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venerdì, 27 aprile 2007

Al servizio di chi?

Lunedi' 30 aprile gli uffici del comune di Rimini saranno chiusi; fanno il ponte. Non e' il primo ponte rispettato dagli uffici pubblici. Ma perche', mi chiedo? Perche' un pubblico servizio, anzi molti pubblici servizi, non funzioneranno in un giorno lavorativo per la maggior parte dei riminesi? E' proprio vero che i cosiddetti servizi pubblici sono al servizio prima di tutto dei propri addeti, poi degli altri cittadini.
postato da: keass alle ore 13:46 | link | commenti
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martedì, 24 aprile 2007

25 aprile

Non ho mai amato la festa del 25 aprile, se non perche' e', appunto, una festa, un giorno di vacanza. Tuttavia oggi la newsletter Il Mascellaro ha pubblicato il testo che segue, di Giovanni Lindo Ferretti e altri, che mi sembra molto bello, per cui vorrei invitarvi a leggerlo.


Un 25 aprile Solitario


   È, questo nostro, un tempo di mutamenti che procedono per piccole scosse ed assestamenti determinati, nel profondo, dalla necessità di verità. Senza verità la libertà non è che una forma più o meno conveniente di servitù.
   È un tempo difficile da raccontare. Bisognerebbe farne scarna cronaca, alla maniera medioevale, snocciolando accadimenti personali e vicende minute.
   Raccontare, in questo caso, di Tapignola in un gelido sole d'inverno; dei borghi arrocati ai campanili che, da sempre, reggono bufere e tormente; di casolari in cui, giorno dopo giorno, si sgrana il Santo Rosario per i vivi e i morti mentre tra le colline intorno s'alza la nebbia e cala la sera.

"alzo i miei occhi ai monti e chiedo:
da dove verrà l'aiuto per me?
Il mio aiuto viene dal Signore
Creatore del cielo e della terra"


   Ci sono tra di noi, ho avuto la fortuna di conoscerle, persone come Daniela Simonazzi e Maria Teresa Morelli che, solo lasciando trasparire il proprio dolore, la necessità di attraversarlo per ricucire la propria storia in memoria vivente, generazione su generazione, svelano la menzogna che ci avvolge. Noi involontari complici. Raccontano dei nostri eroi sconosciuti o dimenticati, giovani e giovanissimi cattolici che pur essendo tra i primi, non molti, insorti contro il nazifascismo non hanno trovato spazio tra i sovraffollati ranghi dei vincitori.
   A Giorgio Morelli è stato negato anche il certificato di partigiano combattente ed era "il Solitario"una delle figure più belle della Resistenza reggiana.
   A Mario Simonazzi, il valoroso comandante Azor, è andata peggio: scomparve durante la Pasqua del 1945, a pochi giorni dalla Liberazione, tra bocche cucite e accenni di calunnie. Qualcuno li ha arruolati tra i vinti ed è stato l'ultimo indicibile dolore per le famiglie, l'ultima menzogna.
   E poi i nostri sacerdoti uccisi prima e dopo, dagli uni e dagli altri. Uccisi perché sacerdoti in comunità comunque abusate da chi è tanto fiero e succube della propria miseria ideologica da voler rifare l'uomo e il mondo a propria immagine e somiglianza e ogni mondo nuovo comincia e finisce sempre in una fossa scavata lì per lì ad occultare un cadavere o in grandi fosse progettate ed eseguite scientificamente.
   Quando anche a distanza di decenni, anche solo per un attimo, ci si affaccia su quell'abisso di odio per l'uomo non si può non essere colti da vertigine.

