Mi e' sembrato molto interessante un articolo pubblicato dal Sussidiario.net, che si puo' leggere all'indirizzo seguente:
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=21400
Ha avuto qualche eco sui mezzi di disinformazione una tragica storia avvenuta in Brasile: una bambina di nove anni dopo continue violenze da parte del patrigno e' rimasta incinta di due gemelli ed e' stata fatta abortire. Una storia purtroppo non eccezionale, arrivata agli onori delle cronache italiane perche' l'arcivescovo metropolita della diocesi ha dichiarato pubblicamente la scomunica per gli autori dell'aborto. I mezzi di disinformazione hanno immediatamente sfruttato la vicenda per far notare la mancanza di umanita' della Chiesa, capace solo di condannare senza cercare di aiutare la piccola violentata e i suoi genitori. Purtroppo anche alcuni uomini di Chiesa hanno accettato questa interpretazione sicuramente per mancanza di informazione corretta. Si', perche' la vicenda e' del tutto diversa, e come e' andata veramente lo possiamo sapere grazie a amici in grado di leggere e tradurre i giornali brasiliani, che hanno riportato altre versioni della tragedia. Ho letto la testimonianza del parroco della sventurata famiglia, che racconta quanto segue. Allora, e' andata cosi': il dramma della bimba e' vero, violenze prolungate hanno causato la gravidanza; tuttavia la madre e il padre non avevano nessuna intenzione di farla abortire, e non c'era, secondo i medici, pericolo per la sua salute. A questo punto bisogna tenere presente che in Brasile l'aborto e' proibito, se non in casi eccezionali, e che il presidente Lula ha pronta una legge permissiva, che pero' non osa ancora presentare. Quindi sul dramma della bambina e della sua famiglia si sono buttate le multinazionali dell'aborto, nelle loro incarnazioni brasiliane, che sono riuscite a convincere i genitori che la bambina era in pericolo di vita e bisognava abortire: tenete presente che la madre e' analfabeta, e che comunque sono stati fisicamente tenuti lontani da possibili consigli diversi finche' non hanno firmato il consenso, la madre con le impronte digitali. Fisicamente segregati, perche' il parroco e laici cattolici sono stati costantemente in contatto con la famiglia, per consigliarli e aiutarli. Purtroppo in Brasile c'e' bisogno di casi esemplari per portare all'approvazione la legge che permette l'aborto voluta da Lula, e gli organi dello stato sono stati molto condiscendenti con le multinazionali dell'aborto. E quindi bene hanno fatto l'arcivescovo della diocesi di Olinda e Recife e il vescovo di Pesqueira a sottolineare il complotto rendendo pubblica la scomunica, per altro comminata ipso facto in casi come questo.
Su questa tragedia mi ha colpito un'osservazione di Assuntina Morresi: la maternita', con l'esperienza di rapporto amoroso madre-figlio, potrebbe essere un'ottima cura per le vittime di violenza, mentre l'aborto aggiunge un dramma a quello gia' vissuto. E' sempre meglio la vita.
Proprio ieri Avvenire ha pubblicato un'interessantissima lettera sull'atteggiamento di fronte all'aborto:
La sera del mercoledì delle ceneri ero letteralmente sfinito: avevo celebrato tre sante Messe e imposto le ceneri sulla testa a qualche migliaio di persone. Anche se non è festa di precetto, tanta gente, nell’intervallo del pranzo o alla sera subito dopo il lavoro, viene alla santa Messa per ricevere le ceneri. Portano anche i bambini e guai a non mettere le ceneri anche a loro. Molti poi, oltre a ricevere la cenere sul capo, la vogliono pure in mano o in un pezzetto di carta o in un fazzoletto, così da poterla portare a casa per coloro che non hanno potuto venire in chiesa. È un atto penitenziale e qualche volta mi viene persino il dubbio che ci sia un po’ di fanatismo, ma vedendo la devozione che ci mettono, debbo dire che è fede ed è un modo per esprimere pentimento del proprio essere peccatori. Tutto quanto detto non c’entra nulla con la ragione per cui le scrivo, ma in qualche modo fa da contorno. Stavo per andare a letto ed entrai nel mio ufficio solo per assicurarmi che le porte anteriori fossero chiuse. Notai sul mio tavolo una lettera che non avevo ancora aperto. La aprii e lessi.
