La telenovela Alitalia forse e' finita. O meglio, e' conclusa la vendita della parte A dell'azienda, quella che aveva almeno un po' di valore commerciale. Nessuno parla della parte B, quella carica solo di debiti. Comunque un capitolo e' chiuso, e si puo' trarne qualche conclusione: intanto e' un successo del governo, anzi no: e' un successo personale di Silvio, vista la figura che hanno fatto i ministri coinvolti; l'unico altro membro del governo che ha avuto una parte (e forse la maggiore) nel successo e' l'eterno Gianni Letta. I mezzi della cosiddetta informazione sono stati bravi nell'illustrare l'abilita' e la pazienza di Silvio e del suo collaboratore, che hanno ricucito mille strappi, dati per insanabili da ministri vari. Ha fatto una figura vergognosa l'opposizione, assente se non per dichiarazioni di maniera. Ha perso la faccia la CGIL, insieme ai sindacati di categoria, ridotta a giocare il ruolo dell'opposizione preconcetta a una conclusione inevitabile. Questo almeno e' il quadro che la cosiddetta informazione ci presenta: mi permetto di dissentire, almeno in parte. Alla fine la CGIL ha imposto un elementare concetto, che Epifani aveva dichiarato all'inizio delle trattative: senza la CGIL non si conclude nessun accordo, anche in situazioni in cui il sindacato rosso rappresenta solo un'esigua minoranza dei lavoratori coinvolti. Questa non vi sembra una vittoria? Sono in grave imbarazzo CISL, UIL e UGL, che dovranno spiegare ai loro iscritti perche' hanno firmato prima, mentre l'irrigidimento della CGIL ha ottenuto qualche beneficio in piu'. Questo e' tanto vero che i primi firmatari sono dovuti tornare a firmare il documento concordato con la CGIL, nonostante il ministro Sacconi proclamasse che non era cambiato assolutamente nulla. Peccato, si e' persa una buona occasione per ridurre il peso dei conservatori della CGIL.
Sulla vicenda Alitalia non ho certo la competenza necessaria per esprimere un giudizio, il che del resto mi sembra vero per molti dei rappresentanti del governo coinvolti. Ho la sensazione che non verremo mai a sapere come sono veramente andate le cose, forse fra qualche anno qualcuno scrivera' un libro che la ricostruisce, ma penso che non saro' qui per leggerlo. Quello che mi sembra notevole e' che, al di la' dei giudizi interessati di una sinistra completamente allo sbando, l'unico che al momento “vince” e' Berlusconi, che e' riuscito a far passare il concetto che lui aveva fatto la mossa giusta, fallita per l'egoismo e la miopia dei sindacati, o meglio della CGIL e dei sindacati di corporazione. In effetti mi pare che il vero punto di scontro non fosse tanto l'entita' degli stipendi, quanto il potere dei sindacati, in particolare di quelli di categoria, nella gestione dell'azienda. E allora, da iscritto alla CISL, devo dire che mi auguro che su questo punto non si ceda, che resti chiaro che in un'azienda ci sono ruoli distinti, perche' la soluzione della contesa, che prima o poi dovra' esserci, porra' un precedente importante per tutto il complesso dei rapporti di potere in Italia. Aggiungo che non mi sembra troppo azzardato pensare che Berlusconi abbia voluto proprio la conclusione a cui la vicenda e' per ora arrivata, con il profondo screditamento della CGIL e del corporativismo sindacale; alcuni articoli pubblicati dal Sussidiario.net, non certo sospettabile di antiberlusconismo, mettevano in rilievo parecchie incongruenze nel piano CAI per l'acquisto di Alitalia, e anche nella lettura che i mezzi della cosiddetta informazione ne hanno dato. E allora, che Silvio abbia teso un trappolone a Epifani? Chissa'....