Oggi il Foglio ha pubblicato una lettera interessante:
Al direttore - Non mi stupisce che il Foglio continui a pensare che la chiesa e la Cei siano la stessa cosa. A Bose abbiamo discusso molto del rapporto tra magistero della chiesa e responsabilità dei laici, convinti che la laicità è il cuore della differenza cristiana e che vada affermata e praticata come un bene per la chiesa e la politica. A maggior ragione, non sarebbe serio immaginare di dar vita ad una nuova corrente cattolica nel futuro Partito democratico. Non l’ho mai fatto nel passato e non intendo farlo adesso, quando il rischio del collateralismo è quello di accettare la riduzione della fede a religione civile. Al contrario, nel seminario di Bose ci siamo detti che il nostro compito non è quello di una difesa identitaria di valori non negoziabili, bensì quello di mescolarci con i compagni di viaggio di una sinistra che ha più che mai bisogno di laicità. Laicità per superare il dogmatismo laicista, che facilmente scambia l’indifferenza etica e culturale come tolleranza, e affermare nella tensione continua tra profezia e mondo a cui costringe la radicalità del messaggio evangelico, la condivisione di un cammino, mite e paziente, di ricerca della verità sull’uomo che nessuno possiede ma che solo nell’incontro e nell’apertura con gli altri possiamo provare a capire. Rosy Bindi ministro della Famiglia
La lettera secondo me e' interessante per vari motivi:
mostra chiaramente il ruolo di Bose, o meglio di Enzo Bianchi, priore della comunita', appunto, di Bose, personaggio molto presente nei mezzi di comunicazione grazie anche alle sue posizioni molto aperte, moderne, adulte, insomma.
ribadisce che i cattolici adulti non ascolteranno le preoccupazioni della Chiesa (avete notato che Rosy scrive “chiesa”?) riguardo alle posizioni prese dal governo in varie materie.
Ma e' soprattutto preoccupante l'ultima frase: nessuno possiede la verita'? La troviamo solo nell'incontro? E chi ha detto “IO sono la via, la verita' e la vita” diceva tanto per dire?
Penso che i cattolici adulti siano spaventati anche da un editoriale di ieri di Avvenire, molto critico verso la candidatura Veltroni, o meglio, preoccupato perche' il ruolo di garante della presenza cattolica e' affidato a Franceschini, firmatario del manifesto dei 60 parlamentari della Margherita che contestavano la Nota pastorale dei Vescovi sulla presenza politica dei cattolici pubblicata nel marzo scorso. Penso che si sentano franare il terreno sotto i piedi, poiche' se gli viene meno l'elettorato parrocchiale devono andare a mendicare qualche posto dai DS.
Credo sia anche interessante una citazione dalla lettera periodica della Comunita' di Bose, riportata nel blog di Sandro Magister, che pure attacca la posizione tenuta ultimamente dalla Chiesa italiana in materia di presenza pubblica dei cattolici. Cito:
“Quante durezze in nome di ‘valori non negoziabili’ che fanno trasparire nello stesso linguaggio usato un approccio ‘mercantile’ ai fondamenti etici del bene comune!”.