Come prevedibile, il dibattito sulla sicurezza delle nostre citta' si e' rapidamente trasformato in un esercizio di commenti banali e posizioni politiche preconfezionate. Eppure non mi sembra che la soluzione sia al di la' delle possibilita' umane: basterebbe che a un reato accertato corrispondesse una pena certa e erogata in tempi ragionevoli; certo, questo richiederebbe leggi chiare, procedure semplici e magistrati seri nel loro lavoro. Per arrivare a tanto bisognerebbe essere seri anche nel governare, e qui mi fermo. Comunque le espulsioni non risolvono nulla, tanto meno la criminalizzazione di un popolo: un paio di anni fa gli arcicriminali erano gli albanesi, prima i siciliani, prima ancora i sardi: c'e' sempre un bersaglio, una generalizzazione che mette al riparo dalla necessita' di essere seri. Un particolare interessante: quando si e' cominciato a parlare del delitto di Roma l'autore era definito “romeno” mentre la donna che aveva chiamato aiuto per la vittima era chiamata “rom”: ora, il colpevole e' anche lui rom, cioe' zingaro, anche se a chiamarlo cosi' si corre il rischio di una denuncia, ma non si poteva dire, a rischio di passare per politicamente scorretti. Mi sembra comunque importante notare che etichettare una persona e' pericoloso, anzi, e' sbagliato, il male non ha limiti di etnia, ci sono malvagi fra gli italiani come fra qualunque altro gruppo sociale. Insomma, se si vuole veramente riportare le nostre citta' a una condizione di vivibilità' bisogna essere coraggiosi, operare scelte decise in campi delicati. Tutto questo e' al di la' delle capacita' dei nostri politici? E allora, se e' vero che non ci meritiamo una classe politica cosi' squallida, cominciamo noi a operare il bene. Non e' facile, ma possiamo farcela.
Proprio mentre scrivevo queste note, i telegiornali comunicano che uno studente finlandese ha ucciso otto persone e si e' sparato: come negli USA, quindi sottolineo: il male non ha limiti geografici e sociali, in particolare diffidiamo dai moralisti in stile Michael Moore (ricordate Bowling in Columbine?) o Beppe Grillo.