Ha avuto molto risalto nei mezzi di disinformazione la notizia che fra tre anni sara' possibile produrre sangue artificiale da cellule staminali embrionali. In realta' e' uno dei tanti annuncia a sensazione che vengono rapidamente dimenticati, e allora perche' sottolinearlo? Perche' mi ha colpito la coincidenza con le misure pro industrie biotecniche volute dal presidente Obama, e anche con le polemiche innescate dalle frasi del Papa sulla lotta all'AIDS: annunciare un'importante scoperta benefica legata all'uso degli embrioni vuol dire sottolineare l'oscurantismo della Chiesa che vuol limitare i progressi nella cura della salute.
Allora mi sembra utile leggere l'intervista a Angelo Vescovi pubblicata dal Sussidiario.net, ricordando che il prof. Vescovi e' uno dei maggiori esperti al mondo di uso delle cellule staminali a scopi terapeutici, anche se non sara' mai una star, non essendo allineato alla mentalita' comune; questo e' il link:
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=14924
Io ho notato particolarmente la denuncia dell'infondatezza di certi annunci, e la affermazione inequivocabile che scientificamente non c'e' motivo di continuare a uccidere embrioni per ricavarne le cellule, e' molto piu' efficace usare cellule adulte.
Ma la ragione non abita nel cervello dei razionalisti.
Ancora una volta il blog di Sandro Magister sottolinea un importantissimo discorso del Papa: e' quello rivolto il 19 marzo a Yaounde', capitale del Camerun, a una rappresentanza dei mussulmani camerunensi. La parte centrale e' la seguente:
Amici, io credo che oggi un compito particolarmente urgente della religione è di rendere manifesto il vasto potenziale della ragione umana, che è essa stessa un dono di Dio ed è elevata mediante la rivelazione e la fede. Credere in Dio, lungi dal pregiudicare la nostra capacità di comprendere noi stessi e il mondo, la dilata. Lungi dal metterci contro il mondo, ci impegna per esso. Siamo chiamati ad aiutare gli altri nello scoprire le tracce discrete e la presenza misteriosa di Dio nel mondo, che Egli ha creato in modo meraviglioso e sostiene con il suo ineffabile amore che abbraccia tutto. Anche se la sua gloria infinita non può mai essere direttamente afferrata in questa vita dalla nostra mente finita, possiamo tuttavia raccoglierne barlumi nella bellezza che ci circonda. Se gli uomini e le donne consentono all’ordine magnifico del mondo e allo splendore della dignità umana di illuminare la loro mente, essi possono scoprire che ciò che è “ragionevole” va ben oltre ciò che la matematica può calcolare, la logica può dedurre e gli esperimenti scientifici possono dimostrare; il “ragionevole” include anche la bontà e l’intrinseca attrattiva di un vivere onesto e secondo l’etica, manifestato a noi mediante lo stesso linguaggio della creazione.
Questa visione ci induce a cercare tutto ciò che è retto e giusto, ad uscire dall’ambito ristretto del nostro interesse egoistico e ad agire per il bene degli altri. In questo modo una religione genuina allarga l’orizzonte della comprensione umana e sta alla base di ogni autentica cultura umana. Essa rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo: non solo per principi di fede, ma anche in base alla retta ragione. In realtà, religione e ragione si sostengono a vicenda, dal momento che la religione è purificata e strutturata dalla ragione e il pieno potenziale della ragione viene liberato mediante la rivelazione e la fede.
Per questo vi incoraggio, cari amici musulmani, a penetrare la società con i valori che emergono da questa prospettiva ed accrescono la cultura umana, così come insieme lavoriamo per edificare una civiltà dell’amore. Che l’entusiastica cooperazione tra musulmani, cattolici ed altri cristiani in Camerun sia per le altre nazioni africane un faro luminoso sul potenziale enorme di un impegno interreligioso per la pace, la giustizia e il bene comune!