Eccoti il contenuto:
Caro Padre, sono una ragazza di 14 anni, nativa di Gulu, Layibi. Nel 1993 mia madre era una studentessa del terzo anno di scuola superiore presso il collegio del Sacro Cuore di Gulu. Mentre era in vacanza i ribelli del Lra ( Lord’s Resistance Army, Esercito di resistenza del Signore: gruppo di ribelli ugandesi, Ndr) arrivarono al suo villaggio, uccisero i suoi genitori, violentarono mia mamma e sono nata io. Oltre ad aver concepito me, mia mamma ha pure ricevuto il virus dell’Aids e ora è sieropositiva Hiv. Io invece sono nata pulita.
Non posso sapere chi può essere stato mio padre, ma la mamma sì: mi ha fatta nascere, mi ha cresciuta e pure mandata a scuola. Per pagare la mia scuola elementare ha lavorato cucendo e ha avuto molta cura di me, però ora non riesce a guadagnare soldi sufficienti per la scuola superiore. Ho saputo che tu aiuti gli orfani e hai una scuola ove c’è molta disciplina. Mi potresti prendere e aiutare a pagare la retta? Io voglio studiare per poter aiutare e aver cura di mia mamma che sta diventando sempre più debole. Spero che tu consideri questa mia domanda e io pregherò per te perché Dio ti benedica e assista ad aiutare coloro che hanno bisogno.
Maria Goretti Anena
Dopo aver letto la lettera, sono andato a letto ma non sono riuscito a dormire. Ero disturbato dentro di me da un misto di gioia, di rabbia, di soddisfazione e di riconoscenza verso Dio che sa trarre atti eroici dalle persone semplici e insignificanti come possono essere queste nostre ragazze appena cristianizzate. Perché la rabbia ? Perché un esempio come questo dovrebbe far ammutolire quegli spacciatori di civiltà fasulla che abbiamo nel mondo progredito pronto a legiferare contro il diritto alla vita. Come è andata a finire questa storia? Al mattino mi sono alzato; sono andato alla scuola; mi sono assicurato che il direttore mi trovasse un posto per inserire questa ragazza (solo la mattina precedente gli avevo promesso che non avrei portato alcun nuovo studente). E il direttore mi disse che dovremo farla dormire per terra, perché anche i letti a tre piani sono tutti occupati. Se la ragazza accetta, la prendiamo. Chiamai la ragazza; le dissi di venire con la madre e vennero il giorno dopo. Feci un po’ di domande trabocchetto per assicurarmi che non mi avessero detto bugie e le proposi di dormire per terra su un materasso di gomma piuma. Si inginocchiò davanti a me e mi disse: ora sono contenta perché so di avere un papà anch’io! La madre mi ringraziò e mi disse: «Padre, io finché posso continuerò a lavorare e contribuirò per le spese della mia figlia». Le chiesi pure: perché hai dato il nome di Maria Goretti a tua figlia? Rispose che era stata la piccola a volere quel nome quando era in terza elementare: il catechista raccontò la storia di Maria Goretti e lei la scelse come nome e santa protettrice. Qui alla scuola abbiamo 10 ragazze che negli anni novanta furono rapite dai ribelli alla scuola di Aboke; passarono 8 anni come mogli schiave dei ribelli; quando fuggirono scapparono tutte coi loro figli e vennero da me a chiedermi se le accettavo alla scuola. Accettai le ragazze alla scuola e i figli furono lasciati in varie famiglie e ora pure loro vanno a scuola col nostro aiuto. Scusate se ho disturbato, ma ho pensato che forse potreste far sapere che esistono ragazze che hanno il coraggio di tenersi e amare il frutto della violenza. Chissà che non serva!
padre John Scalabrini
Lo saprete tutti, la corte d' appello di Milano, su richiesta del padre, ha deciso che e' possibile sospendere alimentazione e idratazione a Eluana Englaro, in coma da molti anni. Eluana quindi morira' di fame e sete, come Terry Schiavo negli USA. Per gli aspetti tecnici del problema mi sembra esauriente il comunicati di Medicina e Persona, di cui segue il link:
http://www.medicinaepersona.org/cm/notizia.jhtml?param1_1=N11b0827dd41fd6b3e26
A me sorgono due domande: come far capire a quel poveretto che per anni ha chiesto di far morire la figlia che la vita e' degna di essere vissuta? La sua e quella della figlia, voglio dire. E come farlo capire a questa societa' che propaganda la morte in mille forme? E' evidente che non si sa a che serve la vita, che quindi si puo' buttare tranquillamente. E' un po' come la Marini, che dice al suo compagno:”Sono incinta”, poi saputo che dovranno rinunciare alla barca uccide il bambino. Ok, forse quello della Marini e' un racconto inventato, ma il fatto che sia accettato come normale dice molto su cosa e' la mentalita' attuale.
