Sono contento di leggere oggi sul Sussidiario.net l'articolo di Luca Antonini dal titolo:”Referendum: le ragioni per non andare a votare”, che conferma la mia posizione, che esprimevo sinteticamente ieri: votate ai ballottaggi, non ai referendum: e' una scelta politicamente e culturalmente corretta, che si esprime contro un ulteriore pericolo per la nostra democrazia, una clamorosa riduzione della rappresentativita' dei cittadini.
Nell'articolo mi pare da sottolineare anche la notazione che la legge elettorale vigente per le Camere ha portato a un bipolarismo, non a un bipartitismo: e' una buona cosa, perche' si sono creati due schieramenti, all'interno dei quali possono trovare rappresentanza varie sensibilita' culturali, il che sarebbe impossibile se ci trovassimo in un bipartitismo puro, con solo due partiti rappresentati, e gli altri si arrangino.
Qualche giorno fa ha avuto un certo rilievo la notizia della sospensione per due mesi dall'insegnamento di un professore di matematica del liceo di Cesena; i mezzi di disinformazione riferiscono che il docente, aderente ai COBAS, aveva sottoposto agli allievi un questionario sull'insegnamento delle religione in confronto a altri possibili insegnamenti: una violazione, perche' un docente non puo' sindacare le scelte di un collega o del ministero, ma non tanto grave da giustificare una sospensione di due mesi. Cercando un po' pero' si trova anche notizia di violazioni piu' gravi ai doveri di un insegnante, che danno piu' giustificazioni per la sospensione. Il Resto del Carlino del 4 giugno riferisce che, secondo alcuni studenti della classe del condannato, “in tre anni non ha svolto il programma, facendo sei mesi di assenza per malattia e soffermandosi a parlare di politica e attivita' sindacale, tanto che per affrontare la maturita' i 24 studenti di quinta sono ora costretti a frequentare un corso di recupero”.
Comunque le anime pure, progressiste e libere, hanno innalzato il solito coro sulla discriminazione clericale: si e' sentito anche Grillini, anche se, a quanto mi risulta, per il professore di Cesena non si ' parlato di omosessualita'. Si sono invece segnalati nella campagna in difesa del condannato gli atei organizzati.
Una vicenda banale, tutto sommato, e allora perche' la sottolineo? Il professore coinvolto si chiama Alberto Marani, che non conoscerete, come non lo conosco io; ma forse conoscete la canzone “Il disegno”, cioe' “Nel mare del silenzio una voce si alzo'...”, o anche “il cantico dei redenti”, cioe' “Ti lodo Signore perche' un giorno eri lontano da me....”: l'autore e' proprio il prof. Marani, o meglio, e' l'Alberto Marani di quando faceva l'universita' e seguiva Comunione e Liberazione. Sono rimasto molto colpito da come una persona puo' abbandonare una strada che fino a un certo momento sembra sicura per prenderne un'altra opposta; per nessuno di noi e' garantito un percorso tranquillo, bisogna sempre tenere alta l'attenzione, far lavorare il cuore per capire cosa e' veramente bene per noi, cosa veramente ci corrisponde.
Ci siamo prosternati davanti a Gheddafi. Va bene che abbiamo bisogno del suo petrolio e della sua collaborazione, per altro pagatissima, per frenare l'immigrazione, ma c'era proprio bisogno di definirlo un amico e di dargli spazi mediatici?
Una nota: e' vero, il bombardamento USA di Tripoli del 1986 fu un atto grave: ricordiamo che erano gli anni del terrorismo, c'erano continui e sanguinosi attentati, riconducibili ai palestinesi di Al Fatah e Arafat, protetti e finanziati da Gheddafi. Gli aerei americani colpirono la residenza del ditttatore libico, uccidendo alcuni suoi parenti, ma lui sfuggi' alle bombe; e' probabile che Gheddafi sia stato avvisato del pericolo dall'Italia, governavano Craxi e Andreotti, con il silenzioso beneplacito degli USA stessi. Quest'ultimo punto non e' certo, quello che e' certo e' invece che dopo il bombardamento USA gli attentati cessarono di colpo, un chiaro indizio che il colpo era arrivato a segno.