Mi sembra impressionante la prima frase: e' compito della religione far capire quanto sia grande la ragione umana, perche', mi sembra sottinteso, la societa' attuale se ne sta dimenticando, imprigionando la mente umana in pregiudizi che la appesantiscono. Notate: la ragionevolezza include “la bontà e l’intrinseca attrattiva di un vivere onesto e secondo l’etica”, alla faccia dei valori costituzionali e laici.
E' anche impressionante, secondo me, il terreno comune di lavoro indicato agli uomini che si dicono religiosi, cristiani compresi, ovviamente: “penetrare la società con i valori che emergono da questa prospettiva ed accrescono la cultura umana, così come insieme lavoriamo per edificare una civiltà dell’amore”. Non vi sembra l'unica base possibile per quell'astrazione che ora e' la multiculturalita'?
L'amica Rita Sorrentino richiama l'attenzione su un articolo pubblicato da piuvoce.net, leggibile al link seguente:
http://www.piuvoce.net/newsite/fuoricampo.php?id=30
Ne e' autrice Rita Formisano, di professione riabilitatrice di pazienti in coma e stato vegetativo. L'articolo e' molto interessante perche' propone l'esperienza di una professionista che ha riabilitato pazienti in condizioni apparentemente disperate, con altissime percentuali di successo. La dottoressa Formisano riferisce che l'alimentazione con sondino, non “forzata”, ci tiene a precisare, e' normale nelle fasi iniziali di riabilitazione di pazienti in coma; notate che la riabilitazione ha successo nel 99% dei casi. E si chiede:
E cosa dovrebbero fare i nostri rianimatori di fronte ad un testamento biologico con rifiuto dell’alimentazione enterale anche in casi in cui ci sono ancora tutte le possibilità aperte di un buon recupero? Cioe', se dopo la pressione psicologica conseguente alla tragedia di Eluana, e dopo l'approvazione di una legge relativa, una persona stilasse un testamento biologico che esclude l'alimentazione, come potrebbe intervenire un rianimatore, che pure avrebbe la pratica certezza di riuscire a guarire completamente il paziente? A questo ci sta portando l'ossessione anticristiana dei laicisti attuali, incarnatasi in Giuseppe Englaro e soci.
Appena il Papa apre bocca si scatena lo scandalo dei politicamente corretti. L'ultima occasione e' recentissima e ha preso spunto dall'affermazione che l'AIDS non si combatte con il preservativo pronunciata da Benedetto XVI durante il viaggio verso l'Africa: ho volutamente usato la formula eccessivamente semplificata che i mezzi della disinformazione hanno rilanciato, e ha causato lo scandalo anche di molti governi europei. Grazie al blog di Sandro Magister, Settimo Cielo, abbiamo la trascrizione letterale di cosa ha detto il Papa in risposta alla domanda di un giornalista francese:
D. – Santità, tra i molti mali che travagliano l’Africa, vi è anche e in particolare quello della diffusione dell’Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema, durante il viaggio?
R. – Io direi il contrario: penso che la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l’Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà.
Penso alla comunità di Sant’Egidio che fa tanto, visibilmente e anche invisibilmente, per la lotta contro l’Aids, ai camilliani, a tutte le suore che sono a disposizione dei malati… Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di preservativi: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, a essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova. Mi sembra che questa sia la giusta risposta, e la Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo e importante. Ringraziamo tutti coloro che lo fanno.
Come vedete e' una posizione equilibrata e razionale, lontana da schematismi, che considera l'uomo nella sua integrita' e cerca di educarlo a valorizzare la propria dignita'. In fondo e' riassumibile nella formula usata dalla Sala Stampa Vaticana:”la Santa Sede - non ritiene 'che puntare essenzialmente sulla piu' ampia diffusione di preservativi sia in realta' la via migliore'”. Prima di dire o pensare che il Papa e' solo e la Curia una banda di incapaci pensiamo a quanto i mezzi di disinformazione deformano volutamente il pensiero del Papa.
