Nessuno si e' chiesto dove vuole arrivare la chiesa ambrosiana? Io sono rimasto molto colpito dalla lettera, ampiamente pubblicizzata, del card. Tettamanzi “agli sposi in situazione di separazione, divorzio e nuova unione”. Ribadire che nessuno e' fuori dalla Chiesa, se non per propria volonta', e che chiunque va accolto e curato come un fratello, e' sempre necessario, perche' noi cristiani tendiamo a dimenticarlo, ma la lettera va oltre, e sembra cominciare a porre le basi per accettare, quasi valorizzare la separazione. Si “abbassa l'asticella”, con un'espressione secondo me indovinatissima, cedendo alla pressione della mentalita' comune. Cito, dal sito della diocesi di Milano:
Lo dice chiaro Tettamanzi: «La Chiesa sa che in certi casi non solo è lecito, ma addirittura inevitabile prendere la decisione di una separazione: per difendere la dignità delle persone, evitare traumi più profondi, custodire la grandezza del matrimonio, che non può trasformarsi in un’insostenibile trafila di reciproche asprezze».
E i figli? L'arcivescovo se ne ricorda, ma non va oltre una generica sollecitazione:
« Voglio raccomandare a tutti i genitori separati di non rendere la vita dei loro figli più difficile, privandoli della presenza e della giusta stima dell’altro genitore. I figli hanno bisogno, anche seguendo le recenti garanzie legislative, sia del papà sia della mamma e non di inutili ripicche, gelosie o durezze».
senza considerare che il metodo piu' semplice per assicurare ai figli la presenza di papà e mamma e' che i succitati restino insieme.
Intanto il Papa ha, casualmente?, ribadito: cito da Petrus:
il Papa ricorda che nelle cause di nullita' ''la realta' concreta dei fatti'' deve essere ''giudicata alla luce dei criteri che riaffermano costantemente la realta' del matrimonio indissolubile, aperta ad ogni uomo ed ogni donna secondo il disegno di Dio Creatore e Salvatore''
e ancora
Il Papa e' preoccupato che i tribunali ecclesiastici nei giudizi sulla nullita' dei matrimoni cattolici si allontanino progressivamente dalla dottrina ecclesiastica sulla indissolubilita' del matrimonio, e che su questo tema delicatissimo prevalgano delle ''giurisprudenze locali'' .
Qualche giorno fa il sito della Gazzetta dello Sport ha pubblicato una notizia interessante: gli atleti belgi che parteciperanno alle Olimpiadi dovranno assolutamente evitare di parlare di politica, per decisione del Comitato Olimpico belga. Un altro esempio dell'ossequiosita' di questi campioni della democrazia davanti al potere economico: o forse davanti all'ombra del libretto di Mao, ancora legato alla Cina nell'immaginario dei sinistri da casa nostra.
Uno spunto velocissimo: anche in ambito cattolico sono continui i richiami a intervenire sull'emergenza umanitaria a Gaza: e' vero, i palestinesi confinati nella striscia sono in condizioni miserevoli, e i loro bisogni vanno affrontati. Ricordiamo pero' che Israele continua comunque a fornire il necessario per gli ospedali, e che Hamas, che ha preso il potere a mano armata massacrando i seguaci di al Fatah, riceve aiuti internazionali, ufficiali o meno, per decine di milioni di euro. Ricordiamo infine che in due anni da Gaza sono stati lanciati 9300 missili versi Israele: sono razzi abbastanza rozzi, ma richiedono comunque materiali, tubi d'acciaio, esplosivo, propellente, che vengono comprati con gli aiuti detti sopra. Se veramente vuole la pace, la cosiddetta comunita' internazionale dovrebbe essere piu' decisa con i terroristi.
