Ho scritto a Avvenire la lettera seguente:
E cosi' anche Avvenire ha manifestato contro Berlusconi. Si', ho letto le precisazioni sul perche' della partecipazione, ma, scusate, non spostano minimamente il fatto che la manifestazione sia stata ideata da un giornale ben preciso per uno scopo ben preciso: in sostanza, la liberta' di gettare letame (per usare un eufemismo). Ora, che chi ha ricevuto in faccia una tonnellata di letame non piu' di un mese fa vada allegramente a chiederne ancora mi meraviglia non poco. Tuttavia e' vero che i cattolici sono campioni nel far parte di un gruppo la cui identita' e' stata precisata da un certo Vladimir Ulianov, in arte Lenin, come “utili idioti”, non per un giudizio culturale o morale, ma semplicemente per indicare persone specializzate nel procurare la corda con cui impiccarli. Se poi vogliamo arrivare al merito della questione, come si fa a dire che in Italia non c'e' liberta' di stampa? Proprio Avvenire dovrebbe testimoniare che se mai e' difficile far valere in pubblico idee definite fuori moda, come la difesa della vita e della famiglia, o far conoscere quali sono veramente le posizioni della Chiesa, mentre non c'e' alcuna difficolta' nel propagandare il relativismo etico o posizioni di morte, eutanasia e aborto. Ecco, mi pare che la manifestazione di ieri abbia voluto rivendicare la liberta' di propagandare in tutti i modi relativismo e morte, anche demolendo una parte politica che, pur fra contraddizioni e incertezze, ha finora difeso la vita e la famiglia. E non tiriamo fuori l'ipocrisia volterriana del “combattero' le tue idee ma sosterro' la tua liberta' di dirle”: era gia' una balla quando la diceva Voltaire, stiamo parlando di politica, non di angelici ideali: e concludo: era una manifestazione politica, contro chi sta arginando la deriva relativista, sostenere chi cerca di abbattere la diga e' una strana forma di masochismo.
Cari amici, non e' facile scrivere del vergognoso attacco di Feltri, o meglio della stampa berlusconiana, a Dino Boffo. Non perche' non sia chiaro cosa c'e' da dire, ma perche' e' una vicenda talmente assurda che ripugna parlarne. Riassumo: Feltri ha inaugurato la sua direzione dell'organo della famiglia Berlusconi lanciando la notizia della condanna del direttore di Avvenire per molestie telefoniche a una signora di Terni, moglie dell'uomo a cui Boffo era sentimentalmente legato; il tutto nel 2001 (se non sbaglio); notate che il vero contenuto del messaggio e':”Boffo e' omosessuale!”.
Il motivo dell'attacco feltresco era che chi ha gravi colpe personali non deve criticare la condotta di altri, cioe', in termini piu' semplici, non deve criticare Berlusconi. Che l'iniziativa non sia stata del solo Feltri e' dimostrato dall'accodarsi di Panorama e Il Tempo.
A parte la motivazione grettamente moralistica, su cui se mai discuteremo dopo, l'indecenza della faccenda e' nella totale falsita' delle accuse, che anche Feltri e' stato costretto a ammettere implicitamente, cambiando giorno dopo giorno il contenuto dei suoi articoli:
Andiamo in ordine: l'omosessualita', contenuto principale delle prime accuse, e' totalmente assente dai documenti giudiziari, ed e' contenuta solo in una informativa di polizia talmente evidentemente falsa da far ritenere che Feltri l'abbia pubblicata anche se sapeva benissimo che e' una bufala.
Non c'e' stata nessuna condanna di Boffo perche' non c'e' stato nessun processo: c'e' stata una multa decisa da un gip (Giudice per le indagini preliminari) che ha proceduto d'ufficio, multa non contestata da Boffo proprio perche' convinto dell'inconsistenza della vicenda. Non c'e' stato processo perche' in primo luogo non c'e' stata querela, per i motivi che scrivo subito.
Le chiamate, che ci sono state, erano state fatte da un cellulare aziendale, assegnato al direttore, ma disponibile anche a altri, da qualcuno che la destinataria non ha riconosciuto, pur conoscendo molto bene Boffo; la spiegazione che viene data, che Boffo non conferma per discrezione, e' che fossero opera di un collaboratore con gravi problemi di droga, morto poco dopo; uso un'espressione dubitativa non perche' pensi che non sia vero, ma perche', come ho detto, l'interessato non conferma per discrezione.
Questo e' quanto e' successo: anche Feltri si e' reso conto della clamorosa bufala, perche' la campagna mediatica si e' spostata progressivamente dall'omosessualita' alla necessita' della totale verginita' dei personaggi pubblici, argomento pericoloso, perche' chi e' senza peccato scagli la prima pietra, come ha detto un tale qualche anno fa.
Ma l'aspetto che mi fa veramente imbestialire, e che mi fa dubitare della lucidita' mentale di Berlusconi e soci, e' che Boffo stava guidando Avvenire in una linea di sostanziale appoggio al governo, resistendo alle richieste di molti cattolici di tenere un atteggiamento piu' duro in materia di morale personale del premier e di accoglienza all'immigrazione. Allora perche' distruggere un punto importante di collegamento fra centrodestra e Chiesa? A quel che leggo non sono il solo a chiedermelo allibito, ma non ho trovato risposte convincenti. Un suggerimento l'ho trovato non ricordo dove: la scomparsa di Baget Bozzo ha lasciato Berlusconi senza un consigliere valido per i rapporti con la Chiesa. Certamente l conseguenze, negative, sui rapporti fra centrodestra e Chiesa le vedremo in futuro, forse gia' in occasione delle prossime elezioni.