Ha avuto qualche eco sui mezzi di disinformazione una tragica storia avvenuta in Brasile: una bambina di nove anni dopo continue violenze da parte del patrigno e' rimasta incinta di due gemelli ed e' stata fatta abortire. Una storia purtroppo non eccezionale, arrivata agli onori delle cronache italiane perche' l'arcivescovo metropolita della diocesi ha dichiarato pubblicamente la scomunica per gli autori dell'aborto. I mezzi di disinformazione hanno immediatamente sfruttato la vicenda per far notare la mancanza di umanita' della Chiesa, capace solo di condannare senza cercare di aiutare la piccola violentata e i suoi genitori. Purtroppo anche alcuni uomini di Chiesa hanno accettato questa interpretazione sicuramente per mancanza di informazione corretta. Si', perche' la vicenda e' del tutto diversa, e come e' andata veramente lo possiamo sapere grazie a amici in grado di leggere e tradurre i giornali brasiliani, che hanno riportato altre versioni della tragedia. Ho letto la testimonianza del parroco della sventurata famiglia, che racconta quanto segue. Allora, e' andata cosi': il dramma della bimba e' vero, violenze prolungate hanno causato la gravidanza; tuttavia la madre e il padre non avevano nessuna intenzione di farla abortire, e non c'era, secondo i medici, pericolo per la sua salute. A questo punto bisogna tenere presente che in Brasile l'aborto e' proibito, se non in casi eccezionali, e che il presidente Lula ha pronta una legge permissiva, che pero' non osa ancora presentare. Quindi sul dramma della bambina e della sua famiglia si sono buttate le multinazionali dell'aborto, nelle loro incarnazioni brasiliane, che sono riuscite a convincere i genitori che la bambina era in pericolo di vita e bisognava abortire: tenete presente che la madre e' analfabeta, e che comunque sono stati fisicamente tenuti lontani da possibili consigli diversi finche' non hanno firmato il consenso, la madre con le impronte digitali. Fisicamente segregati, perche' il parroco e laici cattolici sono stati costantemente in contatto con la famiglia, per consigliarli e aiutarli. Purtroppo in Brasile c'e' bisogno di casi esemplari per portare all'approvazione la legge che permette l'aborto voluta da Lula, e gli organi dello stato sono stati molto condiscendenti con le multinazionali dell'aborto. E quindi bene hanno fatto l'arcivescovo della diocesi di Olinda e Recife e il vescovo di Pesqueira a sottolineare il complotto rendendo pubblica la scomunica, per altro comminata ipso facto in casi come questo.
Su questa tragedia mi ha colpito un'osservazione di Assuntina Morresi: la maternita', con l'esperienza di rapporto amoroso madre-figlio, potrebbe essere un'ottima cura per le vittime di violenza, mentre l'aborto aggiunge un dramma a quello gia' vissuto. E' sempre meglio la vita.
Proprio ieri Avvenire ha pubblicato un'interessantissima lettera sull'atteggiamento di fronte all'aborto:
La sera del mercoledì delle ceneri ero letteralmente sfinito: avevo celebrato tre sante Messe e imposto le ceneri sulla testa a qualche migliaio di persone. Anche se non è festa di precetto, tanta gente, nell’intervallo del pranzo o alla sera subito dopo il lavoro, viene alla santa Messa per ricevere le ceneri. Portano anche i bambini e guai a non mettere le ceneri anche a loro. Molti poi, oltre a ricevere la cenere sul capo, la vogliono pure in mano o in un pezzetto di carta o in un fazzoletto, così da poterla portare a casa per coloro che non hanno potuto venire in chiesa. È un atto penitenziale e qualche volta mi viene persino il dubbio che ci sia un po’ di fanatismo, ma vedendo la devozione che ci mettono, debbo dire che è fede ed è un modo per esprimere pentimento del proprio essere peccatori. Tutto quanto detto non c’entra nulla con la ragione per cui le scrivo, ma in qualche modo fa da contorno. Stavo per andare a letto ed entrai nel mio ufficio solo per assicurarmi che le porte anteriori fossero chiuse. Notai sul mio tavolo una lettera che non avevo ancora aperto. La aprii e lessi.