Bene amici, le elezioni sono passate e si puo' tentare qualche considerazione. Intanto mi sembra evidente che la sinistra ha preso uno schiaffone che fara' fatica a dimenticare; per le europee si consola con il calo del 2% (da 37,38 a 35,26) del PdL, trascurando il fatto che il PD ha perso il 7% (da 33,17 a 26,13) rispetto alle politiche del 2008, per le amministrative il crollo e' indiscutibile. Perfino la cintura rossa si sta rompendo: gia' essere arrivati al ballottaggio in citta' come Bologna e Firenze, o, nel nostro piccolo, Rimini e Forli', vuol dire che il monopolio delle COOP e del PCI si sta rompendo. Dite che non c'e' piu' il PCI? Lui no, ma il monopolio si', e finalmente sta cedendo. Quanto poi ai risultati in se', mi sembra anche evidente che il PdL e' andato peggio di quanto si poteva sperare, e questo grazie alla campagna moralistica dei moralmente superiori. Berlusconi nelle ultime fasi della campagna non si e' comportato da Berlusconi, e' stato nervoso e reattivo, e cosi' ha rinunciato a quella che e' la sua arma migliore, il tranquillo ottimismo con cui affrontare le difficolta'. Evidentemente gli attacchi personali sono arrivati a segno, gli hanno fatto male: e' un uomo, non un tiranno spietato, con molti vizi e qualche virtu'. Ma neanche cosi' i moralmente superiori hanno strappato la fiducia della gente, se non forse di qualche cattolico duro e puro, piu' simile a un calvinista che a un figlio “di chi perdono' a Maddalena” (De Andre', Via della Croce, album La Buona Novella,1970). Detto questo, mi sembra anche opportuno aggiungere che si conferma che il PdL e' Berlusconi, il che fa preoccupare per il futuro. SB non e' eterno e non si vede chi possa prenderne il posto: e' il destino dei leader, non avere un successore. Tuttavia fa ben sperare, al contrario, il successo negli enti locali: vuol dire che qualche figura credibile comincia a venir fuori, ha della strada da fare, ma arrivera'. Come dimostra il successo della Lega, simile a quello di analoghi partiti europei, la gente vera rifiuta fermamente il concetto di multiculturalismo e falsa integrazione imposto dai moralmente superiori, compresi, purtroppo, molti cattolici; speriamo che si possa ragionare finalmente con calma su cosa vuol dire veramente integrazione.
Fra due settimane i referendum beneficeranno del traino dei ballottaggi: io non ritirero' le schede dei referendum, votero' solo per il ballottaggio: ogni passo verso il maggioritario puro riduce la rappresentativita' del nostro sistema politico, come molti hanno scoperto in colpevole ritardo.
Mi e' sembrato molto interessante un articolo pubblicato dal Sussidiario.net, che si puo' leggere all'indirizzo seguente:
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=21400
Interessante la proposta di cambiare nome a una scuola romana per adeguarlo alla multietnicita' degli alunni. Se la notizia vi e' sfuggita, vi ricordo che, secondo i mezzi di disinformazione, il consiglio d'istituto della scuola materna ed elementare “C. Pisacane” ha deliberato di cambiare nome alla scuola, assumendo quello di Makiguchi Tsunesaburo, educatore giapponese vissuto fra il XIX e l XX secolo. La proposta probabilmente cadra' poiche' si sono immediatamente alzate forti proteste un po' da tutti gli ambienti, tuttavia mi sembra meriti un paio di osservazioni.
Primo: non si puo' dire che l'intitolazione attuale sia luminosa: Pisacane e' uno dei personaggi divinizzati dalla storiografia liberale e massonica, uno dei rivoluzionari di professione che intorno alla meta' del XIX secolo impose al popolo italiano un'unificazione forzata in uno stato laicista e burocratico, abbattendo consuetudini antiche e attaccando direttamente la fede cattolica della quasi totalita' della gente.
