dalla newsletter Il Legno Storto:
Tra le altre chicche del "fazzoletto Bersani", segnaliamo l'introduzione di regime fiscale agevolato sulle imposte sul reddito per "favorire la diffusione dei prodotti del commercio equo e solidale che rispettano i criteri previsti dalle organizzazioni di certificazione del fair trade". Proviamo a tradurre maliziosamente la lettera di questo articolo: chiunque fondi un'azienda il cui oggetto sociale è quello di importare e vendere i prodotti del commercio equo e solidale riconosciuti tali dalle lobby internazionali a ciò preposte, potrà pagare meno tasse sul reddito aziendale. Non male.
Tenendo conto di chi commercializza i prodotti cosiddetti equi e solidali, un nuovo favore di Bersani ai suoi amici. E pensare che lo stimavo...
Pochi giorni fa e' uscito un libro di Magdi Allam, dal titolo Viva Israele. Non l'ho letto, ma gli articoli che ne parlano sono sufficienti per capire che almeno uno dei punti che tocca merita la piu' grande attenzione: il contrasto oggi, afferma, e' fra la cultura della morte e la cultura della vita, e “Israele, insieme a papa Benedetto XVI, sono la residua speranza di salvezza della civilta' occidentale che, piu' di altre civilta', incarna la sacralita' della vita e la liberta' della persona”. E' un'affermazione pesante, che andra' commentata e verificata, ma oggi mi interessa di piu' esaminare le reazioni che libro e posizione hanno suscitato: impressionanti sono due articoli, uno di Gad Lerner, uscito su Vanity Fair, lo trovate al link
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=17910
l'altro di Amos Luzzatto uscito sul Riformista del 18 giugno, e lo trovate al link
Gad Lerner nella sua risposta teorizza la mancanza d'identita', l'essere indefiniti. Una frase impressionante dice: abbiamo bisogno di traditori, non di transfughi; cioe', benvenuto chi lascia i suoi, ma senza attaccarsi a nessuno, in nome del parlare con tutti: parlare di cosa non si sa, cosa fare se gli altri cominciano a menare ancora meno.
Mentre chi sia Gad Lerner lo sanno tutti, potenza della TV, Amos Luzzatto e' meno noto: e' stato presidente dell'unione delle comunita' ebraiche d'Italia, quindi una figura di primissimo piano nell'ebraismo italiano. Eppure svolge un ragionamento di pretta marca laicista: alcuni punti:
la civilta' occidentale e' cattiva almeno come le altre, vedi lo sterminio degli indigeni d'America, la schiavitu', l'Inquisizione, le guerre di religione, i colonialismi, e cosi' via.
bisogna distinguere fede e religione: la fede nasce quando il raziocinio (sic) si ferma, quando non riesce a spiegare tutto, e cede, cadendo nello sconforto o nella fiducia in qualcosa di indimostrabile, la religione e' una convenzione sociale, affidata a espressioni esteriori.
il problema e' allora quali sono i limiti dell'influenza della religione sulla societa': l'Europa non e' riuscita a definire questi limiti, e questo e' il motivo della sua debolezza verso culture e religioni extraeuropee.
Allora che fare? Boh. L'unica risposta e' allargare il dibattito.
In sostanza anche Luzzatto sostiene la mancanza d'identita', in modo piu' aggressivo rispetto a Lerner. Mentre Gad si rifugia nella mancanza d'identita' come in una caratteristica razziale, Luzzatto la propugna aggressivamente: curioso per un ebreo, figlio di un popolo sopravvissuto proprio aggrappandosi disperatamente alla propria identita' religiosa e culturale. Il suo discorso e' contestabile anche storicamente: per stare solo a un punto, sara' anche vero che la civilta' occidentale non ha risolto il problema del limite da porre alla religione, ma soprattutto e' l'unica civilta' che tale problema si e' posto: in ogni altra parte del mondo e in ogni altro tempo, nello stesso Israele, e' sempre stato scontato che religione e politica formano un tutto unico: la distinzione e' possibile solo perche' Qualcuno ha detto “date a Cesare quello che e' di Cesare e a Dio quello che e' di Dio”.
E' impressionante in entrambe le posizioni la mancanza di soluzioni: non possono evitare di riconoscere che c'e' un problema, qualcuno sta cercando di minare la societa' nella quale viviamo, e in molti casi attacca la vita stessa di chi non e' d'accordo: pero', pur di non riconoscere che la speranza sta in persone che sanno chi sono, che possono parlare con tutti a partire da un fondamento solido, sono disposti a non reagire, a lasciar fare, anzi a favorire i nemici, almeno finche' non sono colpiti direttamente. Il vero nemico, per loro, e' chi sa chi e', nell'appartenenza.
Mi sembra interessante capire chi abbiamo di fronte. Poi, per un esempio di dialogo a partire da un'identita' certa, vediamoci al Meeting per l'Amicizia fra i Popoli.
