Lo scandalo Marrazzo e' la notizia del giorno, almeno finche' non sara' sostituita dalle primarie del PD. Non sono notizie particolarmente significative, in realta', ma e' il livello della disinformazione che ci circonda.
Il presidente del Lazio ha fatto certamente una magra figura: era partito deciso: non e' vero niente, la verita' verra' a galla, non esiste un filmato che mi ritrae con transessuali e cocaina. E infatti, la verita' e' venuta a galla, il filmato esiste, e Marrazzo ha dovuto ammettere: e' stata una debolezza privata.
Bene, secondo il mio modesto parere un amministratore non va giudicato per la sua vita privata, ma per la sua azione negli organi di cui e' responsabile; saranno poi gli elettori a decidere se si fidano di un frequentatore di transessuali e consumatore di cocaina.
Inoltre, almeno noi cristiani, stiamo lontani dal moralismo, ricordiamo che ognuno di noi ha dentro tanta miseria, per cui seguiamo il comandamento “non giudicate e non sarete giudicati”.
Comunque, va anche notato che la cosiddetta innata superiorita' morale dei laicisti di ogni tendenza si manifesta sempre piu' per quello che in realta' e', una balla cosmica; a destra come a sinistra c'e' del marcio e c'e' del buono, nessuno puo' dare lezioni di buon comportamento.
Ma c'e' un altro aspetto degno di nota: Berlusconi aveva avvisato Marrazzo che circolava un film scottante su di lui, sottolineando che non si sentiva di farlo pubblicare dai suoi giornali, avendo sentito sulla pelle cosa vuol dire il linciaggio mediatico moralistico-politico. Due osservazioni: allora e' vero che B. ha i “suoi” giornali, che pubblicano quello che vuole.
E poi, evidentemente, B. ritiene ammissibile sparare sugli amici, o per lo meno sui neutrali amichevoli, come Boffo, ma si trattiene dall'attaccare i nemici. Strano, a meno che le vere amicizie siano a un livello al di la' della visione di noi poveri mortali.
Pochi giorni fa Sandro Magister ha pubblicato un interessante articolo sul caso Boffo-Feltri, nato dalla pubblicazione sul Giornale di un articolo firmato Diana Alfieri, che difende duramente l'attacco feltrino a Dino Boffo. Niente da stupirsi, un giornalista difende la linea del proprio direttore. Tutto chiaro? No, Diana Alfieri e' un noto pseudonimo di Giovanni Maria Vian, direttore dell'Osservatore Romano, segnalatosi per aver in sostanza approvato gli attacchi a Boffo, e d'altra parte aver tenuto una linea molto defilata sui temi della difesa della vita. L'Osservatore Romano e' da sempre noto per essere espressione della Segreteria di Stato, e Vian ha, assicura lui, la piena fiducia del cardinal Bertone, attuale segretario di stato. Diventa difficile smentire chi ha dall'inizio letto la squallida vicenda del massacro del direttore di Avvenire come una resa dei conti intraecclesiale, per allontanare dai posti che contano gli “uomini di Ruini”. E' molto triste che nella Chiesa la passione per il potere arrivi a certi livelli, e si spiegano molti richiami che il Papa ha fatto nelle ultime settimane. E' anche molto preoccupante la possibilita' che Avvenire assuma sui temi non negoziabili una posizione sfumata e sostanzialmente non impegnata simile a quella dell'Osservatore Romano, il che potrebbe benissimo sucedere se V ian, o la sua fazione, riuscissero a far nominare un loro uomo.
Questo e' il link all'articolo di Magister:
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/19/ultime-sul-caso-boffo-e-il-giornale-un-retroscena/
Cari amici, non e' facile scrivere del vergognoso attacco di Feltri, o meglio della stampa berlusconiana, a Dino Boffo. Non perche' non sia chiaro cosa c'e' da dire, ma perche' e' una vicenda talmente assurda che ripugna parlarne. Riassumo: Feltri ha inaugurato la sua direzione dell'organo della famiglia Berlusconi lanciando la notizia della condanna del direttore di Avvenire per molestie telefoniche a una signora di Terni, moglie dell'uomo a cui Boffo era sentimentalmente legato; il tutto nel 2001 (se non sbaglio); notate che il vero contenuto del messaggio e':”Boffo e' omosessuale!”.