Secondo: in compenso Makiguchi e' stato un educatore, ma e' stato anche, e forse soprattutto, il fondatore della Soka Gakkai, una delle sette buddiste piu' note in Occidente e piu' presente negli studi sulla New Age; allora la domanda che s'impone:”Ma perche' questo nome?” si avvicina a una risposta plausibile e inquietante.
Dopo l'innaturale concordia intorno alla tragedia dell'Abruzzo il clima politico e' tornato alla squallida normalita'. Negli ultimi giorni si e' segnalata la ridicola vicenda del divorzio di Berlusconi, condita di seriose considerazioni sullo stile dei politici. Come indizio di cosa ne penso trascrivo la lettera che ho mandato a Avvenire, in reazione a un editoriale di prima pagina:
Caro direttore, mi scusi, ma non riesco proprio a inquadrare l'editoriale di ieri 5 maggio, che ha fatto si' che i “grandi” giornali titolassero “I vescovi contro Berlusconi”, o qualcosa di simile. Per almeno due terzi del pezzo afferma la sacrosanta verita' che non si possono usare i pettegolezzi come strumento di lotta politica, poi, solo sulla base di pettegolezzi, emette un giudizio cauto ma inequivocabile, addebitando al presidente del consiglio che “la politica e lo spettacolo ... hanno dato nell'occasione il peggio di se'”.
Se non mi sbaglio l'”uso delle ragazze come esca elettorale” non si e' concretizzato, quindi va trattato come pettegolezzo, falsita', menzogna, in mancanza di prove che mi sembra molto difficile fornire. Quindi e' giusto, ci mancherebbe, affermare che e' “inaccettabile una concezione della donna meramente strumentale”, ma applicarlo alla formazione delle liste del PdL per le elezioni europee 2009 e' arbitrario visto che alla denuncia mediatica del “ciarpame” non e' seguita nessuna prova dell'esistenza del medesimo.
La mia impressione e' che l'opposizione cerchi con ogni mezzo, lecito ma anche illecito, di recuperare un minimo di credibilità' di fronte a un governo che sta operando bene, e che nell'emergenza terremoto ha dato una dimostrazione di efficienza e rapidita' d'azione che i denigratori professionisti del nostro paese non credevano possibile.
E arriviamo all'ultima parte, dove si chiede “sereno rigore, consapevolezza della tenace significanza di un imperativo discrimine etico” nell'uso del potere politico, avendo prima denunciato il “clima da scambio di favorini veri,falsi, o presunti”. Si afferma poi che “la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti”: di nuovo giusto, non c'e' dubbio, ma torniamo sulla terra, anzi, per la precisione in Italia. Dobbiamo sostenere cattolici sobri e castigati che volevano, e vogliono, imporci DICO e eutanasia, oltre a non governare quando hanno potuto, o un superficiale ex cantante che si e' esposto in difesa di Eluana, e' riuscito a avviare a soluzione il problema insolubile dei rifiuti in Campania, e affronta con decisione il dramma del terremoto in Abruzzo?
E' uno strano segnale quello lanciato da Avvenire, sono curioso di vedere come procedera'.
Ma guarda, le veline sono da emarginare solo a destra. Una notizia poco circolata e' che al comune di Campobasso e' candidata per il Pd un'ex concorrente del Grande Fratello, oggi funzionaria della cooperazione rossa e iscritta a suo tempo al Pds poi al Pd (fonte: il Tempo.it, ed. Molise). Auguri a lei e a chi la eleggera', essere stata nella TV stupida non vuol dire certo essere bollati a vita, almeno cosi' la pensiamo noi realisti cristiani. Dal mio punto di vista e' molto piu' preoccupante l'essere cresciuta nel partito ex (di nome) comunista, gli esempi che abbiamo intorno di personaggi dal simile retaggio non fanno ben sperare. Ripensandoci, auguri anche ai cittadini che l'avranno come amministratore.