L'attribuzione del premio Nobel a Al Gore merita una notazione: ancora una volta e' dimostrato come l'assegnazione del premio Nobel, almeno per le categorie non scientifiche, venga decisa per motivi politici: ricordate il Nobel per la letteratura a Dario Fo? E' difficile capire cosa c'entri la pace con la campagna di diffusione di notizie false, o quanto meno parziali: il premio e' stato dato, oltre che al miliardario Al Gore, anche all'agenzia IPCC, un organo politico, fonte della ridicola affermazione di Pecoraro Scanio che la temperatura media in Italia e' aumentata quattro volte piu' che nel resto del pianeta; per parte sua Gore, dopo aver fallito come politico, ha trovato la miniera d'oro dell'ambientalismo militante, che gli ha fruttato anche una megavilla dove il risparmio energetico e' lasciato fuori dalla recinzione. Le previsioni catastrofiche dei premiati poi sono considerate infondatissime dalla grande maggioranza degli scienziati: per non dilungarci troppo, basta citare il fatto che e' del tutto esagerata l'indistenza sull'anidride carbonica come causa del riscaldamento globale, per il famoso effetto serra: l'effetto e' causato in grandissima parte dal vapore acqueo, e che meno del 5% della poca anidride carbonica presente nell'atmosfera e' prodotta dall'uomo. Eppure la limitazione delle emissioni di CO2 (anidride carbonica) e' diventata il feticcio degli ambientalisti, e purtroppo i governi di mezzo mondo li stanno ascoltando, con costi altissimi e benefici nulli.