E, a proposito, oggi 23 dicembre la Messa proponeva la lettura del brano del vangelo di Matteo che riporta la sorpresa di Giuseppe nel sapere che la promessa sposa aspettava un figlio non suo (Mt, 1, 19): e' interessante che l'evangelista affermi che Giuseppe, essendo giusto, decise di rimandarla segretamente: ora, per un ebreo dei tempi di Gesu' “essere giusto” voleva dire proprio il contrario di quello che ha fatto Giuseppe: per stare alla legge avrebbe dovuto denunciare Maria come adultera, con tutte le conseguenze del caso. Il primo caso, forse, di violazione della legge degli uomini in nome di una legge piu' grande, piu' profonda, scritta dal Creatore nel cuore dell'uomo. Chissa' se i cattolici adulti che propagandano la legalita' come valore hanno mai letto e meditato questo brano del Vangelo; chissa' se quando parlano di sacralita' della Costituzione e inviolabilita' della legge 194 si rendono conto di cosa dicono. Temo di si', e se la vedranno con il giudizio finale, ma intanto i danni sociali li dobbiamo contrastare noi.
Continua il dibattito intorno alla proposta di moratoria sull'aborto lanciata da Giuliano Ferrara. Sul Foglio di sabato Ferrara ha dato una risposta centratissima, secondo me, alla lettera di dissenso di Marianna Rizzini, dissenso argomentato e civile, sofferto e meditato: la precisissima risposta del direttore e' stata: Sono balle. Evviva!, qualcuno finalmente taglia corto ai sofismi e alla discussione educata: c'e' anche qualche altra frase, che dettaglia: la questione e' semplice: “...non uccidere. Puoi farlo, e nessuno tranne la tua coscienza ti puo' giudicare, ma la cosa sara' nominata con il suo nome”. Doppio evviva!: chiamiamo le cose con il loro nome, se no, di che parliamo? Contrastano miseramente con la pulizia delle frasi che ho trascritto, i contorcimenti dei cattolici adulti, che si', il dramma e' reale, pero' le condizioni politiche e sociali..... Basta con gli eufemismi, chiamiamo le cose con il loro nome: chi ha detto “il vostro parlare sia si', si', no, no”?
Non mi convince l'ondata di ammirazione per Sarkozy, come non mi convinceva quella per Blair: entrambe le mode mi hanno dato l'impressione di “l'erba del vicino e' sempre piu' verde”, i diretti interessati, francesi ora e inglesi qualche anno fa, sarebbero sicuramente meno entusiasti. Tuttavia il discorso pronunciato il 20 dicembre dal presidente francese nella basilica di S.Giovanni in Laterano e' veramente interessante, come esempio di laicita' correttamente applicata: riconosce prima di tutto la nascita della nazione francese dal cristianesimo, un semplice dato storico che tuttavia viene negato in nome di un estremismo laicista, e si richiama al grande ruolo che la religione ha in una societa', non come “pompiere sociale”, come a volte la si vorrebbe, ma come generatrice di speranza. Si', l'incontro fra laici e cristiani, secondo Sarkozy, e' oggi urgente proprio sul terreno che il Papa ha richiamato nella sua recente, immensa, enciclica: significativa la conclusione del discorso, citando, mi pare, Bernanos:””L'avvenire e' qualcosa che si domina. Non si subisce l'avvenire, lo si fa. L'ottimismo e' una falsa speranza a uso dei vili. La speranza e' una virtu', una determinazione eroica dell'anima. La forma piu' alta di speranza e' la disperazione dominata.” Ovunque agirete....io vi sosterro'. La Francia ha bisogno della vostra generosita', del vostro coraggio, della vostra speranza.”
Cioe', la Francia ha bisogno del vostro essere cristiani veri,come dice poco sopra, “ha bisogno di cattolici felici che testimonino la loro speranza”; sarebbe bello che qualche italiano dicesse le stesse cose.
