Le reazioni alla conversione di Magdi Allam proseguono. Sono partite un po' in ritardo, forse per le giornate festive, o per l'incredulita' di fronte a un accostamento al cristianesimo da parte di un intellettuale, anche se un po' anomalo. E quindi laicisti di ogni estrazione si sono sforzati di svalutare il gesto, procedendo su due linee:
- Cristiano Allam non e' mai stato un vero mussulmano e quindi la sua conversione non e' poi cosi' sorprendente; inoltre e' un opportunista che insegue le opinioni dei suoi padroni.
- Il modo della conversione poi ha suscitato un vero scandalo: molti hanno proclamato a gran voce che il battesimo pubblico, e quanto pubblico, di un ex mussulmano e' una provocazione verso i buoni islamici, tanto piu' perche' quell'importuno di Cristiano Allam ha affermato che il suo allontanamento dalla fede di sua madre e' dovuto soprattutto alla violenza insita nell'Islam. Be', e' difficile negarlo, mi pare, considerando che Allam da anni vive in clandestinita' per le minacce ricevute, oppure si puo' essere convinti che le minacce siano provocazioni di quei pericolosi integralisti di CL, come fa Dacia Valent, vedi quanto scrivevo la settimana scorsa.
Se mai mi stupiscono le reazioni dei cristiani, timorosi e scettici: siamo convinti davvero che un dialogo su questioni astratte valga piu' dell'accoglienza nel Corpo Mistico di Cristo di un nuovo fratello? Eppure anche un'amica non certo sospettabile di timidezza ha espresso preoccupazione per la rilevanza data a CL nella lettera al Corriere che racconta il percorso di Cristiano verso la conversione. Per parte mia, sette giorni fa ho scritto che sono orgoglioso di appartenere a CL, che pubblicamente rivendica la bellezza e l'importanza di essere cristiani. Del resto lo stesso Cristiano ricorda un fatto evidente, se solo si guarda senza pregiudizi: la violenza mussulmana, va bene, minoritaria, ma certamente dominante, non e' reattiva, ma aggressiva. Cioe', non ha bisogno di scuse per attaccare, e quindi andiamo per la nostra strada, attenti e rispettosi, ma non paurosi.
Ricordiamo poi, e proclamiamo ad alta voce, che il gesto del Papa vuole ricordare la necessita' della liberta' religiosa. Ha sottolineato, credo, che per dialogare bisogna andare anche sul concreto, e in particolare sulla situazione di tanti mussulmani convertiti che non possono manifestare la loro fede a rischio della vita.
Mi sembra molto interessante quanto ha scritto p. Samir Khalil Samir in AsiaNews; ecco il link all'articolo,
http://new.asianews.it/index.php?l=it&art=11865&geo=&theme=&size=A
che riporta anche alcuni esempi della timidezza cristiana.