   All'imbrunire del 3 agosto 1945 nei boschi tra Montericco e Vezzano, in località Lupo, una donna che sta raccogliendo legna trova un cadavere a marcire nel fango. Un piccolo foro nella nuca. È Mario Simonazzi, di Montericco, 24 anni, nome di battaglia Azor, vice comandante della 76a brigata SAP. I familiari e gli amici partigiani lo stavano cercando da quattro mesi. Chi ha ucciso Azor?
   Il Solitario, Giorgio Morelli, comincia la sua ricerca, cerca la verità. È stato giovanissimo partigiano in città, al tempo dei "fogli tricolore", prima di salire in montagna ed è il primo a rientrare in divisa, un fazzoletto tricolore al collo, nella Liberazione. Il Solitario è un uomo libero, non ha avuto paura di fascisti e nazisti; sa che la verità è come l'ortica: chi la sfiora ne è punto, bisogna afferrarla saldamente e non temere il bruciore.
   Il 27 gennaio 1946 mentre rincasa, a Borzano, due ombre nella nebbia gli scaricano un caricatore addosso. Lo colpiscono 3 colpi di pistola su 6: uno alla spalla, due di striscio al braccio e al fianco sinistro. Lo si vedrà passeggiare per Reggio con l'impermeabile sforacchiato: non gli manca il coraggio, merce rara nei giorni dell'odio in cui cala una spessa coltre di caligine e crescono le vittime innocenti dell'ultima ora.
   Chi ha ucciso don Jemmi? Menozzi Anselmo "Paolo"? Don Luigi Ilariucci? Giuseppe Verderi?…….Don Pessina è il decimo prete ucciso in un anno, la quinta vittima del giugno 1946. Il Solitario muore il 9 agosto 1947, a 21 anni, dopo mesi di sofferenze a conseguenza dell'attentato subito. Fino alla fine continua la sua ricerca della verità. È un uomo libero, non odia nessuno, perdona i suoi assassini e in pace con Dio e con gli uomini chiede solo di essere sepolto in montagna. Ci lascia un dono prezioso, un piccolo giornale mensile uscito dal '45 al '47, quattro numeri a ciclostile, in clandestinità, e dopo la liberazione 25 numeri a stampa: La Penna -La nuova Penna.
   Cambiò 11 tipografie: la reggiana A.G.E. fu devasta, tre edizioni furono distrutte durante la distribuzione, una intera edizione fu prelevata e bruciata in una piazza di Bologna ma fu ristampata a Modena, una tipografia di Parma, interna a un convento, subì atti di sabotaggio e altre tipografie furono minacciate ma un pugno di giovani partigiani cattolici cresciuti nella lotta al nazifascismo, senza mezzi, senza direttive e legami politici offrirono alla città e al Paese la più coraggiosa e intraprendente manifestazione di libertà del cuore e dello spirito. Libertà di stampa?

   È tra le montagne che lo hanno visto giovane partigiano, a 60 anni dalla sua morte, che vogliamo ricordare il Solitario nel giorno della Liberazione.
   Con lui vogliamo ricordare il comandate Azor, i nostri giovani eroi della Libertà, i nostri sacerdoti che l'hanno difesa prima e dopo.
   Le famiglie montanare che hanno accolto, sfamato, protetto, i giovani partigiani e molte ci hanno rimesso tutto ma erano dimenticate prima e sono state dimenticate poi.

A.D. 2007 Chiesa di Tapignola, Villa Minozzo
un 25 aprile Solitario

in pace, in festa

ore 11:30

Santa Messa

ore 13:00

pranzo al sacco e gnocco fritto

ore 15:30

letture, canzoni, musica

ore 18:00

Santo Rosario


Dopo decenni di omertà, menzogne, di commemorazioni sempre più distratte e stanche, un silenzo raccolto ci pare la miglior compagnia perché possa continuare a fiorire tra gli uomini quella coscienza di libertà nella verità.

Giovanni Lindo Ferretti
Carlo Losi
Daniela Simonazzi
Maria Teresa Morelli

postato da: keass alle ore 20:07 | link | commenti
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lunedì, 23 aprile 2007

Sussidiarieta'

Sabato mattina un soffitto della scuola dove insegna mia moglie, il Liceo Linguistico M.Valgimigli, e' crollato, ferendo lievemente un allievo e mancando di poco un'insegnante (Margherita Frioli in Reggiani, per chi la conosce). Be', allora, direte voi? Il fatto in se' e' in realta' abbastanza insignificante, ma la vicenda ha un aspetto interessante: la scuola e' ospitata in un palazzo del Cinquecento, storicamente interessantissimo, ma del tutto inadeguato come scuola. Ora, la responsabilita' per le scuole superiori in Italia spetta alle provincie (dovevano inventarsi un ruolo per gli enti inutili), e l'ente incaricato sta da tempo valutando soluzioni alternative per sistemare il Liceo Linguistico. Qualche anno fa era stata valutata la possibilita' di sistemare una colonia dismessa, che pero' era stata scartata perche' l'edificio “non era adatto a ospitare una scuola” secondo gli esperti della Provincia.
Domanda agli amici riminesi: indovinate quale era quella colonia? Esatto, la Comasca, dove molti vostri figli vanno a scuola.

