Ricordiamo che un altro attacco alla famiglia arriva con la ridicola legge sui cognomi, voluta a tutti i costi dalla Bindi, nella quale spariscono i concetti di padre e madre, nella direzione del genitore A e genitore B di zapateriana derivazione.
Come finira' la vicenda della riforma pensionistica non lo so, e credo onestamente che non lo sappia nessuno: quello che e' venuto fuori non puo' piacere alla sinistra-sinistra, perche' l'eta' pensionabile si alza, anche abbastanza velocemente, anche se non c'e' piu' lo scalone. D'altra parte non puo' piacere neanche ai sinistri-liberali, perche' mantiene regole per andare in pensione molto piu' favorevoli ai lavoratori di quelle di tutti i paesi europei. Nessuno poi ha detto niente del costo altissimo: le proposte per coprire detto costo sono allucinanti:
Un intervento sui trattamenti privilegiati e i fondi in squilibrio: applicazione di un contributo di solidarietà su quei fondi che provocano squilibri finanziari rilevanti che si vanno accentuando nel tempo; non sono un esperto, quindi posso sbagliarmi: l'impressione e' che voglia dire: un fondo in salute, che ha risorse, paghera' per quelli che sono in rosso.
la definizione di alcuni interventi solidaristici;
sospensione per un solo anno della perequazione sulle pensioni superiori a 8 volte il minimo;
aumento di 1 punto dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata con altre coperture previdenziali, con corrispondente aumento delle pensione;
alcune categorie pagheranno di piu'.
Il miglioramento della prestazione pensionistica per i giovani parasubordinati aumentando di un punto l’anno fino a tre punti, la contribuzione che da diritto alla pensione; questa e' scandalosa: i lavoratori con contratto co.co.co (o come si chiama adesso) pagheranno fino a tre volte di piu'!! Alla faccia della preoccupazione per i giovani.
il riordino e la razionalizzazione degli Enti previdenziali mediante la presentazione di un piano industriale da parte del Governo entro il31 dicembre2007; per aumentare l’efficacia del sistema degli enti e ridurre gli oneri di gestione del sistema previdenziale con una clausola di salvaguardia, nel caso in cui il processo di razionalizzazione non assicuri i risparmi previsti ipotizzi dal 2011, consistente in un aumento dello 0,09% dei contributi di tutte le retribuzioni. Anche questa e' incredibile: vuol dire, se capisco bene: mettiamo tutto a posto, ma se non ci riusciamo pagherete di piu'!! Va bene, poco di piu', ma sempre noi??
Le citazioni vengono dal sito del Governo,
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/accordo_pensioni/index.html
Aggiungiamo la penalizzazione dei lavoratori autonomi, giustificata da nulla se non dal pregiudizio comunista verso chi si prende responsabilita', e abbiamo il quadro di un provvedimento fortemente sbilanciato a sinistra, ma che forse la sinistra affossera'.
Ripeto comunque che non mi intendo di materia previdenziale, quindi se mi sbaglio mi scusero' pubblicamente.
Raccomando a tutti di leggere “Il nemico” di Michael O'Brien: e' una riedizione del “Padrone del mondo” di Benson aggiornata alla fine del XX secolo. E' chiaramente una vicenda inventata, ma certi tratti sono troppo simili a quanto accade nella realta' per lasciare indifferenti. Certi fatti di cronaca, certe montature giornalistiche, certe frange cattoliche adulte assumono una luce sinistra pensando a quanto potrebbe succedere se si avverasse quanto immaginato nel romanzo.
