di indirizzare i pensieri e le azioni degli altri non capiranno questa elementare verita' non riusciranno mai a capire come e perche' la Chiesa agisce.