Anche quest'anno la commemorazione della strage del 2 agosto 1980 a Bologna e' stata occasione per rivelare chi veramente oggi in Italia e' settario e violento. Non ha alcun senso rivendicare la necessita' della memoria e sfruttare i momenti istituzionali per dare sfogo ai propri odi di classe. Del resto comincia e farsi pubblicamente strada la vera immagine di Bologna, un laboratorio della violenza dove tutti sono contro tutti, specialmente la sinistra, ma il centrodestra non sta meglio, anche se non e' cosi' violento. Mi colpisce perche' ho amato Bologna, la citta' dove ho studiato e ho vissuto i primi anni di rapporto con mia moglie. Questa e' la fine che fa il fiore all'occhiello della sinistra, Cooplandia, la terra dove l'ente pubblico pensa a tutto dalla nascita alla tomba. Teniamo presente che la ricostruzione della vicenda in base alla quale sono stati condannati i presunti colpevoli, Mambro e Fioravanti, e' certamente errata, e che i responsabili sono da ricercare non nei neofascisti nostrani ma negli ambienti del terrorismo internazionale, probabilmente palestinese. Meditiamo...
Nel (quasi) totale silenzio dei mezzi della cosiddetta informazione un altra vicenda mette in discussione il mito del buon governo comunista: la gestione dell'aeroporto di Bologna e' sotto inchiesta, come vedete dalla notizia Adnkronos del 20 marzo:
La maxi inchiesta sugli appalti dei servizi di terra all'aeroporto Marconi vede al momento 26 indagati per vari reati tra cui corruzione, associazione per delinquere, truffa ai danni dei lavoratori, frode in pubbliche forniture, omissione nei versamenti contributivi e assistenziali, appropriazione indebita della parte spettante ai lavoratori, omissioni nella predisposizione di misure di sicurezza per i lavoratori. ADNkronos, 20 marzo
l'appalto per i servizi di terra era stato assegnato, nei modi sotto inchiesta, a una ditta facente capo a un ex pentito di mafia, poi arrestato prima che espatriasse, e a cui sono stati sequestrati beni per milioni di euro.
Noto solo che la societa' che gestisce l'aeroporto e' formalmente privata, ma i soci sono in maggioranza enti pubblici, quindi i dirigenti sono nominati, di fatto, politicamente. Se una simile inchiesta riguardasse una amministrazione di centrodestra si scatenerebbe il solito concerto dei buoni di professione, in questo caso, invece, silenzio. Noto poi che pochi mesi fa la regione aveva cercato di assorbire in un'unica societa' anche gli aeroporti della Romagna: non c'e' riuscita per l'opposizione dei dirigenti locali, ma che si sentisse gia' puzzo di bruciato?
Negli ultimi giorni sono stati resi noti due importanti documenti vaticani: il motu proprio papale sulla liturgia e la precisazione della Congregazione per la dottrina della fede su alcuni punti. Il primo documento e' stato considerato dai mezzi d'informazione come la liberalizzazione della celebrazione della Messa in latino: in effetti allenta di molto i vincoli alla celebrazione della Messa secondo il rito del 1962, ma secondo me c'e' molto di piu'. La decisione del Papa e' fondata su due ragioni “pesanti”: non esistono fratture nella storia della Chiesa, tali da togliere validita' a quello che “c'era prima”, e questo vale anche per la liturgia. Non c'e' quindi alcun motivo per rifiutare il rito pre 1970, e per considerarne l'uso un'offesa al Concilio. Credo che, implicitamente, il Papa intenda anche mettere al loro posto gli autonominatisi guardiani del Concilio, molto pubblicati sulla stampa e pochissimo seguiti dai fedeli, sempre pronti a etichettare come retrogrado chi non si adegua al loro credo.
Ugualmente importante e' il documento della Congregazione per la dottrina della fede, che ribadisce il concetto che nella storia della Chiesa non ci sono fratture, ma poi esprime un concetto a prima vista semplice e ovvio, per noi cattolici: la Chiesa di Cristo e' solo quella cattolica: per quanto riguarda altre confessioni cristiane, alcune meritano di essere definite “chiese”, perche' hanno sacramenti validi, e sono quelle che godono di una successione apostolica valida, altre hanno volutamente rotto la successione apostolica, e quindi non possono essere piu' considerate “chiese”. Per essere chiari, al primo gruppo appartengono le chiese che noi chiamiamo ortodosse, i cui vescovi sono stati ordinati nel rispetto della successione apostolica, al secondo gruppo i cosiddetti protestanti, che si sono volutamente tolti dalla tradizione della Chiesa.
Ma c'e' un terzo documento interessante, di cui si e' parlato poco: ho scoperto che la famigerata scuola di Bologna, il cui iniziatore, Giuseppe Alberigo, e' morto da poco, ma che continua nel tristemente noto Alberto Melloni, ha pubblicato un aggiornamento del suo famoso Conciliorum Oecumenicorum Decreta, modificandone il titolo in Conciliorum Oecumenicorum Generaliumque Decreta: cioe', da Decreti dei Concili Ecumenici a Decreti dei Concili Ecumenici e Generali. E allora? Allora il trucco e' nel negare il titolo di Concili Ecumenici, quindi riguardanti tutta la Chiesa, o meglio tutta la Cristianita' (vedi sopra) agli ultimi concili (fra gli altri), quello di Trento e i due Vaticani: questo significa negare che la Chiesa di Cristo trova la sua piena identita' solo nella Chiesa cattolica e affermare il relativismo della fede. Basta citare, da un articolo di Giuseppe Ruggieri su Repubblica dell'8 giugno:”...lo storico e il teologo prendono atto della differente qualita' dei concilii in base al consenso che essi suscitano”: come?! L'importanza di un Concilio dipende dal consenso? Ma quella strana entita' che viene continuamente invocata, lo Spirito Santo, non c'entra proprio? Se certe cose le dice Cacciari capisco, ma che le scrivano in importanti opere studiosi definiti autorevoli per i cattolici, mi lascia veramente senza parole. Occhio che questi non sono solo i cocchi della stampa, sono anche “autorevoli” in certi giri, a cui il Papa ha rivolto spesso negli ultimi tempi la sia amorevole attenzione. Stiamo quindi attenti, teniamoci attaccati ai veri maestri, riconosciuti dall'unica Chiesa.
Una notizia che i giornali non daranno, tranne Avvenire: a Bologna giovedi' un corteo di omosessuali maschi e femmine, organizzato nell'ambito della giornata contro l'omofobia, si e' diretto alla cattedrale di S.Pietro in via Indipendenza, dove e' presente l'icona della Madonna di S.Luca, e ha gridato insulti e slogan blasfemi, ostacolando l'accesso dei fedeli. L'arcivescovo di Bologna ha protestato con forza contro l'offesa alla citta', a cui hanno partecipato anche due deputati e politici locali, ma di questa violenza verso i fedeli bolognesi avete trovato traccia nei mezzi di cosiddetta informazione?
Per la versione omosessuale dell'evento vedi
http://www.gaynews.it/view.php?ID=73878
dove sono anche i nomi dei politici partecipanti.