Il vizio di sbattere il mostro in prima pagina e' costante nei nostri mezzi di cosiddetta informazione. In questo giorni, oltre, come sempre, a vari sacerdoti, tocca a Rossi e Capirossi, accusati di non pagare le tasse. Le accuse sono certamente fondate, ma poi la questione si ridurra' a una gara di furbizia fra gli avvocati degli accusati e quelli del fisco, perche' in realta' Rossi e Capirossi, o meglio i loro consulenti, hanno sfruttato norme di legge per pagare di meno, come farebbe chiunque avendone l'occasione. L'aspetto piu' inquietante della vicenda e' comunque la tendenza a colpire con cattiveria chi e' gia' in difficolta' per altri motivi: fateci caso, i guai di Rossi e Capirossi sono cominciati quando i due hanno smesso di vincere, prima nessuno si permetteva di aprire bocca. Inquietante, e indicativo della tempra degli operatori dell'informazione.