Il governo Prodi non smette di fare danni; dopo la tassa sugli assegni, una mossa segnalata da Avvenire del 29 marzo: la cattolica adulta Rosy Bindi, prima di dover abbandonare il posto di comando tragicamente affidatole da Prodi, ha voluto lasciare il suo squallido segno: ha rinnovato l'Osservatorio nazionale sulla famiglia, organo presieduto dal Ministro della Famiglia (ma se nel prossimo governo ci saranno meno ministri, e quindi non credo ci sara' quello per la famiglia, chi lo presiedera'? Penso il vice presidente...); il vicepresidente e' uno degli autori del progetto di legge sui Dico, membri di diritto sono il presidente della Puglia (Vendola, omosessuale) e il sindaco di Bologna (Cofferati, sindacalista comunista), e seguono vari membri, fra i quali osservatori non cattolici giudicano che “la componente cattolica e' piuttosto limitata”. Non c'e' bisogno di commenti.
Velocemente, notiamo che continua l'attenzione alla proposta di moratoria sull'aborto. Sono emerse anche le posizioni di alcuni laici che non condividono la proposta ma che sono disponibili a discuterne. Resta invece coerentemente fedele ai suoi principi Rosy Bindi, che afferma che il Paese non e' pronto per modifiche alla legge 194, e che in fondo la colpa per la mancata piena attuazione delle norme in essa previste e' dei cattolici, che non hanno accettato la logica dell'aborto. Quello che risulta difficile da capire e' la logica della Bindi, che per altro ha trovato un alleato un Casini, Pierferdinando, ovviamente: ah, cosa si fa' per distinguersi da Berlusconi!
Anche questa e' troppo bella per perderla: Rosy Bindi
ha scritto sulla Stampa: dovremo vigilare (sul voto delle primarie
dell'Unione), perche' il peccato originale esiste. Cioe', dice:”I miei
“amici” hanno il vizio di fregare, quindi occhio..”.Se lo dice lei...
La stessa consapevolezza e' espressa dai comunisti duri e puri, che
sostengono che il referendum sulla riforma del welfare e' truccato:
anche in questo caso viene alla luce un “peccato originale”: d'altra
parte e' evidente che per la sinistra la democrazia vale solo quando va
come vogliono loro.
Ricordiamo che un altro attacco alla famiglia arriva con la ridicola legge sui cognomi, voluta a tutti i costi dalla Bindi, nella quale spariscono i concetti di padre e madre, nella direzione del genitore A e genitore B di zapateriana derivazione.
Oggi il Foglio ha pubblicato una lettera interessante:
Al direttore - Non mi stupisce che il Foglio continui a pensare che la chiesa e la Cei siano la stessa cosa. A Bose abbiamo discusso molto del rapporto tra magistero della chiesa e responsabilità dei laici, convinti che la laicità è il cuore della differenza cristiana e che vada affermata e praticata come un bene per la chiesa e la politica. A maggior ragione, non sarebbe serio immaginare di dar vita ad una nuova corrente cattolica nel futuro Partito democratico. Non l’ho mai fatto nel passato e non intendo farlo adesso, quando il rischio del collateralismo è quello di accettare la riduzione della fede a religione civile. Al contrario, nel seminario di Bose ci siamo detti che il nostro compito non è quello di una difesa identitaria di valori non negoziabili, bensì quello di mescolarci con i compagni di viaggio di una sinistra che ha più che mai bisogno di laicità. Laicità per superare il dogmatismo laicista, che facilmente scambia l’indifferenza etica e culturale come tolleranza, e affermare nella tensione continua tra profezia e mondo a cui costringe la radicalità del messaggio evangelico, la condivisione di un cammino, mite e paziente, di ricerca della verità sull’uomo che nessuno possiede ma che solo nell’incontro e nell’apertura con gli altri possiamo provare a capire. Rosy Bindi ministro della Famiglia
La lettera secondo me e' interessante per vari motivi:
mostra chiaramente il ruolo di Bose, o meglio di Enzo Bianchi, priore della comunita', appunto, di Bose, personaggio molto presente nei mezzi di comunicazione grazie anche alle sue posizioni molto aperte, moderne, adulte, insomma.
ribadisce che i cattolici adulti non ascolteranno le preoccupazioni della Chiesa (avete notato che Rosy scrive “chiesa”?) riguardo alle posizioni prese dal governo in varie materie.
Ma e' soprattutto preoccupante l'ultima frase: nessuno possiede la verita'? La troviamo solo nell'incontro? E chi ha detto “IO sono la via, la verita' e la vita” diceva tanto per dire?
Penso che i cattolici adulti siano spaventati anche da un editoriale di ieri di Avvenire, molto critico verso la candidatura Veltroni, o meglio, preoccupato perche' il ruolo di garante della presenza cattolica e' affidato a Franceschini, firmatario del manifesto dei 60 parlamentari della Margherita che contestavano la Nota pastorale dei Vescovi sulla presenza politica dei cattolici pubblicata nel marzo scorso. Penso che si sentano franare il terreno sotto i piedi, poiche' se gli viene meno l'elettorato parrocchiale devono andare a mendicare qualche posto dai DS.
Credo sia anche interessante una citazione dalla lettera periodica della Comunita' di Bose, riportata nel blog di Sandro Magister, che pure attacca la posizione tenuta ultimamente dalla Chiesa italiana in materia di presenza pubblica dei cattolici. Cito:
“Quante durezze in nome di ‘valori non negoziabili’ che fanno trasparire nello stesso linguaggio usato un approccio ‘mercantile’ ai fondamenti etici del bene comune!”.