Un pezzo interessante di Franco Bechis, direttore di Italia Oggi, dal suo sito:
Una lunga telefonata per descrivere quello che sarebbe accaduto sia dentro che fuori l'Università La Sapienza di Roma. Da un capo del filo il ministro dell'Interno italiano, Giuliano Amato, dall'altro il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano. Fu così che mentre il comandante della Gendarmeria vaticana, l'ex capitano della guardia di Finanza, Domenico Giani, stava mettendo a punto il sistema di sicurezza intorno al Pontefice con la questura e la prefettura di Roma, il governo italiano cercava- riuscendoci- di ottenere una rinuncia della visita. Secondo fonti di altissimo livello di cui ho raccolto testimonianza diretta, nella telefonata Amato ribadì che non ci sarebbe stato alcun problema per l'incolumità personale del Pontefice, che sarebbe stato coperto da una schiera a protezione anche di lancio di uova o vernici. Ma tutto intorno sarebbe stato probabile l'inferno: auto rovesciate, incendiate, scontri anche violenti con "possibili feriti e anche peggio". Fu a quel punto che Amato disse a Bertone: "Eminenza, io sconsiglierei la visita alla Sapienza. Può sempre dire che al Papa è venuto un raffreddore e la febbre...". Soluzione presa dall'Urss di Breznev, probabilmente. Che ha lasciato attonito Bertone e addoloratissimo il Papa...
Ricordiamoci queste cose, perche' e' in atto il tentativo di far passare l'ostracismo al Papa come un atto di vigliaccheria da parte del Papa stesso, grazie anche alla doppiezza dei nostri catastrofici, grazie al cielo ex, governanti. Di passaggio, mio figlio, che lavora all'Universita' di Bologna, mi ha detto che nell'ambiente circolava una chiamata alle armi simile a quella che s'era vista ai tempi del G8, mentre altri amici mi riferiscono che gli universitari di Comunione e Liberazione del Politecnico di Milano erano gia' mobilitati per correre a Roma a difendere il Papa. In un paese normale non dovrebbe essere necessario, ma siamo ancora il paese di Prodi, Amato, Bindi, e compagnia cantante.
A questo proposito mi torna in mente un canto che ho imparato da ragazzino, nell'Azione Cattolica non ancora svirilizzata dalla scelta religiosa, canto che ho sentito varie volte nelle ultime settimane a Radio Maria:
Qual falange di Cristo Redentore
la gioventù Cattolica è in cammino,
la sua forza è lo spirito divino
origine di sempre nuovo ardore;
ed ogni cuore affronta il suo destino
votato al sacrificio ed all'amor.
Balde e salde s'allineano le schiere
che la gran madre dal suo sen disserra,
la più santa famiglia della terra,
eleva in alto i cuori e le bandiere
ed ogni figlio è pronto alla guerra,
votato al sacrificio ed all'amor.
Torniamo a quei tempi? Puo' darsi, certo l'attacco e' sempre piu' deciso.
Curiosando nel sito della SWG, a cui mi sono iscritto tempo fa per partecipare a sondaggi vari, ho scoperto una chicca:
Per le donne del nostro Paese un bimbo è vita fin dal concepimento
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Scritto da red |
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venerdì 25 gennaio 2008 |
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Una percezione con un alto tasso di sensibilità. Le donne hanno una visione chiara del concetto di “vita”, ma sono razionali: chi decide di abortire lo fa per necessità. La maggior parte delle donne, il 67%, intervistate fissa con il concepimento l’inizio della vita di un bambino. Questa è una convinzione radicata nell’opinione pubblica in rosa che manifesta una forte matrice cattolica e con un livello di scolarità più elevato, ma anche da chi vive nel Mezzogiorno e dalla ragazze più giovani. È presente, poi, un 33% di intervistate più razionale. E che considera l’inizio della vita con la formazione del cervello del feto. Una posizione presente nelle donne che si definiscono atee e nelle persone più adulte. Ma è una percezione radicata anche tra chi risiede nel Nord del Paese. Il segmento delle più secolarizzate esprimono con maggiore intensità questa visione. Compatto, invece, il giudizio sulle motivazioni che spingono a interrompere una gravidanza. Per necessità è per il 75% la causa principale che spinge ad abortire. Per leggerezza e egoismo sono le altre due motivazioni che vengono individuate rispettivamente dal 13 e 12% delle donne del nostro Paese. |
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Non so se e' chiaro: le donne intelligenti, anzi razionali, sono quelle convinte che la vita dell'essere umano comincia quando si forma il cervello, le altre sono meridionali, inesperte, e, soprattutto, cattoliche. Ringraziamo il cielo dell'iniziativa di Ferrara, che cerca di riportare la riflessione sulla vita a un livello veramente razionale.
