Una puntata veloce su Prodi, o meglio ancora sul suo catastrofico governo: una delle perle meno citate della collana di disgrazie che i due anni scorsi ci hanno portato, e' la nomina di Fassino a inviato dell'Unione Europea per il Myanmar, cioe' la Birmania. Leggete cosa riferisce Asia News:
La “diplomazia del megafono” portata avanti dall’inviato Ue per il Myanmar, Piero Fassino, nasconde solo la “necessità di crearsi un’immagine di reale impegno” volta a “giustificare il suo ruolo come rappresentante dell’Unione”. È la dura critica contenuta nel lungo editoriale pubblicato ieri da Mizzima News, agenzia vicina all’opposizione birmana; l’articolo rivela la frustrazione della popolazione e degli esperti locali, stanchi di sentire solo proclami e vedere solo conferenze stampa di intenti al termine delle varie missioni di Onu e Ue nell’area.
Quanto poco interessi la crisi birmana ai governi europeo e italiano e' chiaramente indicato dalla designazione di Piero Fassino a inviato dell'Unione Europea in Birmania. In questo modo quello che dovrebbe essere l'impegno diplomatico in un settore delicatissimo e' ridotto a sinecura per pensionati. In effetti il problema c'e': il povero Fassino non lo vuole proprio nessuno: ha ceduto il partito, al governo non lo vogliono, cosa gli facciamo fare? Mandiamolo in un posto tranquillo, dove non fara' danni, la Birmania; come, la' c'e' una dittatura postcomunista ferocissima? Be', pazienza, problemi loro, a Piero non daranno fastidio. C'e' un vantaggio, essendo inviato dall'Unione Europea, la trasferta gliela paga la Commissione Europea.