Per gli amici non riminesi spiego l'enigma: la colonia Comasca, in disuso da molti anni, era stata valutata dalla Provincia di Rimini come sede scolastica e scartata come detto sopra. Pero' poi la fondazione Karis,che riunisce le scuole nate dal movimento di CL a Rimini, ha ottenuto l'aiuto di amici per acquistarla e ristrutturarla, realizzando un polo scolastico estremamente funzionale e anche bello, esteticamente, perche' mostrare la bellezza della vita e' compito dei cristiani, come ci ha ripetuto il Papa il 24 marzo. Una semplice vicenda che mostra come una sussidiarieta' correttamente applicata potrebbe veramente fare il bene della societa'.

postato da: keass alle ore 21:37 | link | commenti (1)
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Perche' essere buoni?

Se il cuore dell'uomo non e' buono allora nessun'altra cosa puo' diventare buona”: cosi' e' scritto a pag. 58 di “Gesu' di Nazareth” di Joseph Ratzinger. Mi pare che sia una verita' dimostrata da secoli di storia, e dimenticata da questo nostro tempo. In effetti, se ci pensate, mi pare proprio che essere buoni non sia piu' richiesto, se mai e' richiesto essere corretti, cioe' adeguati alla mentalita' comune. Il fatto e' che essere buoni richiede una responsabilita', un impegno, che la mentalita' attuale preferisce respingere, per adagiarsi in un adeguarsi a regole esterne molto piu' comodo. Torna in mente prepotente la frase di Eliot:
«Perché gli uomini dovrebbero amare la Chiesa? Perché dovrebbero amare le sue leggi? / Essa ricorda loro la Vita e la Morte, e tutto ciò che vorrebbero scordare./ È gentile dove sarebbero duri, e dura dove essi vorrebbero essere teneri./ Ricorda loro il Male e il Peccato, e altri fatti spiacevoli./ Essi cercano sempre d'evadere/ dal buio esterno e interiore/ sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d'essere buono».
Purtroppo essere corretti non basta, e anche non e' possibile garantire una correttezza perenne: allora il cuore si ribella, e,non sapendo dove attaccarsi, diventa cattivo, violento: guardiamoci intorno e vedremo tante manifestazioni di questa insofferenza del cuore verso limiti che gli ripugnano, manifestazioni che provocano dolore e danni.

postato da: keass alle ore 21:36 | link | commenti
categorie: papa
lunedì, 16 aprile 2007

Sono tornate le rondini

Oggi ho visto per la prima volta questa primavera un po' di rondini in cielo.  Avevo visto una singola rondine subito dopo Pasqua, oggi invece ci sono parecchi rondoni in volo.
postato da: keass alle ore 08:31 | link | commenti
categorie:
domenica, 15 aprile 2007

Illegalita' governativa

Quando pensavamo di averle viste tutte il nostro prezioso presidente del consiglio ci fornisce un nuovo motivo di interesse: ha dichiarato che avrebbe violato la legge per salvare Mastrogiacomo, vedi il Corriere della Sera del 14 aprile, che cita a sua volta Radio 24.  Allora, perche' si bloccano i beni dei sequestrati in Italia, ultimo caso la vicenda Vergani in Piemonte? Anzi, di piu', perche' esistono le leggi se gli atti dipendono dal "sentirsi"?
postato da: keass alle ore 17:20 | link | commenti
categorie: prodi
giovedì, 12 aprile 2007