Prodi se n'e' andato: e' una buona notizia per il paese, ma la cosa non mi emoziona. Circa un anno fa, quando Prodi era caduto (quasi) per la prima volta, avevo pubblicato un post esultante, ricordando le odi di giubilo di Alceo di Mitilene e di Orazio. Oggi un anno di disastro mi lascia freddo: bene, Prodi e soci non possono piu' fare danni, ma questo basta? Il centrodestra e' riuscito nella non facile impresa di non contribuire in nulla alla caduta del governo piu' ridicolo della storia della repubblica italiana: scusate, ma non mi da' grandi speranze per il futuro. Anche perche' torneremo a votare, a quel che pare oggi, con la legge elettorale simpaticamente definita “porcata” dal suo autore: cosa puo' venirne? Io poi sono convinto che l'unico sistema elettorale che dia qualche garanzia di rappresentativita' sia il proporzionale con preferenza: mi pare invece che le leggi proposte portino da tutt'altra parte, per cui non vedo davvero prospettive di cambiamento. Bene, vedremo: tanto per essere chiari, a votare andro', e votero' centrodestra: sono abbastanza tranquillo che in questo modo non portero' al potere i distruttori della famiglia e della sussidiarieta'.
Il sito della Santa Sede riporta il testo dell'allocuzione che il Papa avrebbe rivolto alla Sapienza, e la lettera con cui il card. Bertone ha trasmesso il documento al rettore Guarini.
Non ho avuto tempo di leggere l'allocuzione, ma la lettera e' indicativa del dispiacere del Papa per l'occasione perduta: occasione di “una parola culturalmente significativa, da cui trarre indicazioni stimolanti nel personale cammino di ricerca della verità”.
http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/21453.php?index=21453&po_date=16.01.2008&lang=it
Credo sia utile rendersi conto di cosa buttano via molti in nome di una preclusione ideologica. E non e' un atteggiamento limitato a pochi professori universitari: oggi, al termine di una riunione professori nel liceo dove insegna mia moglie, un insegnante (cattolico, ovviamente) ha presentato una mozione di solidarieta' al Papa; dopo le solite dichiarazioni di “sono d'accordo, ma capisco il disagio dei professori...”, la mozione e' stata approvata a maggioranza, ma la Preside, casualmente anche consigliere comunale DS a Riccione, non dara' corso alla cosa per motivi procedurali, cioe', se ho capito bene, l'assemblea che ha approvato il documento non era quella giusta. Niente di nuovo, faceva cosi' la maggioranza del consiglio di quartiere di cui facevo parte venti anni fa, quando passava qualche ordine del giorno sgradito.
Magdi Allam ha lanciato una raccolta di adesioni a un appello di solidarieta' con il Papa: e' un testo duro, nel modo di Allam. Io credo sia giusto aderire, all'indirizzo:
http://www.magdiallam.it/
Ho di nuovo l'influenza, quindi reagisco con ritardo alla vergogna andata in scena all'universita' La Sapienza, nome evidentemente del tutto inadatto all'istituzione. Non posso ne' voglio aggiungere niente a quanto detto da fonti molto piu' autorevoli di me, riporto il comunicato di Comunione e Liberazione:
I Papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo (Cuba, Nicaragua, Turchia, etc.). L’unico posto dove il Papa non può parlare è La Sapienza, un’università fondata, tra l’altro, proprio da un pontefice.
