Le trattative per formare il governo proseguono nella prevedibile ridda di voci incontrollate: io penso che Berlusconi terra' fede al personaggio e uscira' alla fine con qualcosa che nessuno aveva previsto, tuttavia per ora e' ragionevole pensare che la presenza cattolica nei posti che contano sara' nulla: Formigoni restera' in Lombardia e il ministero previsto per Maurizio Lupi e' sparito: questo conferma che nessuna delle due parti politiche contrapposte nell'Italia di oggi e' disponibile a ammettere una presenza cattolica al suo interno. Nella sinistra i cattolici sono stati accuratamente messi in posti dove non possono influire su nulla, nel centrodestra si tiene ben lontano Formigoni, e cosi' gli altri cattolici. Non voglio dire di pentirmi del voto espresso, i motivi restano validi, ma cresce il fastidio per la mancata considerazione per la presenza cattolica. La compensazione offerta a Formigoni per l'escluderlo dal posto di governo che la buona amministrazione lombarda merita e' assurda: coordinatore del PdL? Ma se non esiste nemmeno un PdL se non nella mente di Berlusconi: non c'e' uno statuto, organi di partito, niente da coordinare: per ora non ci sono segni che vada oltre quello che e' stato Forza Italia: uno pseudo partito del tutto dipendente dai capricci del capo, che l'ha sciolto senza deliberazioni di nessun organo di partito, senza consultazioni di iscritti e dirigenti. E allora quale sarebbe il ruolo di Formigoni? Lo specchietto per le allodole?
Mi sembra importante notare, comunque, che l'attesa per l'insediamento delle Camere non dipende (solo) dai problemi politici: la Costituzione prevede un tale intreccio di adempimenti per l'insediamento delle Camere e la successiva nomina del governo che sei settimane sono il periodo minimo che deve passare. Un altro motivo per riformare un testo che solo i moralisti di sinistra possono considerare intoccabile.
Be', e' andata bene, non potevamo aspettarci di meglio. Mi dispiace un po' per Ferrara, ma, come scrivevo poco fa, non e' tempo di testimonianze, bisogna essere concreti. La festa, per quanto mi riguarda, e' un po' rovinata dal successo della Lega, che comunque non mi sembra tale da dare a Bossi e padani una posizione di forza. Questo, ovviamente, se si andasse avanti secondo logica, ma la politica non va molto d'accordo con la logica. Intanto, comunque, avremo un parlamento con pochi partiti, sicuramente piu' gestibile, e ha vinto la parte che da' piu' garanzie di rispettare la tradizione del nostro popolo. Speriamo, o meglio preghiamo, che non si ripeta la prestazione modesta del governo 2001-2006, perche' i problemi del 2008 sono molto piu' gravi; elenchiamo un po' di crisi: l'evidente crisi energetica, con la dipendenza dall'estero che si e' accentuata, la crisi finanziaria, che incombe dietro l'angolo, la crisi del cibo, che non ci riguarda, ma che potrebbe destabilizzare Asia, Africa e America del Sud. E poi c'e' la generale crisi di fiducia di tutta l'Italia, che ha proprio bisogno di una spinta, o meglio di un governo che valorizzi le tante energie che ci sono, e possono riportarci al livello dei paesi piu' sviluppati.
Intanto circola la notizia che Formigoni andrebbe al Senato, lasciando la presidenza della Lombardia a un leghista: fine di una bella storia, il modello vincente sacrificato all'amore di Berlusconi per Bossi. Speriamo che non sia vero.