La presa di potere di Hamas nella striscia di Gaza e' un fatto grave, non solo per la catena di morti che ha causato. E' un episodio del generale attacco islamico al resto del mondo, che avviene nella sostanziale indifferenza del mondo cristiano, Stati Uniti esclusi. Infatti gli islamici sono all'attacco in tutta l'Asia, come riferisce Asia News: i fatti piu' recenti riguardano la Malesia, le Filippine, l'Indonesia, ancora il Pakistan, dovunque gli islamici possono sfruttare posizioni di potere o contare sulla connivenza dei governi. I cristiani poi sono attaccati anche in India e Birmania (o Myanmar, come si chiama adesso), anche se non dai mussulmani. Bisogna che ce ne convinciamo, una parte del mondo mussulmano sta cercando di allargare il suo dominio: a questo punto non ha molta importanza che sia la maggioranza o una piccola parte: il pericolo per noi esiste, ignorarlo e' stupido e inutile. E' offensivo verso i nostri fratelli cristiani che vivono in Asia, minacciati nella stessa vita, e tanto piu' nei diritti che la civilta' occidentale definisce fondamentali. Ricordiamo sempre che i cristiani asiatici, ma anche egiziani, sono perseguitati, con l'obbiettivo di estinguere la presenza cristiana, da molti decenni, PRIMA della creazione dello stato d'Israele e tanto piu' delle guerre del golfo.
Ma veniamo all'Europa: nel nostro continente la pressione islamica ha l'importante appoggio del laicismo, disposto a cedere su punti importanti pur di erodere l'anima cristiana del continente. Esagerato? Ma pensate ai giudici tedeschi che non accolgono le richieste di protezione della moglie di un marocchino perche' “doveva sapere che la cultura del marito prevedeva la violenza domestica”, o il governo danese che non protegge i suoi cittadini minacciati dagli islamici per aver pubblicato vignette giudicate offensive, o l'Olanda che espelle una deputata nata in Somalia, mussulmana, ma contraria alla rigidita' dell'interpretazione wahabita dell'Islam, perche' e' un pericolo per l'ordine pubblico. Potrei andare avanti, passando per il favore con cui e' vista la costruzione di moschee in Italia. Se c'e' bisogno di altri esempi fatemelo sapere, se ne trovano tutti i giorni.
E allora veniamo all'Italia. La rivoluzione di Hamas ha messo in luce un altro dei danni fatto dal peggior governo che la Repubblica italiana abbia avuto in 60 anni. Il barcaiolo che purtroppo ha la carica di ministro degli Esteri ha piu' volte dichiarato la sua fiducia, per non dire la sua amicizia, verso Hamas e Hezbollah, movimenti che non hanno mai nascosto alcuni tratti caratteristici:
sono profondamente radicati nella concezione dell'Islam che definiamo fondamentalista,
negano il diritto all'esistenza dello stato d'Israele,
considerano la violenza una forma legittima di azione politica,
quindi non hanno alcuna remora a uccidere avversari politici o religiosi.
La tripla chiusura d'occhi del barcaiolo sta oltre tutto isolandoci ancora di piu' in Europa, perche' gli altri paesi, pur timidi in casa, sono molto piu' decisi nell'opporsi agli amici dell'Ulivo, cosi' che facciamo sempre piu' la figura dei fessi.
Fonti di informazione libere sostengono da tempo che molti dei fatti di sangue attribuiti a Israele, con grande spreco di propaganda internazionale, sono invece da attribuire all'uso islamico di nascondersi fra gli innocenti. La conferma si e' avuta nella guerra di Gaza: Hamas e Fatah si sono combattuti fra la gente, addirittura negli ospedali, con assoluto disprezzo per la vita di chi non c'entrava, e ammazzando a sangue freddo e crudelmente chiunque pensavano fosse dall'altra parte. Questi sono i personaggi che i nostri soldati stanno proteggendo in Libano, perche' possano riarmarsi, prendere il potere in Libano, e cancellare Israele. Dopo di che cosa pensate succedera' dei cristiani ancora superstiti in Terra Santa?
Una piccolezza di passaggio: la stampa ha annunciato con enfasi che il governo ha risolto la questione TAV: non e' vero, ha rimandato il problema, dicendo: la ferrovia ad alta' velocita' non passera' da li', dove i cittadini non volevano. Domanda: da dove passera'? Non si sa, aspettiamo di saperlo e ricominceranno le proteste.
La pace ce l'ha chi la merita. Dovremo conquistarcela, svegliamoci.
Oggi ho visto una grande gara di MotoGp, in cui Rossi e Stoner hanno duellato ai duecento all'ora per parecchi giri. Ha vinto la moto italiana, con mia grande soddisfazione; ovviamente, anche se avesse vinto Rossi sarei stato contento, il personaggio e' veramente molto simpatico, e bravissimo nel suo mestiere. Non posso fare a meno di rimpiangere che sia stata persa l'esperienza italiana nelle moto da corsa, ricordate la MV, la Gilera, la Guzzi, la Benelli? Onore alla Ducati che e' riuscita a riproporre la presenza di una tecnica completamente italiana nelle corse, e un rimpianto perche' Capirossi, dopo tanti incidenti, non riesce piu' a stare davanti. E ancora, come si fa a guardare la Formula 1, dove il massimo dell'eccitazione sono le soste ai box?