Questo mette in evidenza due fatti gravissimi:
1) l’incapacità del governo italiano a garantire la possibilità di espressione sul territorio italiano di un Capo di Stato estero, nonché Vescovo di Roma e guida spirituale di un miliardo di persone. Piccoli gruppi trovano, di fatto, protezioni anche autorevoli nell’impedire ciò che la stragrande maggioranza della gente attende e desidera;
2) la fatiscenza culturale dell’università italiana, per cui un ateneo come La Sapienza rischia di trasformarsi in una “discarica” ideologica.
Come cittadini e come cattolici siamo indignati per quanto avvenuto e siamo addolorati per Benedetto XVI, a cui ci sentiamo ancora più legati, riconoscendo in lui il difensore – in forza della sua fede – della ragione e della libertà.
Per inquadrare nel modo dovuto la vicenda, vorrei far notare che la lettura della lettera del prof. Cini mostra come al fondo del rifiuto di accogliere il Papa in universita', non ci sia in realta' il ricordo del processo a Galileo, ma la pretesa di autonomia, anzi di assolutizzazione, quasi di sacralizzazione, della scienza fisica: bene, questa concezione e' in effetti negata dal magistero di Benedetto XVI, e chi non e' d'accordo ha tutto il diritto di discuterla. Pero' e' proprio quello che questi laicisti duri e puri non fanno: non vogliono parlarne, non accettano che si dia credito a chi sostiene tesi diverse dalle loro. Forse fanno bene: se le loro ragioni sono quelle scritte da Cini nella sua lettera sono veramente poca cosa, avanzi della propaganda anticlericale in voga da qualche secolo.
Per rendersi conto di quanto ho scritto potete leggere la lettera del prof. Cini a questo link:
http://www.aprileonline.info/5852/la-lettera-di-marcello-cini
Per quanto poi riguarda il processo a Galileo, e' utile chiarirsi le idee leggendo l'articolo di don Negri da CulturaCattolica.it
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=88&id_n=2160.
Chiudo riportando la dichiarazione di D'Alema sentita al TG2 di oggi:”Ci voleva proprio un'altra camionata di fango!”, che una volta tanto mi pare centri esattamente l'effetto della vicenda sulla credibilita' dell'Italia come paese civile.
Ma guarda, il secondo appuntamento del percorso elettorale USA ha dimostrato che trarre conclusioni dal test in Iowa era prematuro. A parte questo, il Foglio ha pubblicato un'interessantissima lettera di Giorgio Israel sul contrasto fra liberta' umana e scientismo incombente:
Al direttore - “I sondaggi: nuova vittoria di Obama”, titola il Corriere. E tutta la stampa è stata costretta a crederci e a imbastirci sopra analisi politiche che già non valgono il pezzo di carta su cui sono state scritte. Alla faccia della statistica e della misurazione scientifica delle intenzioni umane. La soggettività delle persone ha agito con inattesa libertà – inattesa, come agisce per natura la libertà – e si è fatta beffe della loro “scienza”. E’ il secondo giorno che ricevo programmi di convegni sulla “misurazione della felicità” e la “misurazione della cultura”. E’ un’ondata totalitaria soffocante. Anche i pedagogisti-didatti-docimologi pretendono di misurare le “abilità” e le “competenze” degli studenti trasferendo la “valutazione” dal rapporto umano alla (pretesa) oggettività scientifica. E’ il solito scientismo, tanto fallimentare quanto caparbio nell’imporre la sua prepotente egemonia, come tutte le ideologie fanatiche. Uno scientismo che vuole descrivere, prevedere e governare il mondo degli esseri umani come se fossero particelle materiali soggette a leggi deterministiche e che poi lo vuole anche riformare e rifare sulla base dei suoi principi. Apriamo gli occhi. La nuova eugenetica che sta devastando il nostro vivere civile non è un fenomeno diverso, soltanto un ramo dello stesso albero proveniente dalle stesse identiche radici: la volontà di disumanizzazione. Giorgio Israel