Un'altra di quelle notizie che nessuno da': a Padova e' in corso Civitas, Salone della solidarietà e dell’economia sociale e civile, al cui interno era presente uno stand del Movimento per la Vita: era, perche' lo stand e' stato devastato da donne “che fanno riferimento al circuito di Radio Sherwood” (l'Unità online, 10 maggio). Questo e' il clima, e non ditemi che la colpa e' di Ferrara che ha esacerbato lo scontro. Pensate che il circuito di Radio Sherwood abbia bisogno di essere esacerbato? Per questo l'esclusione dei cattolici dal governo mi preoccupa.
Hanno parlato ancora meno della manifestazione a Bologna contro un farmacista che si rifiuta di vendere la pillola abortiva. Per un'ora un gruppo di attivisti pro aborto ha bloccato l'ingresso della farmacia e ha sporcato la vetrina con scritte varie. Il tutto con la benevola indifferenza delle forze dell'ordine, che non hanno ritenuto di tutelare il diritto del farmacista a lavorare e dei cittadini a servirsi del negozio. Qualche cattolico, per svalutare il tentativo di Ferrara, che, ripeto, secondo me e' velleitario e dannoso, arriva a dire che attacchi come quello di Bologna sono conseguenza di scelte come quelle della moratoria sull'aborto e della lista per la vita, che hanno radicalizzato lo scontro. Amici, non esageriamo: gli attacchi degli intolleranti li eviteremo solo se rinunceremo a testimoniare la nostra umanita': vale la pena?
Si', gli attacchi alla vita si intensificano: l'indicazione di Veronesi a capolista in Lombardia per il PD porta in una posizione di rilievo un campione dell'eutanasia. L'ordine dei medici riafferma la validita' della legge 194 e propone l'obbligatorieta' dell'azione abortista per il meedico, insieme all'estensione dell'uso della pillola abortiva: trascrivo il comunicato ANSA: No a 'surrettizie limitazioni' all'uso della pillola del giorno dopo come contraccettivo d' emergenza: lo sostiene la Fnomceo. Il Consiglio nazionale della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri 'riaffermando con forza' il diritto dei medici all'obiezione di coscienza, sostiene che 'non viene meno l' obbligo, anche deontologico, dei medici di adoperarsi al fine di tutelare l'accesso alla prescrizione nei tempi appropriati'.
E' incomprensibile e scoraggiante che i partiti maggiori rifiutino di porre a tema della campagna elettorale il rispetto per la vita: per FI questo mi fa pensare a un'indifferenza al problema, che diventera' neutralita' in caso di azioni sulla questione, ma per la sinistra richiama un impegno attivo in senso abortista.
Mi ritorna insistente la domanda: ma come fanno i cattolici a iscriversi e militare nel PD?
Aggiornamento del 24/2/2008:
Intervistato da Avvenire, Valerio Brucoli, componente del comitato sulla deontologia della Fnomceo, dichiara che il documento diffuso e' una relazione dei gruppi di lavoro, mai approvata dal Consiglio Nazionale. Il danno comunque e' fatto, chi badera' alla smentita, che per altro l'ANSA pubblica come posizione di Avvenire, non come dato di fatto? Questi laicisti comunque giocano davvero sporco.
Bisogna dire qualcosa della scelta di Giuliano Ferrara di “scendere in campo” con una lista a difesa della vita. Secondo me e' un errore, la lista raccogliera' pochi voti e la nettezza delle sue posizioni si annacquera' nella contesa politica. Sarebbe molto piu' utile una lobby trasversale agli schieramenti, sostenuta anche dalle limpide argomentazioni dell'elefantino. In effetti questo non c'e', la presenza cattolica negli opposti schieramenti e' ugualmente di basso profilo su questi temi: forse anche a questo e' dovuta la decisione di Ferrara. A questo e' legata anche la “questione UDC”, con l'apparente sostegno della CEI all'autonomia del partito di Casini: apparente, perche' la frase attribuita al direttore di Avvenire, letta come e' stata pronunciata, e' molto piu' sfumata di come e' stata presentata, e fa riferimento piuttosto a “certi umori” coglibili nel mondo cattolico. Umori reali, c'e' la voglia di una formazione politica che rappresenti i cattolici direttamente, senza rassegnarsi a un ruolo di minoranza nei partitoni attuali. Ma un partito simile non c'e', non e' l'UDC: per un partito convincente nella parte di rappresentante dei cattolici ci vorrebbe la voglia di impegnarsi sui temi della vita e della famiglia, di fare battaglie, di alzare la voce, non di sonnecchiare comodamente sulle poltrone ottenute dagli alleati, lasciando ai movimenti sostenere le battaglie a cui poi accodarsi.