A proposito, ma non vi e' sembrato strano che Bush abbia voluto vedere i responsabili della comunita' di S.Egidio, attiva nei rapporti internazionali, ma il cui ruolo non sembra poi cosi' rilevante?
La visita di Bush ha avuto il solito contorno di manifestazioni violente: volevo solo far notare che i no-Bush, no-war, hanno viaggiato gratis. Me ne sento offeso, visto che per andare a Roma per manifestazioni meno distruttive mi sono pagato il viaggio.
Vorrei segnalare una lettera incredibile pubblicata oggi 10 giugno da Avvenire:
Caro direttore, chiedo da cattolica alla Chiesa di farsi sentire, visto che ne ha ampiamente le opportunita'. Ultimamente da persona intelligente e libera di pensare (Cristo ci ha dato questa liberta') mi sento un po' delusa da come la Chiesa reagisce alla secolarizzazione, ogni giorno di piu' si danno alibi a persone che non aspettano altro di accanirsi contro di noi... noi che lavoriamo ogni giorno nelle parrocchie, che aiutiamo a far funzionare il sociale, che ci “sbattiamo” con entusiasmo, ma noi che abbiamo anche diritto a risposte chiare, che non vogliamo essere contrapposti a nessuno e che crediamo nel libero arbitrio, perche' ci e' stata data la possibilita' di sbagliare e di rendercene conto. Io parlo per mia esperienza personale, ma le assicuro che qui a Bologna ne conosco veramente tanti che la pensano come me, non abbiamo bisogno di vedere le famiglie di gruppi neocatecumenali con 20 bambini in piazza, ci fanno solo sorridere perche' li abbiamo visti a fianco ai politici e perche' quei bambini non sapevano neanche perche' stavano la', in compenso hanno smosso le coscienze del movimento laico, nato solo per contrapporsi a noi che non sentiamo la necessita' di contrapporci a nessuno. Le faccio un esempio: dopo un confronto ci siamo resi conto che a Roma sono partite solo le famiglie piu' strane, piu' bigotte, ma le nostre famiglie reali non sono quelle, sono quelle che non sorridono spesso e non vanno in piazza, anche se senza striscioni. Ho fatto una gran confusione di argomenti, lo so, ma lamia idea spero che sia arrivata chiara, io vorrei che la Chiesa fosse piu' vicina a me che alla politica, quando a un esame di politiche pubbliche (sono assistente sociale, mi sto specializzando nelle politiche sociali) la prof mi chiese cos'era la Chiesa, le assicuro non fu una domanda tendenziosa, io da sola ricercando tra la teoria che avevo studiato risposi: un gruppo di pressione fatto da interessi che entra nel gioco politico attraverso il potere dato da risorse. Io penso che ora, come fu durante la prima repubblica, sia cosi' e mi spiace tanto doverlo ammettere.
Credo non ci sia bisogno di chiarire perche' definisco “incredibile” questa lettera: purtroppo e' vera, e viene da un mondo che abbiamo intorno, nelle parrocchie, nei gruppi che “aiutano a far funzionare il sociale”. Viene da Bologna, citta' di Alberigo e Melloni, e prima di loro di Dossetti e Lercaro, ma, certo, anche di don Marella. Comunque, le circostanze della vita hanno impedito alla mia famiglia di essere a Roma, e siamo solo in tre, ma certamente siamo una famiglia strana e bigotta, che pero' sorride spesso; e voi? E poi, perche' l'amica bolognese sta in una Chiesa che e' “un gruppo di pressione”? Col mestiere che fa e' proprio sicura di essere immune da contatti politici?
Il direttore di Avvenire ha risposto in modo pacato ma fermo, del tutto condivisibile.
Ultima notazione: e' in corso un nuovo esproprio proletario: dopo il TFR buttato nel calderone dell'INPS il governo sta mettendo le mani sui cosiddetti conti dormienti, cioe' sui conti correnti e simili depositi fermi da almeno dieci anni. Ce ne sono molti, e il totale dei fondi cosi' rastrellabili e' stimato a miliardi di euro. L'idea viene da Tremonti, il che dimostra che le rapine non sono monopolio della sinistra: il ministro del governo Berlusconi aveva proposto di destinare le risorse cosi' procurate a un fondo di garanzia per i risparmiatori vittime di fallimenti clamorosi, come Parmalat; il governo catastrofico che abbiamo ha avuto invece la bella pensata di destinare il 20% del maltolto all'assunzione di precari nella pubblica amministrazione. Ora, secondo me il discorso e' molto semplice: quei soldi appartengono a qualcuno, non c'e' nessuna giustificazione per appropriarsene, e tanto meno per usarli per finanziare un voto di scambio: voi come le chiamate le decine di migliaia di assunzioni decise subito prima delle elezioni? Ma del resto e' un governo talmente screditato che non e' bastato nemmeno questo.