Ebbene, anche in Italia arriva l'ateismo tramviario. Pensavo che la tradizione culturale italiana bastasse a immunizzarci da certe banalita', ma evidentemente anche in questo ha funzionato l'erosione consapevole della civilta' cristiana voluta da chi pensa che e' meglio essere stupidi che cristiani. E allora, a imitazione di quanto succede a Londra, su due autobus di Genova compariranno manifesti riportanti i brillanti concetti seguenti:
La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno
Vediamo: cattiva notizia? E perche'? Se non ne ho bisogno che m'importa se esiste o no? E anche, perche' buona notizia? Perche' dovrei avere bisogno di qualcosa che non esiste? E' inevitabile parafrasare Chesterton, quando si sceglie di non credere in Dio le capacita' logiche hanno un crollo proporzionale alla presunzione del soggetto. L'originale inglese e' molto piu' subdolo e sofisticato:
There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life
cioe': Dio probabilmente non c'e', quindi smetti di preoccuparti e goditi la vita, che e' un messaggio pericolosamente epicureo, ma almeno ha un senso. E oltretutto, il principale sponsor dell'iniziativa, il garante del darwinismo Richard Dawkins, nelle sue ultime opere ha gia' fatto marcia indietro: “Dio probabilmente c'e'”.
Bisogna pero' ricordare che l'occasione che ha innescato l'idiozia genovese e' l'invito del card. Bagnasco a non “celebrare” il Gay Pride lo stesso giorno del Corpus Domini: prego notare come si risponda alla richiesta di evitare una evidente provocazione confermando la provocazione e aggiungendone un'altra: con buona pace della tolleranza laica...
Scherzi a parte, davanti all'aggressivita' dei nemici del cristianesimo e' necessario che i cristiani tengano alta la testimonianza personale, mezzo principale di difesa della verita' dell'annuncio cristiano, ma accettino anche il confronto pubblico, usando i mezzi che la societa' attuale mette a disposizione.
E' interessante quello che sta succedendo intorno alla proposta di una moratoria per l'aborto. Intanto e' interessante che la proposta parta da un ateo, come lui stesso si definisce; e' interessante che parta dalla ragione, da una posizione umana che si pretende ragionevole; e' interessante che pretenda di affermarsi in base alla ragione, che pretenda di far passare una posizione razionale, consequenziale. Chi, come me, ricorda la campagna del 1981 puo' solo notare la differenza: allora si tento' di affermare dei valori, oggi puntare sulla ragione sembra molto piu' efficace. E' anche interessante notare che invece le reazioni dei laici, o meglio dei laicisti, sono le stesse di allora: intanto strillare, e poi tirare fuori i diritti delle donne, gli aborti clandestini, il progresso; e' anche uscita la solita apposita statistica che proclama dimezzati gli aborti, compresi quelli clandestini. Oggi c'e' in piu' l'esaltazione della sacralita' della legge, anzi la sua intangibilita', neanche fosse una divinita': o forse lo e', quando si abbandona il proprio senso religioso ci si attacca a qualsiasi cosa. Eppure anche sulla sacralita' della legge il fronte pro-vita ha qualcosa da dire: se si adora la legge, in particolare la 194, la si dovrebbe applicare, altrimenti la si tradisce, la si disonora: invece la legge 194 e' tradita proprio nelle sue premesse: non si contano le testimonianze di come manchi proprio quello che era il presupposto della legge, l'informazione di tutte le alternative davanti a una gravidanza indesiderata: l'aborto e' l'unica scelta proposta, nella stragrande maggioranza dei casi. E' anche vero che la medicina progredisce, per cui e' giusto rivedere una legge che anche di medicina si occupa alla luce dei progressi. Dov'e' in realta' la razionalita'?
Un articolo di Introvigne letto sulla newsletter Il Mascellaro mi ha fatto strabuzzare gli occhi: il famigerato Piergiorgio Odifreddi, di professione matematico e propagandista dell'anticristianesimo per scelta, ha pubblicato un libro dal titolo “Perche' non possiamo essere cristiani (e tanto meno cattolici)”, la cui tesi, a giudicare dalla presentazione presente sul sito, e': cristiani=cretini. Li' per li' mi sono arrabbiato, poi ho guardato meglio e ho visto la totale banalita', meschinita',degli argomenti del matematico ateo. Quindi non vale la pena di parlarne oltre, e' solo l'occasione per invitare a leggere il libro di Rodney Stark “La vittoria della ragione”, che tenta una risposta al fatto indiscutibile che solo la societa' nata dal cristianesimo ha prodotto liberta', democrazia, benessere, e, soprattutto, scienza. A questo semplice fatto noi di solito non badiamo, ma non per questo e' meno vero, e a questo la polemica anticristiana non riesce a rispondere.