Eccoti il contenuto:
Caro Padre, sono una ragazza di 14 anni, nativa di Gulu, Layibi. Nel 1993 mia madre era una studentessa del terzo anno di scuola superiore presso il collegio del Sacro Cuore di Gulu. Mentre era in vacanza i ribelli del Lra ( Lord’s Resistance Army, Esercito di resistenza del Signore: gruppo di ribelli ugandesi, Ndr) arrivarono al suo villaggio, uccisero i suoi genitori, violentarono mia mamma e sono nata io. Oltre ad aver concepito me, mia mamma ha pure ricevuto il virus dell’Aids e ora è sieropositiva Hiv. Io invece sono nata pulita.
Non posso sapere chi può essere stato mio padre, ma la mamma sì: mi ha fatta nascere, mi ha cresciuta e pure mandata a scuola. Per pagare la mia scuola elementare ha lavorato cucendo e ha avuto molta cura di me, però ora non riesce a guadagnare soldi sufficienti per la scuola superiore. Ho saputo che tu aiuti gli orfani e hai una scuola ove c’è molta disciplina. Mi potresti prendere e aiutare a pagare la retta? Io voglio studiare per poter aiutare e aver cura di mia mamma che sta diventando sempre più debole. Spero che tu consideri questa mia domanda e io pregherò per te perché Dio ti benedica e assista ad aiutare coloro che hanno bisogno.
Maria Goretti Anena
Dopo aver letto la lettera, sono andato a letto ma non sono riuscito a dormire. Ero disturbato dentro di me da un misto di gioia, di rabbia, di soddisfazione e di riconoscenza verso Dio che sa trarre atti eroici dalle persone semplici e insignificanti come possono essere queste nostre ragazze appena cristianizzate. Perché la rabbia ? Perché un esempio come questo dovrebbe far ammutolire quegli spacciatori di civiltà fasulla che abbiamo nel mondo progredito pronto a legiferare contro il diritto alla vita. Come è andata a finire questa storia? Al mattino mi sono alzato; sono andato alla scuola; mi sono assicurato che il direttore mi trovasse un posto per inserire questa ragazza (solo la mattina precedente gli avevo promesso che non avrei portato alcun nuovo studente). E il direttore mi disse che dovremo farla dormire per terra, perché anche i letti a tre piani sono tutti occupati. Se la ragazza accetta, la prendiamo. Chiamai la ragazza; le dissi di venire con la madre e vennero il giorno dopo. Feci un po’ di domande trabocchetto per assicurarmi che non mi avessero detto bugie e le proposi di dormire per terra su un materasso di gomma piuma. Si inginocchiò davanti a me e mi disse: ora sono contenta perché so di avere un papà anch’io! La madre mi ringraziò e mi disse: «Padre, io finché posso continuerò a lavorare e contribuirò per le spese della mia figlia». Le chiesi pure: perché hai dato il nome di Maria Goretti a tua figlia? Rispose che era stata la piccola a volere quel nome quando era in terza elementare: il catechista raccontò la storia di Maria Goretti e lei la scelse come nome e santa protettrice. Qui alla scuola abbiamo 10 ragazze che negli anni novanta furono rapite dai ribelli alla scuola di Aboke; passarono 8 anni come mogli schiave dei ribelli; quando fuggirono scapparono tutte coi loro figli e vennero da me a chiedermi se le accettavo alla scuola. Accettai le ragazze alla scuola e i figli furono lasciati in varie famiglie e ora pure loro vanno a scuola col nostro aiuto. Scusate se ho disturbato, ma ho pensato che forse potreste far sapere che esistono ragazze che hanno il coraggio di tenersi e amare il frutto della violenza. Chissà che non serva!