Prestigiatori

Bene, D'Alema e Prodi hanno detto di avere fatto tutto bene, di aver liberato anche il giornalista afghano, che pero', peccato, poi e' stato ricatturato e ucciso,  di avere fatto lavorare i servizi italiani, che poi hanno lasciato spazio a Emergency, di aver lasciato decidere tutto al governo afghano, che ha liberamente deciso di rilasciare cinque (?) pericolosi terroristi per salvare uno straniero, e poi ha cambiato idea e ha lasciato uccidere due suoi cittadini.  Hanno anche detto di avere agito come il governo Berlusconi in casi simili, e Silvio ha avallato questa affermazione facendo una prudente ritirata strategica sulla questione.  Tuttavia nel mio piccolo osservo che:
- quanto affermato da D'Alema e Prodi contrasta con quanto affermato dal primo ministro afghano, da Gino Strada e da loro stessi nei giorni del sequestro.
- il governo Berlusconi ha pagato riscatti per i vari personaggi di sinistra e antioccidentali sequestrati in Iraq e Afghanistan, senza coinvolgere e svergognare governi di altri paesi.
- ha speso i propri agenti, che hanno anche lasciato la vita, senza dare statura internazionale a personaggi ambigui come Strada, che infatti ora scappa, perche' i suoi pseudoamici al governo italiano l'hanno lasciato col cerino in mano a fronteggiare gli afghani comprensibilmente abbastanza nervosi.
- non ha suscitato reazioni disgustate da (quasi) tutto il mondo occidentale.  Solo la Francia non ha manifestato il proprio fastidio, e adesso vedremo come si comportera', dopo che la calata di braghe prodi-dalemiana ha innescato il sequestro di due francesi.
Insomma, la supponenza dalemiana nasconde ancora una volta, mi pare, la tragica incapacita' di questo governo (sul precedente discuteremo poi).  A carico di Silvio va anche la riluttanza a attaccare a fondo, per cacciare via questi incapaci.  Berlusconi ha detto, secondo le agenzie, che solo il 5% dei suoi elettori vuole che dica sempre no a Prodi: cosa ha fumato per fare certi sogni?
postato da: keass alle ore 18:50 | link | commenti
categorie: berlusconi, prodi, dalema

La colpa e' sempre degli altri

Negli ultimi giorni a Rimini ci sono stati almeno cinque morti per incidenti stradali a motociclisti. In ogni caso la colpa e' della strada.  Possibile che nessuno dica che una velocita' di oltre 100 km/h in una strada urbana e' pericolosa?  Per se' e per gli altri, che possono essere coinvolti senza colpa.  Si realizza la profezia di T.S.Eliot, si cerca di realizzare una societa' dove non ci sia bisogno di essere buoni, cioe' si possa inseguire il proprio arbitrio senza curarsi delle conseguenze, tanto ci pensa la societa'. Purtroppo una societa' simile non puo' esistere, e le conseguenze sono rabbia e violenza.
postato da: keass alle ore 18:20 | link | commenti
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mercoledì, 11 aprile 2007

Paradisi a tempo

Parlando di piccolezze, un buon numero di turisti italiani sono stati bloccati alle Maldive per guasti agli aerei che dovevano rimpatriarli.  Ora, a parte le considerazioni su come si ottengono i prezzi bassi, e a parte il fatto che per rimpatriare un certo Gianfranco Fini si e' mosso il ministero degli Esteri (se non e' vero mi scuso, ma i TG cosi' hanno detto), come mai le Maldive erano il Paradiso, dove stare tutta la vita, poi, dopo che si e' rotto l'aereo sono diventate l'inferno?
postato da: keass alle ore 19:56 | link | commenti
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lunedì, 09 aprile 2007

Chi e' per la vita

Lettera inviata a Avvenire il 9 aprile 2007:

Caro direttore, anche quest'anno Pannella e Bonino hanno sfruttato la Pasqua per avere visibilita' mediatica. Non credo si possa definire in altro modo la marcia "contro la pena di morte" che ha accolto i campioni di aborto e eutanasia, sostenuti da volenterosi vari, molti politici e qualche cattolico, purtroppo. Vediamo infatti concretamente cosa e' successo: i mezzi d'informazione hanno mostrato i filantropi Marco Pannella, Emma Bonino, Walter Veltroni, e soci, alla testa di un gruppo di persone, pronunciarsi con forza perche' altri facciano scelte di vita. Loro continueranno invece a fare scelte di morte, come hanno gia' fatto, propagandando e imponendo aborto, eutanasia, eugenetica, e ogni altra scelta contrasti con l'insegnamento della Chiesa. Davvero mi rattrista vedere cattolici che danno vigore all'azione di questi campioni del relativismo disperato.

11 aprile: Avvenire non ha pubblicato la lettera: ne ha pubblicato un'altra un po' piu' sfumata, insieme a due editoriali, uno di D'Agostino, che dice in sostanza quel che dicevoio, l'altro di Marazziti, della comunita' di S.Egidio, che parla solo di quanto sara' bello quando tutti rinunceranno alla pena di morte.
postato da: keass alle ore 21:09 | link | commenti
categorie: vita, radicali, cattolici