Tre punti per finire: la calunnia sull'omosessualita' di Boffo, scrivono fonti sicure, girava gia' in ambito cattolico da alcuni anni. Evidentemente la posizione del direttore di Avvenire ha suscitato molte invidie, e peccati peggiori di quello attribuito all'incolpevole Boffo.
Molti, troppi, preferiscono credere alle storie infondate di Feltri, e cosi' dare lezioni di comportamento all'autorita' della Chiesa. Sottolineo che la ricostruzione che ho scritto sopra e', allo stato attuale delle mie conoscenze, la piu' plausibile. Perche' si deve credere a un moralista a comando piuttosto che a un bravo giornalista, spesosi al servizio della Chiesa?
Nel chiedersi il perche' di questa squallida vicenda non si deve dimenticare che l'Avvenire di Dino Boffo e' stato in prima linea nella difesa della vita, ai tempi del referendum sulla legge 40, poi, anche di piu', in difesa della vita di Eluana Englaro. Non cosi' decisi sono stati Feltri e Berlusconi, il quale proprio in questi ultimi giorni ha dichiarato che lascera' liberta' di voto (certo, decide lui) nella discussione sullalegge sul fine vita. Che allora si sia voluto togliere di mezzo un deciso difensore della vita?
Difendiamo la verita', e' un valore laico che solo i cattolici, e non tutti, difendono.
Dopo l'innaturale concordia intorno alla tragedia dell'Abruzzo il clima politico e' tornato alla squallida normalita'. Negli ultimi giorni si e' segnalata la ridicola vicenda del divorzio di Berlusconi, condita di seriose considerazioni sullo stile dei politici. Come indizio di cosa ne penso trascrivo la lettera che ho mandato a Avvenire, in reazione a un editoriale di prima pagina:
Caro direttore, mi scusi, ma non riesco proprio a inquadrare l'editoriale di ieri 5 maggio, che ha fatto si' che i “grandi” giornali titolassero “I vescovi contro Berlusconi”, o qualcosa di simile. Per almeno due terzi del pezzo afferma la sacrosanta verita' che non si possono usare i pettegolezzi come strumento di lotta politica, poi, solo sulla base di pettegolezzi, emette un giudizio cauto ma inequivocabile, addebitando al presidente del consiglio che “la politica e lo spettacolo ... hanno dato nell'occasione il peggio di se'”.
Se non mi sbaglio l'”uso delle ragazze come esca elettorale” non si e' concretizzato, quindi va trattato come pettegolezzo, falsita', menzogna, in mancanza di prove che mi sembra molto difficile fornire. Quindi e' giusto, ci mancherebbe, affermare che e' “inaccettabile una concezione della donna meramente strumentale”, ma applicarlo alla formazione delle liste del PdL per le elezioni europee 2009 e' arbitrario visto che alla denuncia mediatica del “ciarpame” non e' seguita nessuna prova dell'esistenza del medesimo.
La mia impressione e' che l'opposizione cerchi con ogni mezzo, lecito ma anche illecito, di recuperare un minimo di credibilità' di fronte a un governo che sta operando bene, e che nell'emergenza terremoto ha dato una dimostrazione di efficienza e rapidita' d'azione che i denigratori professionisti del nostro paese non credevano possibile.
E arriviamo all'ultima parte, dove si chiede “sereno rigore, consapevolezza della tenace significanza di un imperativo discrimine etico” nell'uso del potere politico, avendo prima denunciato il “clima da scambio di favorini veri,falsi, o presunti”. Si afferma poi che “la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti”: di nuovo giusto, non c'e' dubbio, ma torniamo sulla terra, anzi, per la precisione in Italia. Dobbiamo sostenere cattolici sobri e castigati che volevano, e vogliono, imporci DICO e eutanasia, oltre a non governare quando hanno potuto, o un superficiale ex cantante che si e' esposto in difesa di Eluana, e' riuscito a avviare a soluzione il problema insolubile dei rifiuti in Campania, e affronta con decisione il dramma del terremoto in Abruzzo?
E' uno strano segnale quello lanciato da Avvenire, sono curioso di vedere come procedera'.
Ma guarda, le veline sono da emarginare solo a destra. Una notizia poco circolata e' che al comune di Campobasso e' candidata per il Pd un'ex concorrente del Grande Fratello, oggi funzionaria della cooperazione rossa e iscritta a suo tempo al Pds poi al Pd (fonte: il Tempo.it, ed. Molise). Auguri a lei e a chi la eleggera', essere stata nella TV stupida non vuol dire certo essere bollati a vita, almeno cosi' la pensiamo noi realisti cristiani. Dal mio punto di vista e' molto piu' preoccupante l'essere cresciuta nel partito ex (di nome) comunista, gli esempi che abbiamo intorno di personaggi dal simile retaggio non fanno ben sperare. Ripensandoci, auguri anche ai cittadini che l'avranno come amministratore.