Facciamoci coraggio, nessuno ci rappresenta, facciamoci sentire come possiamo.
Ne avrete sentito parlare, si e' scatenata la solita rabbia dei paladini dei diritti delle donne e dei difensori della laicita' dello stato, ma cosa e' successo a Napoli, al II Policlinico. Avvenire pubblica stralci della relazione della Procura della Repubblica .
Vediamo:
Alle 20 di lunedì la centrale operativa della Questura di Napoli a mezzo del 113 riceveva una segnalazione con la quale si riferiva che presso il reparto di ostetricia al secondo piano del nuovo policlinico era ricoverata una donna che si era chiusa in bagno e stava partorendo da sola consumando un infanticidio
L'agente (donna) intervenuta ha riferito che: che una donna ricoverata poco prima aveva espulso il feto nel bagno a seguito di trattamento farmacologico induttivo dell’aborto.
E' stato quindi un intervento ordinario, non certo un'irruzione e un attacco a una interruzione di gravidanza.
Il caso tuttavia ha aspetti che vanno detti: la madre era sola, ha ricevuto dagli accertamenti nel corso della gravidanza una diagnosi di possibile sindrome di Klineferter, un disturbo che colpisce solo i maschi e puo' provocare scarsa virilita' e qualche stranezza al fisico, e forse qualche problema di apprendimento. E' bastato questo per decidere l'aborto alla 21.a settimana, grazie a una diagnosi di grave disagio psichico.
Come si vede non c'e' stata nessuna aggressione al diritto di abortire, che anzi e' stato esercitato nei modi purtroppo consueti. Notiamo che invece di far compagnia a una persona sola e disperata la societa' asseconda le sue paure, e in futuro cuocia nel suo dolore.
Ebbene si', andiamo verso l'eugenetica, la scelta di far sopravvivere solo i bambini conformi agli standard accettati. Occhio, si fa presto a oltrepassare i limiti del “non nato”, palesemente artificiosi, e arrivare a giudicare bisognosi di soppressione, per il bene e la tranquillita' dei parenti e soprattutto loro, anche esseri umani nati da tempo.
Curiosando nel sito della SWG, a cui mi sono iscritto tempo fa per partecipare a sondaggi vari, ho scoperto una chicca:
Per le donne del nostro Paese un bimbo è vita fin dal concepimento
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Scritto da red |
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venerdì 25 gennaio 2008 |
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Una percezione con un alto tasso di sensibilità. Le donne hanno una visione chiara del concetto di “vita”, ma sono razionali: chi decide di abortire lo fa per necessità. La maggior parte delle donne, il 67%, intervistate fissa con il concepimento l’inizio della vita di un bambino. Questa è una convinzione radicata nell’opinione pubblica in rosa che manifesta una forte matrice cattolica e con un livello di scolarità più elevato, ma anche da chi vive nel Mezzogiorno e dalla ragazze più giovani. È presente, poi, un 33% di intervistate più razionale. E che considera l’inizio della vita con la formazione del cervello del feto. Una posizione presente nelle donne che si definiscono atee e nelle persone più adulte. Ma è una percezione radicata anche tra chi risiede nel Nord del Paese. Il segmento delle più secolarizzate esprimono con maggiore intensità questa visione. Compatto, invece, il giudizio sulle motivazioni che spingono a interrompere una gravidanza. Per necessità è per il 75% la causa principale che spinge ad abortire. Per leggerezza e egoismo sono le altre due motivazioni che vengono individuate rispettivamente dal 13 e 12% delle donne del nostro Paese. |
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Non so se e' chiaro: le donne intelligenti, anzi razionali, sono quelle convinte che la vita dell'essere umano comincia quando si forma il cervello, le altre sono meridionali, inesperte, e, soprattutto, cattoliche. Ringraziamo il cielo dell'iniziativa di Ferrara, che cerca di riportare la riflessione sulla vita a un livello veramente razionale.