padre John Scalabrini
La lettera che il papa ha inviato ai vescovi del mondo e' veramente impressionante; un po' perche' e' di per se' clamoroso che il Papa senta il bisogno di richiamare i suoi confratelli nell'episcopato all'atteggiamento giusto da tenere verso la vita della Chiesa, e molto per il tono accorato e preoccupato del testo.
Qualche osservazione:
Non mi pare contino molto le questioni di metodo, cioe' se alcune informazioni potevano essere raccolte piu' tempestivamente, a me sembra che la preoccupazione del Papa vada al cuore del problema: per molti cattolici la missione della Chiesa non e' il primo criterio nel giudicare la realta'. Infatti cosa dice il Papa? Ripete piu' volte che la Chiesa esiste per portare Dio agli uomini “Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento“ “Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall'orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l'umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più”. Allora la Chiesa deve cercare innanzi tutto l'unita' dei credenti, perche' “La loro discordia, infatti, la loro contrapposizione interna mette in dubbio la credibilità del loro parlare di Dio”. Allora, si chiede il Papa, “era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che "ha qualche cosa contro di te" (cfr. Matteo 5, 23s) e cercare la riconciliazione?” “In questo caso” vuol dire nel rapporto con la comunita' lefebvriana.
Fino qui tutto abbastanza normale, il richiamo alla misericordia e all'unita' e' consueto nella Chiesa. Ora pero' arriva il colpo duro, “A volte si ha l'impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo, almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo.” con la successiva citazione di San Paolo:”Che la libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!" Diciamolo, ha fotografato la realta': il mondo pacifista e buonista di oggi ammette veramente dei gruppi sui quali si puo' picchiare impunemente, anzi, che bisogna picchiare, se no non si e' corretti; uno di questi bersagli ammessi e' proprio la Chiesa, come l'esperienza quotidiana dimostra. Che poi anche all'interno della Chiesa ci siano parti picchiabili e' a dir poco triste, anche se indiscutibile, ed e' motivo per intensificare le preghiere perche' la Madre di tutti noi apra i cuori dei suoi figli all'incontro con Cristo presente.
Ma sul caso si sono buttati anche i dispensatori di buoni consigli al Papa, tutti convinti di essere piu' bravi di quel caro vecchietto, tanto buono, ma fuori dal mondo. Il rimprovero piu' comune e' che il Papa, e la Chiesa tutta, non sanno stare al passo con i tempi, non riescono a capire cosa vuole la gente: due osservazioni: non gli e' mai venuto il dubbio che la Chiesa e il Papa sappiano benissimo qual e' il passo dei tempi, e non gli interessi seguirlo? E, seconda osservazione, sono proprio sicuri che la cosiddetta opinione pubblica non sia orientata da qualcuno che ha scopi precisi, proprio opposti a quelli della Chiesa? Io sono convinto che la Chiesa, che esiste da molto piu' tempo di qualsiasi istituzione conosciuta, sappia benissimo cosa e' il mondo e a cosa mirano le tendenze sociali, solo che ha degli scopi non necessariamente compatibili con esse: vedi sopra cosa scrive il Papa: se i geni che credono di indirizzare i pensieri e le azioni degli altri non capiranno questa elementare verita' non riusciranno mai a capire come e perche' la Chiesa agisce.
Oggi si e' saputo che il Papa ha sentito il bisogno di scrivere ai vescovi del mondo per indicare il modo corretto di leggere la revoca della scomunica ai vescovi illecitamente ordinati da Lefebvre. Sara' utile leggere con attenzione la lettera, ma per ora mi sembra necessario sottolineare quanto il fumo di Satana di cui parlava Paolo VI stia ancora lavorando nella Chiesa, se anche i vescovi devono essere richiamati a non aderire acriticamente ai criteri di giudizio mondani, non applicabili alle vicende della Chiesa.