Grazie al blog I segni dei tempi ho scoperto un incredibile articolo di Europa, il giornale, pagato dai contribuenti, dei cattolici adulti, cioe' di quelli eletti rastrellando i voti del cosiddetto mondo cattolico in nome della solidarieta' e del pacifismo, e anche con mezzi meno nobili, in parolw povere, della Margherita. L'articolo riguarda la festa di piazza S.Giovanni, e ne parla con un tale livello di incomprensione e falsificazione da non essere scusabile neanche in un giornale politico, che pure un po' di faziosita' deve mostrare. L'articolo e' disponibile sul sito del quotidiano all'indirizzo
http://www.europaquotidiano.it/site/engine.asp
o anche nel blog di cui dicevo all'indirizzo
http://www.segnideitempi.net/2006/modules.php?name=News&file=article&sid=4582
comunque i punti secondo me piu' vergognosi sono:
L'autrice, Elisabetta Ambrosi, cerca di identificare la manifestazione del 12 maggio come un evento neocatecumenale, il cui punto centrale e' stato l'intervento di Kiko Arguello. L'affermazione e' evidentemente una voluta falsita', come testimoniato dalle immagini di tutte le provenienze che mostrano striscioni e cartelli di molti movimenti cattolici, di parrocchie, di fedeli “indipendenti”, ma serve a limitare la portata dell'evento. Ma proseguendo viene il peggio: la partecipazione del Cammino Neocatecumenale e' descritta come una forzatura imposta dalla necessita' di ottenere l'approvazione dello statuto del movimento. L'articolista prosegue con frasi non particolarmente coerenti logicamente ma destinate a dipingere una Chiesa in difficolta'; cito: “[una Chiesa] che ha deciso di puntare su un'offensiva politico-mediatica per cercare disperatamente di salvarsi dall'inevitabile declino (estinzione?)”, “Anche il Family day, dunque, è stata una denuncia implicita della frattura, sempre più aspra e carica di conseguenze, tra fedeli e chiesa gerarchica e tra cittadini e politica, e dell'incapacità di quest'ultima di rappresentare la società, a causa della vittoria delle «minoranze dominanti», di cui parla Ilvo Diamanti, che impediscono che si faccia prevalere il bene comune”. Nel messaggio di ieri accennavo anch'io a un distacco fra il popolo del 12 maggio e parti dell'istituzione Chiesa, ma quello che e' certo e' che questo popolo e' attaccattissimo al Papae ai pastori fermi nella testimoninza della tradizionale fede cattolica. E' molto diverso da quanto dice il giornale dei cattolici adulti.
Per quanto riguarda il concetto di bene comune ripeto quanto ha detto il Papa nel discorso rivolto in marzo alla Commissione degli Episcopati della Comunita' Europea “...[si diffonde la convinzione che] il bene comune sia sinonimo di compromesso. In realtà, se il compromesso può costituire un legittimo bilanciamento di interessi particolari diversi, si trasforma in male comune ogniqualvolta comporti accordi lesivi della natura dell’uomo” .
Comunque l'articolo si conclude con un'affermazione di abbagliante idiozia:
“Ecco perché paradossalmente chi rappresentava meglio quella piazza era proprio colei che dalla piazza è stata più contestata, la ministra della famiglia. E certo il fatto che le persone non l'abbiano capito la dice lunga su quanto Chiesa, politica e media abbiano saputo confondere le acque.” E' talmente clamorosa che la ripeto: la rappresentante piu' autentica delle richieste del popolo del Family Day e' Rosy Bindi !!! Confessate, non l'avevate capito.
L'ultima di Rosy Bindi, da Dagospia: “Considero la 'Nota del Consiglio Episcopale Permanente a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto', espressione coerente della 'sollecitudine pastorale' che tutta la comunità cristiana si sente impegnata a dimostrare verso le persone e le famiglie, sollecitudine che gli stessi Vescovi pongono in cima alle loro attenzioni e preoccupazioni, offrendo in tal modo il loro apporto alla costruzione di un clima di dialogo, di confronto e di onesta ricerca del bene comune nel nostro Paese". C'e' o ci fa, secondo voi?
Una notizia pochissimo notata e' il riconoscimento della famiglia a tre avvenuto a Padova: nella citta' del Santo e' stato aperto il registro delle famiglie anagrafiche, e qualche giorno fa tre ragazze, due africane e una brasiliana, hanno ottenuto la certificazione di costituire una “famiglia anagrafica per vincoli affettivi”. L'amministrazione comunale si affanna a dichiarare che cio' non concede diritti, pero' intanto il certificato c'e', e sui diritti si potra' discutere. E' chiaro che come minimo queste norme fanno confusione, e quindi svalutano la famiglia, ma piu' preoccupante e' un possibile uso per introdurre la poligamia islamica.
A questo proposito tutti hanno accolto con favore il disegno di legge Bindi che abolisce la distinzione fra figli legittimi e naturali. Tutto bene, certo, ma, vista l'autrice, non vorrei che sia un altro attacco alla famiglia, come la proposta di lasciare al singolo la scelta del cognome, paterno o materno. Si tende a togliere ogni idea di stabilita' alla famiglia.