Il motivo dell'attacco feltresco era che chi ha gravi colpe personali non deve criticare la condotta di altri, cioe', in termini piu' semplici, non deve criticare Berlusconi. Che l'iniziativa non sia stata del solo Feltri e' dimostrato dall'accodarsi di Panorama e Il Tempo.
A parte la motivazione grettamente moralistica, su cui se mai discuteremo dopo, l'indecenza della faccenda e' nella totale falsita' delle accuse, che anche Feltri e' stato costretto a ammettere implicitamente, cambiando giorno dopo giorno il contenuto dei suoi articoli:
Andiamo in ordine: l'omosessualita', contenuto principale delle prime accuse, e' totalmente assente dai documenti giudiziari, ed e' contenuta solo in una informativa di polizia talmente evidentemente falsa da far ritenere che Feltri l'abbia pubblicata anche se sapeva benissimo che e' una bufala.
Non c'e' stata nessuna condanna di Boffo perche' non c'e' stato nessun processo: c'e' stata una multa decisa da un gip (Giudice per le indagini preliminari) che ha proceduto d'ufficio, multa non contestata da Boffo proprio perche' convinto dell'inconsistenza della vicenda. Non c'e' stato processo perche' in primo luogo non c'e' stata querela, per i motivi che scrivo subito.
Le chiamate, che ci sono state, erano state fatte da un cellulare aziendale, assegnato al direttore, ma disponibile anche a altri, da qualcuno che la destinataria non ha riconosciuto, pur conoscendo molto bene Boffo; la spiegazione che viene data, che Boffo non conferma per discrezione, e' che fossero opera di un collaboratore con gravi problemi di droga, morto poco dopo; uso un'espressione dubitativa non perche' pensi che non sia vero, ma perche', come ho detto, l'interessato non conferma per discrezione.
Questo e' quanto e' successo: anche Feltri si e' reso conto della clamorosa bufala, perche' la campagna mediatica si e' spostata progressivamente dall'omosessualita' alla necessita' della totale verginita' dei personaggi pubblici, argomento pericoloso, perche' chi e' senza peccato scagli la prima pietra, come ha detto un tale qualche anno fa.
Ma l'aspetto che mi fa veramente imbestialire, e che mi fa dubitare della lucidita' mentale di Berlusconi e soci, e' che Boffo stava guidando Avvenire in una linea di sostanziale appoggio al governo, resistendo alle richieste di molti cattolici di tenere un atteggiamento piu' duro in materia di morale personale del premier e di accoglienza all'immigrazione. Allora perche' distruggere un punto importante di collegamento fra centrodestra e Chiesa? A quel che leggo non sono il solo a chiedermelo allibito, ma non ho trovato risposte convincenti. Un suggerimento l'ho trovato non ricordo dove: la scomparsa di Baget Bozzo ha lasciato Berlusconi senza un consigliere valido per i rapporti con la Chiesa. Certamente l conseguenze, negative, sui rapporti fra centrodestra e Chiesa le vedremo in futuro, forse gia' in occasione delle prossime elezioni.
Tre punti per finire: la calunnia sull'omosessualita' di Boffo, scrivono fonti sicure, girava gia' in ambito cattolico da alcuni anni. Evidentemente la posizione del direttore di Avvenire ha suscitato molte invidie, e peccati peggiori di quello attribuito all'incolpevole Boffo.
Molti, troppi, preferiscono credere alle storie infondate di Feltri, e cosi' dare lezioni di comportamento all'autorita' della Chiesa. Sottolineo che la ricostruzione che ho scritto sopra e', allo stato attuale delle mie conoscenze, la piu' plausibile. Perche' si deve credere a un moralista a comando piuttosto che a un bravo giornalista, spesosi al servizio della Chiesa?
Nel chiedersi il perche' di questa squallida vicenda non si deve dimenticare che l'Avvenire di Dino Boffo e' stato in prima linea nella difesa della vita, ai tempi del referendum sulla legge 40, poi, anche di piu', in difesa della vita di Eluana Englaro. Non cosi' decisi sono stati Feltri e Berlusconi, il quale proprio in questi ultimi giorni ha dichiarato che lascera' liberta' di voto (certo, decide lui) nella discussione sullalegge sul fine vita. Che allora si sia voluto togliere di mezzo un deciso difensore della vita?
Difendiamo la verita', e' un valore laico che solo i cattolici, e non tutti, difendono.