Di scrivere che questo governo fa pena sono anche stufo: D'Alema ha confermato che Hamas e' un movimento democratico, e quindi va tenuto in considerazione nella sistemazione del problema palestinese; il tutto ignorando allegramente i metodi usati da Hamas per assicurarsi il potere a Gaza, e la distruzione di Israele tuttora scritta nel suo statuto. Questo ripropone con urgenza una riflessione sulla democrazia, o meglio, bisogna tirare giu' dall'altare la democrazia e rimetterla dov'era, fra i sistemi politici. Voglio dire che non si puo' accettare automaticamente tutto quello che e' approvato a maggioranza, o considerare sani e giusti i corpi sociali che al loro interno tengono elezioni: ricordate l'URSS, o, se e' per questo, l'Italia fascista? Manipolare il consenso e' sempre stato facile, oggi anche di piu', grazie al nichilismo diffuso e alla globalizzazione dei mezzi di comunicazione di massa.
Ma c'e' altro: sulla scuola: Rutelli, vicepresidente del Consiglio, ha annunciato che dal prossimo anno l'anno scolastico finira' piu' tardi e comincera' prima, in compenso ci saranno piu' vacanze a Pasqua e durante l'anno: ma non era un altro il ministro della Pubblica Istruzione? Ah gia', era Fioroni, che intanto annunciava che potrebbe tornare l'esame di riparazione a settembre. Va bene, non succedera' niente, ma la mortadella bolognese non aveva detto che nessuno doveva parlare nel suo governo?
Una proposta di legge che inizia oggi il suo cammino prevede l'abolizione della figura del cappellano militare, affidando la cura spirituale dei membri delle forze armate alle parrocchie nel cui territorio prestano servizio. Il tutto per risparmiare e accentuare il carattere pacifista dei cristiani. Sul merito si potrebbe discutere, ma lo faremo un'altra volta se interessa, quello che risalta e' il tentativo di espellere la chiesa da un altro ambiente, per relegarla al chiuso, nelle parrocchie. E' anche interessante che la ghettizzazione sia voluta proprio dagli ambienti dei cattolici adulti: evidentemente preferiscono poter agire nel mondo secondo il proprio arbitrio all'esistenza della Chiesa come presenza nella societa'.
Tornano all'attacco: rilanciano la triste vicenda della pedofilia dei sacerdoti. Ne abbiamo parlato altre volte, ma penso sia utile leggere un breve pezzo di Massimo Introvigne, proveniente dal Giornale attraverso la newsletter Il Mascellaro, che mette a punto i veri termini della questione:
La transazione per l’astronomica cifra di 660 milioni di dollari che ha chiuso una serie di cause civili contro l’Arcidiocesi di Los Angeles per casi di veri o presunti abusi sessuali compiuti da sacerdoti contro minorenni merita qualche commento che parta da una conoscenza realistica del sistema legale americano. È anzitutto ipocrita parlare di 660 milioni versati «alle vittime».
Una parte cospicua della somma è destinata a coprire le spese legali. Inoltre, la maggioranza delle persone che ha agito contro l’Arcidiocesi ha sottoscritto con i propri studi legali - di solito sempre gli stessi, ormai specializzati in questo tipo di cause - patti di quota lite (contingency), cioè accordi in virtù dei quali gli avvocati non si fanno pagare per rappresentare i clienti, ma intascano poi in caso di transazione o di successo una percentuale importante (spesso il 50 per cento) di quanto al cliente spetta a titolo di risarcimento. I patti di quota lite - che il decreto Bersani ha introdotto anche in Italia, e contro i quali hanno a lungo protestato gli Ordini degli avvocati - sono per definizione segreti e si prestano a evidenti abusi. Ma è pressoché certo che almeno la metà, e forse ben di più, dei famosi 660 milioni sono finiti non alle vittime ma nelle casse di un piccolo numero di voraci avvocati.
È anche vero che le decisioni sulle transazioni in casi di richieste di risarcimento per abusi sessuali sono ormai prese non dalle istituzioni religiose attaccate ma dalle compagnie di assicurazione. Queste ultime assicurano le istituzioni religiose contro il rischio di pagare danni per casi di abuso sessuale anche verificatisi molti anni prima della stipula della polizza. Le assicurazioni pagano una parte consistente di questi risarcimenti, ma gestiscono le transazioni e qualche volta preferiscono pagare senza discutere per poi alzare i premi, già tutt’altro che modesti, che ormai tutte le organizzazioni religiose, scolastiche e sportive degli Stati Uniti pagano per assicurarsi contro il rischio di catastrofi economiche che seguono accuse di abusi sessuali.