Il blog di Sandro Magister riporta il testo della delibera con cui il consoglio comunale di Firenze (non si puo' dire che rappresenti la citta'). E' un po' lungo, ma vale la pena riportarlo.
DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZE
Il consiglio comunale,
considerato che la scelta di Beppino Englaro di sospendere l’alimentazione e l’idratazione nei confronti della figlia Eluana,vittima di un tragico incidente che l’aveva costretta allo stato vegetativo da 17 anni, è stata decisione umanamente difficile e dolorosa;
considerato che Beppino Englaro ha fatto della propria dolorosa storia personale una battaglia politica in difesa della laicità, dell’umanità, della civiltà;
ricordato che la richiesta di sospensione dell’accanimento terapeutico formulata da Beppino Englaro è stata accolta dalla suprema corte e ritenuta pertanto legittima;
considerato che la drammatica vicenda personale di Beppino Englaro e della sua famiglia non è un caso isolato, ma è un’esperienza che tragicamente riguarda molte famiglie e cittadini del nostro paese, e che in via teorica può riguardare ognuno di noi;
considerato che la battaglia di Beppino Englaro per affermare in modo così tenace e non violento i diritti dei cittadini a poter disporre fino alla fine della propria autonomia e della propria libertà rappresenta un insegnamento di grande integrità morale e di coraggio umano e civile;
visto che nel clamore e nella tragedia umana di Eluana Englaro e della sua famiglia dopo anni di stasi il parlamento ha accelerato i tempi per arrivare ad una legge sul tema del testamento biologico che rischia di essere inquinata da posizioni ideologiche che distolgono dalla centralità della tutela dei diritti;
ritenuto che la città di Firenze, attraverso un atto simbolico quale quello del conferimento della cittadinanza onoraria, possa sostenere con forza l’art. 32 della costituzione per cui la “legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”;
visto il sostegno di premi Nobel e di numerose personalità alla battaglia di Beppino Englaro anche in favore di una legge sul testamento biologico che confermi il diritto alla salute, ma che rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere;
considerato infine che Beppino Englaro è divenuto un simbolo prezioso di quella parte del paese che crede alle istituzioni, alla libertà, all’autonomia dei poteri;
delibera
di conferire per i motivi suddetti la cittadinanza onoraria di Firenze a Beppino Englaro, quale simbolo di eccellente insegnamento di grande integrità morale, di coraggio umano e civile, in difesa della legalità della laicità dello Stato, dell’umanità, della civiltà.
Ieri e' anche comparsa la notizia che l'associazione voluta dal gruppo che ha portato alla morte Eluana ha intitolato la via in cui sorge la casa di riposo La Quiete alla ragazza morta, in via non ufficiale, ovviamente. La motivazione e' che ''Eluana rappresenta il sacrificio in nome della liberta' di poter scegliere. E' una donna simbolo. La battaglia vinta da Eluana attraverso suo padre segna un fatto epocale''
A questo punto e' chiaro che la persona Eluana non c'entra piu', e non c'entrava neanche prima. Conta la battaglia lanciata “in difesa della laicità, dell’umanità, della civiltà”, da “quella parte del paese che crede alle istituzioni, alla libertà, all’autonomia dei poteri”, intensificata adesso che “il parlamento ha accelerato i tempi per arrivare ad una legge sul tema del testamento biologico che rischia di essere inquinata da posizioni ideologiche che distolgono dalla centralità della tutela dei diritti”, ma cominciata quando “Beppino Englaro ha fatto della propria dolorosa storia personale una battaglia politica in difesa della laicità, dell’umanità, della civiltà”.
Bisogna tenere ben presente cosa c'e' in gioco, per resistere.