Le buone notizie, quando ci sono, bisogna darle: per questo vorrei sottolineare una notizia tratta da Asia News, agenzia d'informazione del Pontificio Istituto Missioni Estere, comunica che nella penisola di Mindanao, provincia meridionale delle Filippine, a maggioranza islamica, i mussulmani locali hanno stabilito ronde armate per proteggere le chiese cristiane da attentati, pericolo reale per l'estendersi del fondamentalismo islamico. E' una bella notizia, dimostra che esistono mussulmani con i quali e' possibile convivere, e che non e' cosi' assodato che la violenza e' connaturata all'Islam. Certo, Mindanao fa parte di un paese cristiano, dove le istituzioni non sono conformate alla shari'a, e i mussulmani non sono stati educati all'odio interreligioso: comunque e' un buon segno. Le Filippine, fra l'altro, essendo un paese certamente asiatico e certamente cristiano, sono un segno evidente che il cristianesimo non e' legato esclusivamente all'occidente, e che l'Asia non e' impermeabile alla predicazione cristiana.
Non lo citera' nessuno, e invece mi sembra doveroso richiamare l'attenzione su quanto dichiarato dal vescovo di Dacca, Bangladesh, in un'intervista pubblicata da Avvenire: si parla di Yunus, premio Nobel per la pace, diffusore in Bangladesh di una forma di microcredito. Quando se ne e' parlato, mi pare l'anno scorso, ho subito commentato che aveva reinventato la Cassa Rurale e il Monte di Pieta', strumenti inventati dai cristiani secoli fa per diminuire le disuguaglianze sociali; avendo lui studiato in Europa, il tutto non deponeva a favore della sua originalita', pur non togliendo niente al bene che ha fatto: adesso l'intervista che segue ridimensiona anche la sua opera sociale:
In Occidente guardiamo all’opera di Muhammad Yunus, il Nobel della pace 2006 che con la Grameen Bank ha dato fama al microcredito. Può essere un’alternativa per lo sviluppo?
Il microcredito è un metodo efficace, i missionari lo utilizzano da decenni. Quello praticato dalla Grameen Bank, però, ci lascia perplessi. Anzitutto, non ammette al prestito i più poveri. Poi pratica tassi elevati, al 12%, che non riduce se si dimezza il debito E chi non riesce a pagare si trova l’ufficiale giudiziario a casa per sfrattarlo. Gente che magari si rivolge alle parrocchie per evitare di rovinarsi. Yunus è il banchiere dei poveri, soprattutto un banchiere.
Un uomo d’affari...
Che non ha nemmeno devoluto in beneficenza l’equivalente monetario del premio Nobel dell’anno scorso, come si usa. In compenso, la Grameen Bank ha interessi nel campo dell’abbigliamento e della telefonia. In ogni angolo del Bangladesh si può telefonare con il cellulare sulle linee della compagnia di sua proprietà. Grazie ad accordi con le società occidentali, vende telefonini a basso costo, ma i poveri per pagare le schede magari non mangiano.
Perché è diventato così popolare da vincere il Nobel?
È amico dei Clinton, è l’icona del musulmano politicamente corretto, che va bene all’establishment finanziario e politico in Occidente. Dove gode di grande fama. Qui no. L’anno scorso ha scritto una lettera aperta ai suoi concittadini dove spiegava di volersi candidare alle presidenziali. Gli hanno voltato tutti le spalle.
Merita attenzione e un'adesione immediata, quando sara' possibile, l'appello di Giuliano Ferrara per una moratoria dell'aborto, aggiunta a quella della pena di morte. E' sintomatico che nessuna delle anime pure del mondo cattolico che hanno applaudito l'atto formale dell'ONU abbia sentito la necessita' di far notare che un vero rispetto per la vita richiede che si cominci dall'inizio e si arrivi alla fine, e questo non pare tanto vero per l'ONU, campione dell'aborto e del sesso sicuro. E' stato molto chiaro il card. Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace: ''I cattolici hanno nel riconoscimento del valore assoluto della vita umana, dal concepimento alla morte naturale, un principio ispiratore che non consente di esultare per un passo positivo senza interrogarsi sugli obiettivi non ancora raggiunti, o peggio negati''.
Mi sembra importante notare che la Chiesa torna a sottolineare con forza che la missione dei cristiani e' annunciare Cristo, e poi giocare un ruolo sociale: se vi sembra ovvio, provate a parlarne con tanti bravi parrocchiani attivi nelle caritas e nei gruppi parrocchiali, e vedete quanti vi rispondono che in fondo c'e' verita' in tutte le religioni, e che basta che un uomo sia fedele alla propria religione per salvarsi.