Lo schema - illustrato in una serie di studi del sociologo Philip Jenkins - vede dunque in campo due attori principali che restano poco noti al pubblico: le società di assicurazione, che pagano una buona parte dei risarcimenti (e si rifanno alzando i premi) e gli studi legali specializzati, che incassano il grosso delle somme. Né le une né gli altri sono particolarmente interessati all’accertamento della verità.
Per questo, le somme astronomiche di cui si parla - e si parlerà ancora, perché il caso di Boston su cui si sta ancora trattando non è molto più piccolo di quello di Los Angeles - in realtà ci dicono poco sulla questione dei preti pedofili, anche se sono utili a chi vuole attaccare la Chiesa con titoli sensazionali. La realtà rimane quella descritta dal rapporto del John Jay College del 2004, il più autorevole studio sul tema. In cinquantadue anni i preti americani accusati di pedofilia sono stati 958, quelli che hanno subito una condanna penale 53. Troppi: anche un solo prete pedofilo è uno di troppo, e basta a giustificare la linea di tolleranza zero di Papa Benedetto XVI sul punto e le scuse del cardinale Mahony. Ma i dati veri sono questi.
Ricordiamo che le accuse, salvo pochi casi di rei confessi, sono fondate sulle affermazioni di personaggi che sperano di cuccarsi migliaia di dollari, suffragate da perizie psicologiche in stile Rignano Flaminio.
Senza grande sorpresa, ho letto che vari esponenti del cosiddetto terzo settore hanno costituito un gruppo per la presenza nel futuro partito democratico. Alcuni, con in testa il nostro amico Riccardo Bonacina, hanno protestato ma e' sempre stato evidente da che parte penda un certo mondo. Del resto, viene anche ampiamente compensato per la vicinanza.
La notizia che Prodi e' indagato a Catanzaro non puo' che farmi piacere, ma le basi per l'accusa sembrano oggettivamente ridicole: il nome associato a un numero su un cellulare di altri? Mi sembra veramente poco. L'inchiesta e' quella in cui e' coinvolto il nostro amico Saladino (fra l'altro, avrebbe meritato una difesa un po' piu' decisa dalla CdO e dal suo presidente), partita alla grande, ma gia' frenata dal Tribunale del riesame, che ha disposto il dissequestro del materiale sequestrato, per mancanza di necessita'. Un segno di scarsa fondatezza del castello delle accuse.
In tema di disastri, il governo non si fa mancare niente: il ministro per la Solidarieta' Sociale Ferrero, comunista e valdese, vuole spendere 50 milioni di euro per l'integrazione: il guaio e' che li vuol far spendere alle moschee dell'UCOOI, notoriamente legate agli ambienti dell'Islam violento e terrorista. Si impongono due osservazioni: gli immigrati non sono tutti mussulmani, e anche quelli che provengono da paesi mussulmani sono praticanti religiosi in misura molto inferiore a quanto pratichino le chiese gli italiani (senza contare che le moschee non sono centri religiosi): perche' allora dargli tutti questi soldi? Perche' anche gli arabi non praticanti si avvicinino alle moschee, e cosi' siano adeguatamente indottrinati? E filippini, ucraini, sudamericani, cinesi, e tutti gli altri? Devono convertirsi all'Islam? Senza contare che integrazione dovrebbe significare avvicinare gli stranieri al nostro modo di vivere, mentre cosi' vuol dire spezzare la societa', in tanti gruppi viventi ognuno a modo suo, senza comporre una compagine unita. E' difficile non pensare che Ferrero, comunista e valdese, non sia mosso da un'ostilita' di base alla nostra societa' nata e fondata sul cristianesimo.