Dopo la maglia della legione straniera del comunista Moratti (scusate, ma quel nome non riesco a pronunciarlo) un'altra croce calcistica e' in discussione per “rispetto” verso i mussulmani: Corriere.it, cioe' il Corriere della Sera edizione Internet, riferisce che il Barcellona si prepara a togliere dal suo stemma la croce di S.Giorgio, per salvare i suoi lucrosi rapporti con i paesi arabi: veramente non so quale base abbia la notizia: il sito del Barcellona FC non ne parla, e anche la versione in arabo ha ancora in bella vista la croce di S.Giorgio rossa in campo bianco. Se e' vero, piu' che di rispetto religioso si tratta di rispetto per il marketing, e di disprezzo verso la propria identita': staremo a vedere.
A proposito di informazione, pochissimo risalto ha avuto la notizia che la vicenda dell'asilo di Rignano, montatissima dai mezzi della cosiddetta informazione, ha avuto un'altra smentita: i rilievi della polizia scientifica hanno mostrato una totale mancanza di riscontri oggettivi alle accuse infamanti fatte a vari malcapitati: restano solo i discorsi di bambini di quattro anno e il vergognoso ruolo di psicologi vari, tutti fondati sul nulla. Ancora meno diffusa e' la notizia che un libro sulla vicenda, non allineato alla linea politicamente corretta e moralmente sbagliatissima dei mezzi della cosiddetta informazione, e' stato ritirato dalla circolazione senza che nessun giornalista democratico sentisse il bisogno di protestare. Un altro bell'esempio della liberta' d'informazione come viene intesa oggi in Italia.
Il paese campione dell'aria fritta non puo' che essere triste, come i mezzi della cosiddetta informazione di massa ci hanno martellato nei giorni scorsi. In effetti motivi per essere avviliti ce ne sono, ne ho scritto nei giorni scorsi: non certo perche' il parlamento non riesce a darci una legge elettorale decente, ma perche' non e' in grado di rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini. La decadenza del decreto sulla sicurezza, che, ricorderete, era nato sulla spinta emotiva dell'assassinio di una donna a Roma, non e' solo una dimostrazione dell'incapacita' di governo del centrosinistra, e' anche una beffa ai cittadini che hanno paura a girare nelle strade della loro citta': fra l'altro gli espulsi a norma di quel decreto dovranno essere riammessi: li dovremo andare a prendere con tante scuse? Se non ne pagassimo tutti le conseguenze sarebbe una giusta punizione per aver voluto forzare il concetto di sicurezza inserendo una norma sbagliata pro omosessuali. Ma il malessere dipende da tante altre cose: lo sfacelo delle citta', strangolate da regole assurde su traffico e urbanistica, la paralisi delle relazioni sindacali che blocca i salari, la burocrazia sempre ottusa, inefficiente, e oppressiva, i trasporti pubblici costosi lenti e scomodi, e, infine, un governo, e forse un'intera classe politica, evidentemente non in grado di risolvere i problemi.
Eppure, anche se i mezzi della cosiddetta informazione ne parlano poco, c'e' del buono in Italia: anche nello sport, dove le squadre e gli atleti italiani vincono al di la' del baraccone del calcio, unico presente nei mezzi della cosiddetta informazione di massa; e del resto vince anche il calcio, anche senza stranieri: chi sono i campioni del mondo, alla faccia dei moralisti di sinistra? La Ferrari e la Ducati dicono che nell'industria sappiamo farci valere, ma ci sono tanti altri esempi: ho scoperto, per esempio, che e' italiana la ditta leader mondiale della microforatura, un settore a altissima tecnologia monopolio italiano. Dove gli italiani possono esprimersi senza vincoli, dimostrano di essere all'altezza di chiunque altro. A questo punto sembra che l'unico nostro difetto sia sopportare un “settore pubblico” inefficiente e presuntuoso, non solo il governo, ma anche l'informazione, chiusa nel suo ristretto giro, provinciale e elitario, incapace di dare un quadro completo della vita del paese.